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Le "buone pratiche" in Educazione degli Adulti.
a cura di Bruno Schettini e Filippo Toriello
EdA e "conti satelliti": una nuova categoria per la riflessione
L'EdA, almeno per quel che riguarda i "luoghi" formali in cui si esprime, ha a che fare con risorse finanziarie, umane e materiali che possono essere "contabilizzate". È questo l'intento che ha perseguito la ricerca dal titolo: L'educazione degli adulti. Un sottoconto satellite dell'Istruzione nella provincia di Napoli . Il nucleo centrale della ricerca è costituito dal ruolo dei CTP e la loro offerta formativa. La ricerca presentata, come si è detto, da Sergio Longobardo dell'Università "Parthenope" di Napoli, in luogo del prof. Claudio Quintano, pro-rettore dell'Ateneo, ha previsto la raccolta dei dati tramite un questionario somministrato ai 35 CTP della provincia di Napoli durante l'anno scolastico 2000- 2001. In "riferimento ai territori provinciali, a Napoli è presente un maggior numero di CTP rispetto al territorio nazionale. Napoli supera Roma (26 CTP) e Milano (21 CTP). Questo è un dato interessante" che bisognerebbe considerare con la dovuta attenzione.
La ricerca intende prendere in considerazione: "la visione complessiva del ruolo e dell'importanza dei CTP all'interno del comparto dell'EDA in Campania; l'esercizio di ristrutturazione dei dati contabili secondo schemi e classificazioni del Sistema europeo di contabilità nazionale (SEC 95 ): si tratta di conti che cercano di presentare la situazione economico-contabile di un paese e che la stessa ricerca applica ai CTP. In base ai dati, le risorse finanziarie di competenza dei CTP della provincia di Napoli nell'anno finanziario 2001 risultano pari a 2.096.892 euro. La maggior parte delle risorse finanziarie sono costituite da fondi CIPE (48%), in misura minore dal fondo FSE, dal Fondo ordinario (7%); altri fondi (Regione, Comuni, Rai education) rappresentano il 10%; il 17%, invece, sono fondi che si costituiscono con il contributo dei corsisti il che significa che vi è una forte domanda di formazione: "i corsisti sono disposti a pagare per avere formazione".
Nella ricerca i CTP vengono "esaminati come entità autonome e indipendenti, senza considerare l'istituzione scolastica a cui sono legati". L'approccio dell'indagine - ha affermato Longobardi - ha preso in esame due tipologie di costi: costi effettivi : costi effettivamente sostenuti dalle istituzioni scolastiche ospitanti, per conto dei CTP (fondi assegnati ai Centri; es: materiale didattico); costi figurativi : costi sostenuti per finalità comuni (istituzione scolastica; CTP) che vanno imputate ai centri sebbene comportino effettive uscite finanziarie per conto degli stessi (es: fitto dei locali; per una stima dei costi perché non li pagano così anche gli insegnanti).
La distinzione è fondamentale per ricostruire i "conti in cui i CTP sono enti autonomi e indipendenti" e, quindi, costruire un conto satellite. Infatti, una delle peculiarità del SEC95 è la possibilità di ampliare il corpo dei conti, attraverso l'inserimento di sottoinsiemi di informazioni mirati alla stima ed all'analisi dettagliata di particolari comparti come ad esempio l'istruzione, l'ambiente, il turismo, il benessere sociale. I sottoinsieme di informazioni collegati con questi comparti prendono il nome di conti satelliti e possono essere definiti come conti supplementari del SEC95. Un conto satellite deve essere elaborato in modo tale da potere rispondere alle seguenti domande: chi produce e con quali mezzi; chi finanzia e che cosa; chi ne beneficia. Il sottoconto satellite dell'EdA descrive la rete di relazioni che si intrecciano tra CTP e i gruppi di agenti economici: coloro che finanziano e coloro che usufruiscono dei servizi".
Ora, in base a queste "impostazioni", il relatore - rimandando all'enorme mole dei dati ricavati dalla ricerca - ha segnalato la necessità, per gli operatori e studiosi di EdA, di compiere una vera e propria analisi e decriptazione degli stessi dati, anche in prospettiva della ricerca di una maggiore efficienza e ottimizzazione delle risorse finanziarie dell'intero sistema di EdA in Campania.
