La rivista internazionale di EdaForum.

Lifelong, Lifewide Learning (LLL) è rivista scientifica di Classe A per il settore concorsuale  11/D1 e 11/D2, secondo la classificazione ANVUR.

Il nostro ISSN è 2279-9001. Gli articoli della sezioni referate della rivista sono inoltre dotati di codice DOI.

Prossime call LLL

2020-07-31

Qui sotto sono riportate le prossime tre call della rivista, che sono già aperte ed in contemporanea con le seguenti date di scadenza:

Call 36: 12-09-2020

Call 37: 10-10-2020

Call 38: 20-04-2021

Si ricorda a tuti gli autori, che per poter accedere ai referaggi, i contributi dovranno rispettare tutte le regole di formattazione del contributo, del numero di caratteri di abstract e manoscritto, di formattazione della bibliografia e citazioni, ed infine di inserimento corretto dei metadati.

Call 36 (numero speciale) - COVID19

2020-07-21

Il momento difficile che sta attraversando il nostro paese, relativo alla fase di ricostruzione dopo la pandemia di COVID19, non può prescindere dal promuovere una riflessione profonda rispetto ad uno dei comparti più colpiti: la scuola, il sistema di formazione professionale e tutta la filiera dell’istruzione e formazione (ivi compresa quella diretta a target vulnerabili anche adulti). Diventa quindi di primaria importanza confrontarsi con la realtà e le conseguenze di un’esperienza del tutto nuova per chi non ha avuto esperienza dei grandi conflitti: la “sospensione”  del sistema di istruzione. In realtà la scuola non si è mai fermata, ma la percezione diffusa è quella di una interruzione: delle modalità conosciute, della relazione, del feedback e della valutazione. L’emergenza, al di là della trasformazione delle modalità erogative, sta richiedendo di cambiare radicalmente  la prospettiva della valutazione: come significato (formativo, certificativo), come oggetto (per esempiole competenze trasversali di autonomia, organizzazione, comunicazione che gli studenti hanno sicuramente sviluppato), come metodi (tra pari, in autovalutazione, scritta, orale).

Che cosa è accaduto e sta accadendo realmente? Quali sono i punti di forza e i punti di debolezza del sistema stesso, rivelatisi in questo tempo? Riflettendo sulle misure implementate durante e dopo l’emergenza, dando uno sguardo al futuro, al rilancio e al ripensamento delle pratiche didattiche e al miglioramento dei sistemi di gestione della didattica a distanza nel caso di ulteriori eventuali (per quanto non auspicabili) situazioni emergenziali.

In questa ottica, si promuovono contributi che tengano conto delle “voci” tutti gli attori in campo: docenti, dirigenti, personale amministrativo e ausiliario, tutti coloro che la scuola la vivono, non solo come luogo di lavoro, e quindi, non ultimi, agli studenti, in un’ottica “student voice” e ai genitori.

Si sollecitano contributi di ricerca nelle seguenti tematiche:

  • La didattica a distanza durante l’emergenza COVID19 (modalità, esperienze, ricerche)
  • La valutazione dall’interno e dall’esterno della didattica a distanza secondo le diverse voci
  • Le modalità innovative di didattica a distanza
  • Le forme i significati della valutazione
  • Le implicazioni socio emotive del distanziamento e come le pratiche didattiche possono colmare il disagio percepito dagli studenti
  • L’analisi del vissuto degli studenti, le conseguenze a livello degli apprendimenti e l’impatto del distanziamento sociale sulla vita scolastica
  • Le proposte di implementazione di protocolli funzionali a ridurre il disagio percepito dagli studenti e le idee per la gestione di situazioni future analoghe.

Data scadenza invio contributi 12-09-2020

Call 37 - Lettura e lettura ad alta voce

2020-07-21

La lettura, come pratica personale e didattica, è al centro di molte ricerche e del dibattito in letteratura scientifica da molti anni. Gli studi si sono soffermati, classicamente, sugli effetti relativi allo sviluppo linguistico (Hutton et al., 2015), alla promozione dell’alfabetizzazione, alla promozione dell’emergent literacy, delle abilità di lettura e di quelle di comprensione del testo (Senechal e LeFevre, 2012). Più recentemente l’attenzione si è spostata, specie in contesto scolastico, anche sulla valenza equitativa di tale pratica. In sintesi, gli effetti di una frequente esposizione alla lettura ad alta voce, a partire dalla scuola dell’infanzia, per poi proseguire in tutto il percorso scolastico, sembrano andare nella direzione della riduzione dell’impatto delle differenze di provenienza socio culturale, promuovendo empowerment cognitivo, emotivo e relazionale.  Le differenze di partenza derivanti da tali dimensioni prescindono dal contesto scolastico, ma è in quel contesto che si svelano come svantaggi tali da compromettere la riuscita dei percorsi formativi e dunque, in ultima analisi, il successivo destino professionale. Alla luce della situazione peculiare appena vissuta, quella legata alla pandemia di COVID19, tali effetti  consentono di rubricare la lettura come uno degli strumenti più potenti per la riduzione dell’impatto della “quarantena” anche nella fase di ricostruzione. La lettura può essere uno strumento utilizzato quotidianamente in classe che possa consentire la riattivazione, nei soggetti, di quei processi cognitivi indispensabili per il successivo accesso agli apprendimenti. La lettura può diventare uno strumento, su larga scala, da utilizzare anche con utenza adulta, per facilitare processi di costruzione di sé, per potenziare le abilità cognitive di base, per costruire relazioni, per facilitare la comprensione degli altri e di se stessi.

