La rivista internazionale di EdaForum.

Lifelong, Lifewide Learning (LLL) è rivista scientifica di Classe A per il settore concorsuale  11/D1 e 11/D2, secondo la classificazione ANVUR.

Il nostro ISSN è 2279-9001. Gli articoli della sezioni referate della rivista sono inoltre dotati di codice DOI.

Call for papers n° 35: Istruzione, formazione, lavoro: scenari complessi per nuove forme di guidance

2020-01-20

SCADENZA PRESENTAZIONE CONTRIBUTI: 15/04/2020

 

Nelle politiche europee su istruzione, formazione e lavoro è riconosciuto un ruolo chiave all’orientamento: un riferimento fondamentale è rappresentato dal Memorandum del 2000 a seguito del quale hanno preso avvio a livello europeo nuovi approcci ai temi dell’orientamento. Nel 2008 una Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri raccomandava di integrare maggiormente l'orientamento nelle strategie di apprendimento permanente (2008/C 319/02). Nel documento l’orientamento assumeva la fisionomia di un processo di apprendimento per l’autonomia decisionale in materia di lavoro e istruzione: un processo continuo nel corso della vita, finalizzato ad identificare le proprie capacità, le proprie competenze e i propri interessi, a prendere decisioni in materia di istruzione, formazione e occupazione, a gestire i propri personali sviluppi di carriera.

Un recente rapporto dell’OECD, Working it out. Career Guidance and Employer Engagement (2018), ha affrontato proprio il tema dei processi di scelta e della career guidance. Dal Rapporto emerge come l’orientamento occupi, in realtà, una posizione ancora marginale nell’offerta educativa, mentre evidenze empiriche indicano che un’azione efficace di orientamento, fin dalla scuola, ha un'influenza formativa sulla comprensione dei giovani di se stessi e del mondo del lavoro con impatto in termini educativi, sociali ed economici. Nel Rapporto si sottolinea, in particolare, il ruolo essenziale dell'esposizione precoce dei giovani al mondo del lavoro e l’opportunità di coinvolgere professionisti e impresa nelle azioni di career guidance: “Workplace exposure can help young people become better prepared to make education and training decisions. It allows them to think about the breadth of career choices and routes into them. People in work have the capacity to provide young people with insights and experiences which offer distinct value […] Young people are more likely to trust the information about specific occupations they get from a first-hand experience with employers” (2018:69). Un precedente rapporto OECD, Youth Aspirations and the Reality of Jobs in Developing Countries (2017), basato su ricerche internazionali pluriennali sulle transizioni formazione-lavoro, metteva in evidenza una scarsa e inadeguata conoscenza del mondo del lavoro e delle professioni da parte dei giovani con un consistente gap tra aspirazioni e realtà occupazionale (p 13 e segg.). Nella letteratura internazionale ai temi della guidance sono sempre più collegati questioni rilevanti negli attuali scenari socio-politici ed economici come l’emancipazione, la giustizia e l’equità sociale, l’inclusione, lo sviluppo sostenibile e le nuove professioni.

In Italia, in linea con le indicazioni europee, nel febbraio 2014 erano state elaborate da parte del MIUR le Linee Guida per l’Orientamento, riconoscendone la funzione centrale e strategica nella lotta alla dispersione e all’insuccesso formativo degli studenti. Le Linee Guida hanno introdotto nel sistema scolastico un cambiamento nella  cultura tradizionale dell’orientamento basato sull’informazione, spesso delegata a operatori ed esperti esterni, a favore della formazione attraverso percorsi esperienziali centrati sull’apprendimento autonomo, anche in contesti lavorativi (Alternanza Scuola-Lavoro, ASL). Con il DM 774 del 4 settembre 2019 si è aperta, però, una nuova fase per  l’orientamento nella scuola. Il Decreto, in attuazione della legge 145/2018 (art. 1 c. 785), stabilisce una drastica riduzione delle ore dedicate all’ASL e la parola “lavoro” scompare a favore della nuova definizione di “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”.  Il rapporto scuola lavoro torna ad essere residuale e ridotto ad appendice di una didattica ancora tutta incentrata su una prospettiva interna alla scuola. 

A livello universitario, a seguito del DM 1047/2017, sono state emanate Linee Guida per i Piani di Orientamento e Tutorato con l’obiettivo di supportare le Università nel sostenere le giovani e i giovani diplomati al momento della scelta del percorso di studi universitari e nei primi anni di studio universitario con l’obiettivo di ridurre l’elevato tasso di abbandono degli studi e la difficoltà di completare con successo un percorso di istruzione universitaria. Parallelamente le Università italiane sono fortemente impegnate nel consolidamento di servizi di orientamento in uscita e placement. Appare tuttavia complesso, anche nell’alta formazione, considerare “l’ingresso e l’uscita” come espressione di fasi diverse di un percorso necessariamente unitario e integrato.