Il problema dell'identificazione delle "buone pratiche" in EdA
Molti avvertono che per l'EdA, riguardo alle cosiddette "buone pratiche", non esiste ancora una valido riferimento di codifica dei criteri che definirebbero un'esperienza formativa con , per o di adulti come "buona pratica". Certamente, "buona pratica" è quella esperienza che si distingue per esemplarità riguardo alla sua progettazione, al suo sviluppo e alla sua realizzazione presentandosi, così, con i caratteri di trasferibilità e ripetibilità in contesti diversificati. Su questa problematica, l'Isfol sta compiendo un vero e proprio lavoro di ricerca che tenta di identificare condizioni e strumenti scientifici per identificare le "buone pratiche".
Secondo Anna D'arcangelo, dell'Isfol, una "buona pratica" per configurarsi tale deve essere:
"innovativa, cioè deve mettere in campo processi, strumenti e metodologie che sviluppano innovazione nel campo in cui intervengono;
efficace, nel senso che deve fornire risultati, prodotto;
efficiente, cioè deve dimostrare di sapere ottimizzare le risorse umane, i materiali di cui dispone;
sostenibile, nel senso che i benefici offerti devono essere durevoli, devono avere una loro stabilità;
riproducibile, cioè deve avere la capacità di essere riprodotta in un contesto analogo;
trasferibile, nel senso che può essere utilizzata come modellizzazione di un evento formativo, che può essere trasferita in un contesto differente".
"Una buona pratica, però, non è un caso di successo, un caso eccellente. È un caso, sicuramente, interessante, ma nel quale non per forza vi sono rintracciabili tutti gli elementi di cui si è detto". Inoltre, bisogna considerare - avverte sempre D'Arcangelo - che "vi sono poi pratiche promettenti che offrono la possibilità di valutare gli elementi di forza e di debolezza" di un'esperienza e, quindi, posseggono tutti quegli elementi utili per soddisfare riproducibilità e trasferibilità" .
Il Gruppo di lavoro dell'Isfol che si interessa delle problematiche di EdA, inoltre, ha appuntato la sua attenzione su alcuni elementi dell'azione formativa nel lifelong learning : l'accoglienza (da intendere non come azione limitata al primo giorno, ma come processo di accompagnamento permanente); la progettazione (che ha necessita di uno sforzo di attenzione ai bisogni degli individui formando così un vero e proprio momento di riceca-azione); la individualizzazione-personalizzazione (da sviluppare in un costante aggancio col soggetto; la costruzione di rete (che mostra una sua evidente difficoltà di realizzazione e caratterizza tutte le tipologie dell'integrazione); il sistema di valutazione (per il quale non si riscontra una sostanziale cultura di riferimento).
L'ora delle "buone pratiche
L'Incontro è stato l'occasione per incominciare a comunicarsi "buone pratiche" in una dimensione interattiva e coinvolgente.
"Le "buone pratiche" - ha affermato V. Gallina dell'Invalsi - offrono, al di là di una precisa codificazione scientifica che è ancora tutta da organizzare - l'opportunità di riflettere su progetti, iniziative, esperienze che hanno cercato e cercano, in un lavoro di incessante ricerca, di tradurre in pratica ciò che si vuole intendere per istruzione e formazione permanente o per lifelong learning . Questo sforzo di ricerca deve costituire, in linea con le indicazioni, gli obiettivi e le strategie di politiche dell'educazione europea, un modo per creare una cultura dell'apprendimento permanente che renda quest'ultimo più attraente in termini di cittadinanza attiva, di autorealizzazione e/o di capacità d'inserimento professionale".
"La tipologia delle istituzioni/enti/associazioni che costituiscono la fonte della raccolta delle "buone pratiche" dell'Incontro - ha fatto, inoltre, notare la studiosa di EdA - rendono conto della ricchezza di situazioni e di iniziative che fervono a livello nazionale e che hanno bisogno, molto spesso, solo di luoghi di socializzazione e di confronti, come quello che stiamo vivendo, per potersi presentare in tutta la loro veste di progetti/esperienze, iniziative che puntano alla qualità dell'intervento".