In quest’ottica si accolgono, in questo numero contributi di ricerca nelle seguenti tematiche:

  • La lettura come pratica educativa e didattica durante l’emergenza COVID19 (modalità, esperienze, ricerche)
  • L’analisi del vissuto dei destinatari della lettura ad alta voce, degli insegnanti e degli studenti privati dalla quarantena del rapporto diretto, dei futuri professionisti dell'educazione (ricerche di impronta prevalentemente qualitativa per passare dalla riflessione alla costruzione di nuovi percorsi educativi)
  • La lettura come strumento per ridurre le differenze date dalla provenienza socio-economica
  • La lettura come strumento di promozione delle capacità emotive e relazionali
  • La lettura come strumento per l’ empowerment cognitivo o di altro tipo degli studenti e di popolazione adulta di varia tipologia (o per qualsiasi altro target)
  • La lettura e l ‘utilizzo delle storie per superare l’isolamento, per comprendere le differenze, per facilitare relazioni

Data scadenza invio dei contributi 10-10-2020

Call 38- I fondamenti dell’azione educativa: epistemologie professionali tra passato e futuro

2020-07-21

Nel 1987, sulla Harvard educational review (57/1), Lee S. Shulman basava la sua riflessione sulla necessità di una riforma educativa a partire da quattro domande che, a distanza di oltre 30 anni,  possiamo traslare dall’istruzione all’educazione nel suo senso più ampio di educazione sociale: quali sono le fonti della base della conoscenza per un’azione educativa efficace? In quali termini possono essere concettualizzate queste fonti? Come queste fonti possono guidare processi pedagogici di interpretazione e di azione? e quali sono le implicazioni per la politica dell’educazione e della formazione  per il rinnovamento dei sistemi educativi e formativi?

Oggi, in uno scenario che impone la considerazione di azioni educative diffuse, capillarmente presenti e capaci di  generare risposte a domande di formazione inedite, nel contempo emergenti ed emergenziali, è urgente domandarsi quale sapere pedagogico deve informare l’agire dei professionisti dell’educazione e della formazione. Ma anche quali saperi pedagogici appaiono essenziali per guidare l’azione di professionisti che implicitamente svolgono una funzione educativa indiretta spesso inconsapevole, ma sicuramente impattante sui percorsi di vita delle persone: basti pensare all’area sanitaria, all’area dei servizi sociali o all’eterogeneo mondo dei servizi culturali.

Quale sapere pedagogico è richiesto dalla pluralità delle situazioni educative sociali? questo interrogativo assume la forma di responsabilità sociale e civile per l’università, in una prospettiva storico-evolutiva e politico-economica che proietta in un futuro ancora da immaginare, prima che da costruire.  Da qui ad alcuni anni, gli educatori e i formatori saranno solo i laureati, triennali o magistrali. Saranno chiamati sempre di più a saper comunicare e condividere l'analisi degli eventi  con altri professionisti e sarà loro richiesto di esprimere un contributo di soluzione a partire dalla epistemologia della propria famiglia professionale per promuovere processi di cambiamento nei contesti in cui operano.

I dati di una recente rilevazione sui learning outcomes degli studenti della L19 condotta nel quadro del Progetto Teco D Pedagogia, hanno evidenziato incertezze da parte degli studenti nell’individuare forme e modi per migliorare la propria formazione teorica e metodologica dopo l’ ingresso nel mondo del lavoro, addirittura maggiori al terzo anno rispetto al primo.

Creare le condizioni formative per la costruzione di   identità professionali solide e flessibili, capaci di rimodularsi e arricchirsi grazie al confronto con i contesti, è una responsabilità del sistema universitario.

Assume rilevanza e urgenza l’individuazione o la ridefinizione di costrutti, teorie educative e modelli pedagogici che, nei diversi contesti e situazioni educative, possano consentire di interpretare e implementare eventi educativi e formativi. Le diverse narrazioni della famiglia professionale, implicite nelle teorie dell'educazione, possono diventare strumento critico di ri-orientamento e di valutazione di pertinenza rispetto a situazioni, eventi e processi passati, presenti e, soprattutto, futuri.

 

Il numero … della Rivista accoglie, dunque, contributi che presentino ricerche - di carattere teorico, storico o empirico -  ed esperienze su:

  • Teorie e costrutti alla base della costruzione dell’identità professionale del professionista dell’educazione e della formazione;
  • Modelli pedagogici ed epistemologie professionali in prospettiva storico-evolutiva e politico-economica;
  • Curricula formativi e processi di innovazione
  • Politiche della formazione e innovazione dei sistemi

Scadenza invio contributi 20-04-2021

V. 16 N. 35 (2020): Call 35 - Istruzione, formazione, lavoro: scenari complessi per nuove forme di guidance

Pubblicato: 30-06-2020

I servizi UNIGE di tutorato matricole: un intervento di sistema

Alessia Antonella Rossi,Antonella Bonfà

174 - 186

Scegliere il futuro con consapevolezza. Una ricerca su pratiche di orientamento nella scuola secondaria

Emilia Restiglian,Anna Serbati,Lorenza Da Re,Sabrina Maniero,Denise Brait

196 - 214

Orientamenti nella formazione docente per l'inclusione

Giuseppa Compagno,Francesca Anello,Francesca Pedone

320 - 337

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La rivista accetta solo articoli in linea con i contenuti della call corrente. Per inviare un articolo, vedi le informazioni per gli autori.

*I numeri precedenti al 2016 sono reperibili presso la pagina http://rivista.edaforum.it/numero26/index.htm