La call sollecita contributi di  ricerca di carattere teorico, empirico, comparativo con apertura internazionale ed esperienze adeguatamente documentate nelle seguenti aree tematiche:

  • Evoluzione degli approcci ai temi dell’orientamento a partire dal Memorandun del 2000;
  • Orientamento, equità e giustizia sociale;
  • Early career learning ed esposizione precoce al mondo del lavoro;
  • Aspirazioni e prefigurazioni dei giovani nella transizione verso il mondo del lavoro;
  • Employer engagement nei percorsi di istruzione, dalla scuola all’università;
  • Career guidance services come sistema integrato nell’alta formazione.

In questo numero della rivista si accettano anche contributi su temi di interesse generale o emergenziale per LLL, che saranno pubblicati in una sezione a tema libero del numero monografico.

V. 15 N. 34 (2019): La formazione degli educatori e dei formatori: a che punto siamo? Prospettive, risultati e impatto di un'azione strategica per il sistema di Lifelong Learning

Sono passati quasi venti anni dal Memorandum di Lisbona, una tappa decisiva per
l’orientamento della politica e dell’azione dell’Unione Europea verso un approccio sistemico
all'apprendimento permanente quale volano per una crescita sostenibile e inclusiva. Uno degli
obiettivi del Memorandum era sviluppare spazi e metodi efficaci d’insegnamento e di
apprendimento funzionali ad un’offerta ininterrotta di istruzione e di formazione lungo l’intero arco
della vita e nei diversi contesti. Un nodo nevralgico era individuato nelle “competenze degli
operatori del settore dell’apprendimento formale e non formale, sia che si tratti di professionisti
retribuiti, di volontari o di persone per le quali l’istruzione rappresenta un’attività secondaria (ad
esempio, personale qualificato ed esperto sul luogo di lavoro o animatori di quartiere)” (SEC(2000)
1832: p. 15). Il documento sottolineava l’urgenza di sviluppare e innovare la formazione ed il sistema
delle qualifiche per gli specialisti dell’istruzione, dell’educazione e della formazione che operano
anche nei settori non formali nel campo della formazione degli adulti o della formazione continua.
Nel 2015 il CEDEFOP ha pubblicato le linee guida per il “professional development of trainers in
vocational education and training” evidenziando l’importante ruolo dei formatori che operano
direttamente nei contesti lavorativi.
In Italia, i processi di professionalizzazione hanno avuto sicuramente una forte spinta con le
ultime normative: dalla L. 4 del 2013 alla L. 2015 del 2017. Le università, prima attraverso la classe di
laurea 18, poi con la classe di laurea 19 per il primo ciclo triennale, e con le classi LM50, LM57 e
LM85 per le lauree magistrali, hanno offerto e offrono percorsi di alta formazione con profili in
uscita, differenziati all’interno della stessa famiglia professionale. Dall’anno accademico 2018/2019
anche il Corso intensivo di formazione per la qualifica di “Educatore professionale sociopedagogico”, ai sensi della L. 205/17 e della successiva Nota CUN del 03/07/2018, offre
un’importante momento di riqualificazione per il personale che svolge attività educativa nei servizi
pubblici e privati.
Molteplici sono le attività professionalizzanti offerte dalle associazioni professionali in
un’ottica del rispetto di standard qualitativi e di qualificazione, come previsto dal comma 3 dell’art. 2
della L.4/13, sia per gli educatori che per i formatori.
Anche a livello internazionale, si moltiplicano le offerte di formazione per formatori o
responsabili della formazione. Si tratta tuttavia di corsi a carattere trasversale, su metodi e tecniche
innovative, o di formazione iniziale e continua per alcune figure specifiche.

Il numero 34 della Rivista accoglie, dunque, contributi che presentino ricerche ed esperienze
su:
• Le caratteristiche dell’offerta rispetto alla domanda formativa di educatori e formatori
• Impatto della formazione sul miglioramento organizzativo e dei servizi educativi
nell’ambito deli contesti formali, non formali ed informali
• Il problema delle qualifiche professionali
• Le competenze dei promotori del processo di costruzione delle reti, quali professionalità per
un sistema integrato
• L’impatto reale e potenziale della nuova normativa

Pubblicato: 30-12-2019

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