Infatti, basta "tenere presente le tipologie di enti/istituzioni/associazioni che hanno aderito all'Iniziativa e il loro raggio di azione e competenza per rendersi conto della concreta possibilità di incontrare un universo di EdA plurimo e diversificato, una declinazione del lifelong learning veramente preziosa e stimolante per obiettivi, metodologie ed esiti formativi, così come è desumibile dalla lettura della Raccolta di Buone pratiche" offerta a tutti i partecipanti".
Le tipologie di enti/istituzioni/associazioni, fondamentalmente, riguardano: gli I.R.R.E, gli U. S. R. e le Università delle Tre Età, nonché il Gruppo "Adultità" e l'Associazione di volontariato "Asfodelo" di Napoli.
Gli I.R.R.E.
L'I.R.R.E del Friuli Venezia Giulia ha messo a disposizione dei partecipanti l'esperienza proveniente dal Progetto Portfolio . L'intento, secondo tale progetto, è stato quello di "definire un sistema comune di azione e documentazione". Tale obiettivo si "configura come il primo passo verso la realizzazione dei principi di integrazione e trasferibilità di persone e contenuti da un percorso formativo all'altro e come nucleo di partenza per una riflessione sulla necessità di introdurre e realizzare anche sul territorio comunale e/o regionale un sistema unitario di certificazione per l'apprendimento permanente". La sperimentazione "ha consentito la costruzione di certificazioni condivise delle competenze acquisite ed ha fatto costruire a ciascun apprendente un'attenta documentazione degli insegnamento ricevuti. Ha sviluppato e sostenuto nei corsisti la consapevolezza di processo , favorendo fortemente la valutazione e l'autovalutazione finali.
L'I.R.R.E Campania ha presentato il Progetto A.B.C. in Europe Adults Education che si realizzato sulla base di alcune esigenze fondamentali espresse dai partner partecipanti al progetto: "approfondire problematiche inerenti l'accoglienza, il bilancio di competenza e la certificazione nella prospettiva occupazionale e di politica sistemica; mettere a punto e sperimentare strumenti con habitus mentale teso alla salvaguardia dei valori fondanti dell'Europa e della sua Costituzione".
Per soddisfare queste esigenze progettuali si è fatto ricorso "a un documento uguale per tutti, la cui conoscenza costituisce la base fondante della cittadinanza europea: la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea . Detto documento oltre a costituire un valido strumento per verificare le competenze di base, è stato ritenuto idoneo a far riflettere l'adulto che rientra in formazione sulla sua situazione iniziale, sulla possibilità di conoscere le diverse modalità di apprendere e scegliere quella più adatta a lui, sulle strategie per evidenziare le proprie capacità, sulle modalità per capire come trarre vantaggio dalle opportunità di formazione". L'utilizzo della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea come strumento per controllare l'esercizio delle competenze proprie del cittadino europeo in materia di diritti fondamentali è risultata funzionale per "diverse tipologie di utenti quali: giovani che devono apprendere per un futuro migliore; disoccupati che devono apprendere per valorizzarsi; lavoratori che devono apprende per aggiornarsi; stranieri che devono appredenre per integrarsi; casalinghe/pensionati che devono apprendere per migliorarsi; genitori che devono apprendere per tenere il passo coni cambiamenti".
Il Progetto, in effetti, ha contribuito "allo sviluppo di un linguaggio condiviso all'interno dell'istruzione e della formazione, finalizzato a rafforzare la spendibilità di un percorso formativo lungo tutto l'arco della vita" e a realizzare concrete integrazioni tra realtà territoriali europee, italiane e locali.
