Narrare con il COVID19. Storie di qualità per i bambini della prima infanzia

Autori

  • Giuseppa Cappuccio Università degli Studi di Palermo
  • Gaetana Katia Fiandaca Università degli Studi di Palermo

DOI:

https://doi.org/10.19241/lll.v16i37.549

Abstract

Il presente contributo vuole offrire una riflessione sulla narrazione nella prima infanzia. Essa riveste un ruolo fondamentale nella formazione e nello sviluppo della persona, in particolar modo dal punto di vista dell'emotività, in quanto costituisce un tentativo di tradurre in parole parte del proprio mondo interiore, grazie all' ausilio di un genere letterario che permette di rappresentarlo e socializzarlo secondo modalità culturalmente definite.

Il processo formativo è sempre peculiarmente narrativo: si racconta e ci si racconta; il processo formativo è intrinsecamente relazionale e proprio in tale relazionalità la negoziazione del proprio sé con quello altrui è elemento di vitale importanza. È in questo senso che la narrazione può essere considerata un valido strumento di formazione.

La narrazione assume dunque valore nella misura in cui si configura come strumento indispensabile per la costruzione di significati e per la facilitazione dei processi di cambiamento sociale ed organizzativo.

Dopo un’attenta e accurata riflessione sulla narrazione e sulla struttura di una storia ben fatta secondo il modello presentato ne “La Grammatica delle storie” di Stein e Glenn (1979) è stata avviata, durante il periodo di lockdown, un’indagine volta a verificare se i cartoni animati messi in visione dalle reti digitali italiane dedicate ai bambini dai 3 ai 5 anni di età rispondessero a tali criteri e quindi proponessero storie “ben formate”.

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Pubblicato

29-12-2020

Come citare

Cappuccio, G., & Fiandaca, G. K. (2020). Narrare con il COVID19. Storie di qualità per i bambini della prima infanzia. Lifelong Lifewide Learning, 16(37), 42–57. https://doi.org/10.19241/lll.v16i37.549

Fascicolo

Sezione

Call 37 - Lettura e lettura ad alta voce