RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N.3 - 30 settembre 2005 - EDA e GLOBALIZZAZIONE
 

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RECENSIONI

SURIAN, (a cura di), Un'altra educazione in costruzione. Secondo Forum Mondiale dell'Educazione di Porto Alegre, Edizioni ETS, Pisa 2003.

Recensione di Luisa Marcantonini

Il volume promosso dall’Associazione COFIR, raccoglie le esperienze del Forum mondiale dell’educazione tenutosi a Porto Alegre al quale sono intervenuti circa 15.000 addetti ai lavori tra ricercatori, insegnanti ed educatori, esperti di formazione, provenienti da 60 nazioni, al fine di discutere, ricercare, proporre metodi e metodologie in relazione allo stato dell’educazione a livello mondiale.
I contributi raccolti in questo testo costituiscono soltanto una selezione del materiale prodotto durante il II Forum Mondiale dell’Educazione. La scelta, non casuale, degli interventi mira a dare ai lettori un quadro piuttosto chiaro delle tematiche affrontate e delle significative criticità e problematicità messe in luce durante i lavori. I relatori provengono dalle più diverse aree culturali, istituzionali  e geografiche ed affrontano le tematiche dell’educazione e della formazione da diverse angolature aventi però lo stesso centro: la globalizzazione ed il futuro dell’educazione.
Il volume si divide in tre sezioni, una prima dove si tratta il tema “educazione”, una seconda dove si cerca di delineare il problema “scolarizzazione” ed una terza parte incentrata sul ruolo del forum mondiale dell’educazione attraverso un’intervista rilasciata ad Alessio Surian da Eliezer Pacheco, coordinatore generale del forum.
In un presente che vede la commercializzazione dei servizi  e la conseguente negoziazione sull’internazionalizzazione del commercio, occorre chiedersi se il sistema educativo diventerà un bene da vendere o un valore da difendere. Questa è soltanto una delle tante domande a cui il  FSM nota 1 ha cercato di dare una risposta. L’istruzione non può essere mercificata, occorre piuttosto rilanciare le politiche locali e puntare sulla qualità e sull’innovazione. Altre domande hanno lasciato questioni dolorosamente aperte, per esempio sul come intervenire efficacemente per fare sì che il diritto all’educazione sia effettivamente praticato in tutti i Paesi del mondo e non soltanto esercitato in maniera parziale; o sul come arrivare ad educare coloro che si trovano lontani dai circuiti educativi per i più disparati motivi.
Il libro si presenta come la raccolta di atti ed interventi di chi direttamente partecipando, o con il suo impegno in materia, ha dato voce al pericolo imminente di un’azione mirata alla globalizzazione educativa, che assimili l’educazione alla categoria dei “servizi”, piuttosto che a quella dei “diritti”.
Uno sguardo allo stato dell’educazione nel mondo porta notevoli interrogativi, ma soprattutto il bisogno di soluzioni rapide, concertate e supportate dagli sforzi congiunti degli stati nazionali e di tutte le reti educative e formative. Così è essenziale respingere la commercializzazione dell’educazione che consente ai Paesi più potenti di attrarre intellettuali dai Paesi più svantaggiati, attraverso un’immigrazione selettiva. Tutti questi sentori indicano l’improrogabilità di praticare e sviluppare soluzioni alternative solidali, popolari e democratiche, comprendendo, tra queste, quelle connesse ad un’educazione pubblica, libera e di buona qualità ad ogni livello. Alla loro costruzione concorrono molteplici forze, organizzazioni e parti della società che si impegnano per un cambiamento radicale della situazione attuale,a livello nazionale e locale, al fine di permettere una più equa distribuzione delle risorse verso una sostenibilità territoriale e per garantire l’accesso di tutti ad una cultura globale, sorretta da valori quali la solidarietà, la libertà e il riconoscimento delle diversità funzionali.  La realizzazione di un progetto che si opponga alla globalizzazione neoliberale, richiede che tutte le forze si uniscano in questa battaglia, appena iniziata, e nel rifiuto di ogni potere a carattere fondamentalista. In questo contesto è fondamentale rafforzare la solidarietà e l’organizzazione tra tutti i movimenti sociali, sindacali e le associazioni, promuovendo incontri mondiali in differenti paesi e città ed il Forum Mondiale dell’Educazione dimostra che l’impegno è ovunque e congiunto, globale e forte.
All’interno della vivace dialettica fra partiti, società civile ed associazionismo è rintracciabile la volontà comune di scongiurare il pericolo di una nuova egemonia del sapere, della conoscenza e dell’educazione. L’istruzione è un bene molto prezioso, che fa gola a multinazionali ed agenzie private, ma che deve essere difeso contro ogni possibile attacco e riaffermato nei suoi principi di uguaglianza delle opportunità. L’educazione libera, nel senso che rende l’uomo in grado di poter gestire, pensare, agire ed interpretare la realtà, così il principio di libertà richiama il diritto dell’uomo alla sua libertà ed a reclamarla, quando questa venga minacciata; allo stesso modo, coloro che si occupano di educazione devono lottare perché, proprio l’educazione e l’istruzione, non diventino mai materia di scambi e di contrattazioni nel libero mercato.
L’incontro è terminato con la stesura della "Carta del Forum", il documento a cui è stata dedicata la sessione finale del Forum con elementi dai contributi dei relatori e dei partecipanti dislocati sui quattro assi di lavoro scelti: il diritto all’educazione, il rapporto con il mondo del lavoro e le tecnologie, con le culture e la capacità di trasformazione e di utopia dell’educazione; tale carta sintesi del forum esprime in definitiva posizioni comuni e principi fondamentali da cui non si può prescindere se si intende costruire un nuovo mondo, o meglio, una nuova via per l’educazione possibile in tutti i luoghi del villaggio globale.

1 Acronimo di : Forum Mondiale dell’Educazione.

 

 

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