L'I.R.R.E Emilia Romagna ha contribuito alla raccolta delle "buone pratiche" con tre progetti. Il primo dalla denominazione La vela: progetto innovativo e sperimentale di formazione integrata con l'area dei servizi socio assistenziali alla persona è stato finalizzato a "costruire un curricolo integrato tra CTP (corso per la licenza media; sviluppo di competenze di base per italiani/e e stranieri/e) e l'ente di formazione professionale partner del progetto, "Modana Formazione". L'obiettivo finale è stato quello di "costruire un programma di istruzione che tenga conto degli esiti, in termini di competenze, richiesti dalla normativa per il conseguimento del titolo di studio della licenza media e le competenze indicate nel Modello di formazione iniziale per il conseguimento della qualifica di operatore socio-sanitario , con elaborazione congiunta da parte di doventi e operatori dei due sub-sistemi del curricolo integrato, certificazione e reciproco riconoscimento di crediti". Il secondo progetto Produzione e sperimentazione di moduli per l'insegnamento e l'apprendimento dell'Italiano L2, come strumento d'inserimento sociale ha avuto valenza provinciale e come esito finale la "costruzione e la messa in rete per l'insegnamento/apprendimento a distanza e in presenza di moduli di Italiano L2 per un'utenza dispersa in territorio montano o lontano dalle sedi dei CTP". Il terzo progetto dal titolo Formare: nuovo modello per la riorganizzazione dell'educazione degli adulti integrata fra il sistema dell'istruzione e della formazione professionale , fondamentalmente, ha predisposto e realizzato una serie di attività di formazione tendenti a raggiungere l'adulto con metodologie e modalità di approccio relazionali e di insegnamento sempre "più confacenti ad un'utenza adulta di corso".
L'I.R.R.E Piemonte ha dato conto di un'iniziativa in tema di formazione e istruzione superiore degli adulti avviata da 16 CTP della Regione. L'iniziativa presenta almeno due punti di forza:
la "ricerca di uno stretto rapporto con il territorio : per l'analisi dei bisogni formativi della popolazione adulta, per la progettazione degli interventi, per la individuazione delle risorse". Ogni CTP ha avviato rapporti con le Agenzie formative del territorio, le Amministrazioni locali, rappresentanti del mondo del lavoro e dell'associazionismo. Ogni progetto avviato "è stato il risultato di questo lavoro di concertazione, che nella maggior parte dei casi ha portato alla sottoscrizione di una Convenzione nella quale vengono formalizzati gli impegni che i soggetti partecipanti hanno assunto per realizzare e dare continuità al progetto";
la progettazione: è avvenuta in rapporto alla specificità di ogni singola realtà territoriale, ma non in modo "disarticolato, perché essa è avvenuta sulla base di linee generali condivise a livello regionale". Si tratta di un lavoro in rete che ha messo in moto un processo di programmazione per cui: "parallelamente a quanto avveniva in ogni singolo territorio, i CTP interessati, avvalendosi del supporto tecnico-scientifico del Settore Educazione degli Adulti dell'I.R.R.E. Piemonte, hanno costituito un Tavolo di lavoro comune , coinvolgendo anche in questo caso operatori provenienti dal mondo della Formazione professionale e della Istruzione Superiore. Nel tentativo di definire le linee generali di progettazione, il Tavolo non partiva da zero. Esso ha avuto come punto di riferimento la sperimentazione dei percorsi Polis (percorsi di orientamento lavorativo e di istruzione superiore) condotta dal CTP di casale Monferrato nel triennio 1999-2002, le cui caratteristiche sono state assunte come modello condiviso" .
Il CTP di Casale Monferrato ha contribuito all'iniziativa promossa dall'Incontro mettendo a disposizione dei partecipanti l'esperienza derivante dalla realizzazione del Progetto Polis. Percorsi integrati per l'orientamento lavorativo e il rientro nell'istruzione secondaria superiore . Il progetto P.O.L.I.S. "permette di offrire a cittadini adulti l'opportunità di conseguire nell'arco di un triennio (1800 ore circa) un diploma di scuola superiore, congiuntamente a una qualifica professionale regionale". Gli elementi che lo contraddistinguono come esperienza-buona pratica riguardano: la capacità di facilitare l'accesso ai percorsi di studio; il riconoscimento di crediti formativi; organizzazione dell'insegnamento in modo flessibile; lo stretto legame con la formazione professionale; la definizione delle competenze in uscita in funzione delle esigenze del mondo del lavoro.
Gli Uffici Scolastici Regionali .
L'U.S.R. della Sardegna ha contribuito alla riflessione con una "buona pratica" risultato del Progetto Video produzione: Itinerari del Sulcis Iglesiente " . I destinatari sono stati 19 adulti inoccupati con scarsa o nulla qualificazione. Il risultato finale, applicando la metodologia del "fare per capire", è stato un DVD dal titolo "Sardegna: Il Dulcis Iglesiente". L'esperienza risulta "facilmente trasferibile a qualsiasi altra realtà territoriale perché l'assoluta mancanza di un prodotto finale così concepito, l'ha reso particolarmente ambiziosa per colmare il vuoto promozionale" esistente nel territorio.
L'U.S.R. della Campania ha dato conto di ben 5 "buone pratiche". La prima Donne e cooperativa sociale ha inteso "costruire un percorso formativo al fine di promuovere atteggiamenti positivi verso il lavoro autonomo per la diffusione della cultura dell'imprenditorialità e per lo sviluppo delle competenze specifiche e trasversali necessarie, in particolare per le corsiste, per la creazione di una nuova impresa". I destinatari hanno acquisito "competenze per la programmazione e la gestione di una cooperativa di intervento sociale (organizzare e gestire una microimpresa cooperativa)". Il progetto Jonathan. Riappropriazione dei Linguaggi è "una buona pratica", invece, che si avvale della costruzione di un "percorso di alfabetizzazione funzionale con la proposizione di moduli differenziati con un obiettivo comune". Esso "si ripropone annualmente e si è proposto di offrire una conoscenza reale e spendibile nell'area tecnologica ( edcl) insieme ad una preparazione culturale e civile di più ampio respiro". L'obiettivo finale è stato la "costruzione di una storia di gruppo illustrata con prodotti multimediali" per cui "i corsisti hanno utilizzato le conoscenze per realizzare storie nate dal recupero della memoria, dal vissuto, dalle emozioni e dai sentimenti e sono stati accompagnati al conseguimento dell'Ecdl. In questo modo è stata data loro opportunità di accedere ad una riappropriamone dei linguaggi di civilizzazione e cultura, nonché al raggiungimento di un obiettivo immediatamente spendibile come la patente informatica". Il Progetto ha "spianato la strada dell'apprendimento linguistico ed ha creato situazioni stimolanti che hanno fatto riconoscere ai corsisti la formazione come emancipazione. L'iter, nella sua funzione educativa e formativa, ha promosso uno spirito di cittadinanza attiva ed ha consolidato le capacità di ricerca individuale i e di gruppo". Il Progetto Mandala. Laboratorio di scrittura creativa è partito dalla convinzione che l'Eda per i soggetti disagiati (detenuti, adulti bordeline, tossicodipendenti.), pensata, esclusivamente, per la "formazione professionalizzante costituisca un fallimento. Ciò che funziona molto, invece, è il lavoro sulla persona perché favorisce: autostima, consapevolezza, motivazione". Cosa, allora, può fare in modo da far accogliere a questa tipologia di adulti un'offerta di lavoro? Certamente, non è la semplice e diretta "offerta" di lavoro che rischia di essere avvertita come qualcosa di estraneo alla propria vita, piuttosto, una qualsivoglia offerta di lavoro può diventare veramente umanizzazione e entrare a far parte della vita di una persona solo se (è questa l'ipotesi del Progetto) si punta su "valori irrinunciabili quali il riconoscimento dei desideri dell'individuo". È Tale processo che spinge a costruire un nuovo progetto di vita ed è questo il momento e il "luogo" che può accogliere un'offerta di lavoro. In questa prospettiva, la scuola stessa "diventa una scuola-valore, entra nelle vite delle persone, pone domande sollecita le risposte, permette di comprendere ciò che è dentro di noi, ma spiega anche il mondo. Sa guardare il recluso come persona libera, libera di imparare e di crescere. Crede al proprio compito di colmare i vuoti, riorganizzare i saperi, coglie le necessità e propone soluzioni. Allora, l'insegnante diviene l'ascoltatore, l'affabultore, l'evocatore di talenti oltre che il dispensatore di conoscenze". A livello progettuale, l'esperienza ha puntato su un "itinerario letterario complesso a 'tematiche concatenate', articolato su valori significativi della vita delle donne . I blocchi tematici scelti sono stati: la materia Corpo, Il Movimento; Le radici (i luoghi, le origini, l'autobiografia); Il Viaggio-Lo spazio (La separazione, la sfida, l'oltre, il tempo); Il Ritorno (La soggettività, il ritorno alla natura, l'incontro).
I testi e i disegni prodotti dalle donne recluse sono confluiti in un libro dal titolo "Davanti a me è caduto il cielo". I punti di forza del Progetto sono stati fondamentalmente tre e hanno puntato su: "la costruzione del sé, nel quale la donna, prigioniera prima di se stessa e poi del carcere ha molto da dire sui temi della vita"; la cooperazione, per cui l'esperienza è diventata "una voce sola non solo la somma di voci, ma la testimonianza collettiva del territorio carcere-femminile. "Davanti a me.." rappresenta un patrimonio di pensiero, espressione di una intera collettività; la concretezza del senso più profondo dell'insegnamento in cui i docenti avvertono che: "Ogni girono abbiamo a che fare coni il disagio più profondo, eppure ci sta bene. Perché abbiamo la sensazione che quello che facciamo tocchi gli aspetti fondamentali dell'esistenza delle persone e anche se non abbiamo risposte anche se agiamo in un piccolo contesto non crediamo che il nostro lavoro non sia escluso dalle cose che contano".
In definitiva, il Progetto ha permesso alle donne di scoprire che la scrittura "favorisce una trasformazione interiore per leggere e ordinare il reale, per una identità capace di costruire l'immaginario e per una più profonda consapevolezza di genere".
La "buona pratica" riferita al Progetto Cultura, intercultura nella scuola e nell'extrascuola è partito dalla convinzione che "una scuola di qualità deve necessariamente praticare un'educazione di tipo interculturale valorizzando l'interazione, lo scambio, la reciprocità. Valorizzare le differenze secondo la pedagogia interculturale significa fare in modo che tutti possano contribuire al confronto, portando il frutto della loro cultura di origine, promuovendo, inoltre, un apprendimento che si basi sul fare cooperativo piuttosto che sull'ascolto di lezioni trasmissive". Per questo motivo è nato il Progetto che d'intesa con la Regione Campania è stato "finalizzato alla valorizzazione delle diversità e alla convivenza basata sulla cooperazione e lo scambio da un lato, e sull'accettazione delle diversità dall'altro. L'iniziale impegno progettuale ha coinvolto, in partenariato, scuola, extracomunitari, genitori, Regione Campania, Comuni, Associazioni culturali e di volontariato, in un rapporto d'intesa". Oltre alle iniziative destinate agli studenti, il Progetto si è particolarmente distinto per le iniziative "rivolte all'extrascuola: la scuola ha realizzato corsi di recupero linguistico per extracomunitari che hanno poca dimestichezza con la lingua italiana e corsi di alfabetizzazione per coloro che non conoscono gli elementi basilari della nostra lingua. Tale iniziativa ha mirato a creare i presupposti per una effettiva e fattiva integrazione nella nuova realtà sociale, attraverso l'acquisizione e il recupero degli strumenti linguistici della comunicazione". Tutta l'iniziativa è confluita in una manifestazione finale: "Un Convegno-dibattito a livello locale, provinciale e regionale, con personalità del mondo politico, scolastico ed esperti delle problematiche interculturali nonché rappresentanti extracomunitari" sul tema "La cultura dell'interculturalità in una società multietnica".
Il Progetto Protagonisti alla nostra età ha scelto come gruppo bersaglio i pensionati che "avendo oramai concluso la propria carriera lavorativa e faticando ad impegnare in maniera soddisfacente il proprio tempo, ricercano stimoli culturali e sociali più appaganti. Tale scelta è scaturita da un'analisi dei bisogni formativi ben evidente: il presidente del Circolo Anziani e i servizi sociali del Comune di Telese Terme hanno fatto notare la mancanza di centri creativi sul territorio e di offerte formative e sociali. I risultati ottenuti hanno riguardato: un sostanziale miglioramento della qualità della vita sia dal punto di vista fisico, con l'assimilazione delle corrette regole del vivere sano (una buona alimentazione ed un po' di sport) che sociale; il condurre i corsisti a riscoprirsi 'parte attiva' della società".
L'U.S.R. del Molise ha contribuito attivamente all'iniziativa della raccolta delle "buone pratiche" con diversi progetti realizzati con successo. Il primo Progetto integrato. Operatore elettrico-elettronico ha puntato sulla realizzazione di percorsi "per il potenziamento delle capacità di base e di riorientamento professionale, che può avere come sbocco l'idoneità al terzo anno dell'istruzione secondaria superiore"; realizza il proseguimento degli studi "finalizzato al conseguimento della qualifica professionale di primo livello (operatore elettrico ed elettronico). Il Progetto secondo Un sogno impossibile ha preso l'avvio dal Concorso "Lingue Europa": i docenti di Lingue del CTP hanno ipotizzato e realizzato di coinvolgere nel Concorso gli adulti della Casa Circondariale della Città. La tematica scelta è stata la pace e si è "deciso di far incontrare personaggi del passato e del presente in un bar con l'utilizzo di più lingue" per partecipare ad u sogno di pace impossibile. I personaggi-simbolo sono stati diversi: Garibaldi, Napoleone, Busch, martin Luther King, madre Teresa di Calcutta..
Il terzo progetto realizzato è un vero e proprio Corso di italiano per stranieri , ma che presenta un interessante sviluppo di esperienze di integrazione tra persone di diversa etnia che vanno al di là della semplice acquisizioni di abilità comunicative di base.
Il Progetto memoria. Pe Te Kujtomi è l'ultimo progetto messo a disposizione dei partecipanti all'Incontro da parte del Molise. Esso riguarda lo sviluppo di un'esperienza che ha come obiettivo il "sostegno e il recupero della lingua arbereshe per la popolazione adulta del territorio in cui insiste il CTP. In questa ottica, i risultati ottenuti sono confluito nella elaborazione di un testo didattico da poter utilizzare anche in altre esperienze analoghe.
L'U. S. R. della Puglia presenta una serie di esperienze significative per il campo delle "buone pratiche" in EdA.
Il progetto L'anziano tra risorsa e professionalità prevede un persorso formativo nel settore dell'assistenza pomiciale agli anziani ed è rivolto a donne, in età compresa fra i 18 e i 50 anni, provviste di licenza media, disoccupate che avevano avuto esperienza nel settore senza qualificazione. Il Progetto ha investito "sull'avvio alla professionalizzazionediquanti già si occupano di terza età, volendo di riflesso contribuire al miglioramento della qualità della vita degli anziani, del loro sistema familiare e della comunità nella quale sono inseriti". Per questo motivo l'esperienza è stata modulata sull'acquisizione di conoscenze trasversali (medico-sanitarie, psico-pedagogiche, pratico-operatrive, tecnologico-informatiche), su "competenze socio-relazionali, emotive e cognitive per innescare nelle allieve processi individuali legati alla responsabilizzazione e ala consapevolezza dell'importanza del lavoro in rete e della cooperatività".
Il progetto La creatività al femminile per fare impresa ha avuto come destinatari donne adulte disoccupate e l'intento di far "acquisire competenze di base e promuovere le condizioni di occupabilità", non dimenticando "obiettivi di inclusione sociale sia dal punto di vista relazionale che lavorativo". L'esperienza segnala che "le conoscenze acquisite hanno avuto la funzione di stimolo, di rimotivazione a proseguire gli studi interrotti, e mai attivati, per potersi inserire nel mondo del lavoro con maggiore qualificazione".
Il Progetto Chances ha scelto una popolazione obiettivo corrispondente ad un target di genere di donne adulte e si articola in tre assi progettuali: Chances comunicative; Chances Tecnologiche; Chances Imprenditoriali. L'aspetto rilevante, sotto il profilo delle "buone pratiche" consiste "nell'aver sperimentato positivamente un'azione di orientamento e di valorizzaione di sé concepita in termini di vera e propria azione formativa, di accompagnamento all'acquisizione di saperi specifici". In questa esperienza "l'elaborazione condivisa del documento di bilancio di competenze ha costituito il momento finale di riapproriazione sintetica da parte dell'utente del proprio percorso di autovalutazione e, allo stesso tempo, un utile strumento di self-empowerment ".
Il Progetto in rete , pur non rivolgendosi in maniera diretta ad una popolazione adulta, ma a giovani-adulti drop-out iscritti ai Centri Territoriali Permanenti del Comune di Bari, ha segnalato l'importanza di "sperimentare forme stabili di integrazioni fra sistemi" e di utilizzare i CTP come "luoghi" per "garantire il conseguimento della licenza media; stimolare il rientro in formazione; favorire l'orientamento e il riorientamento".
Il progetto formativo in rete Tecniche di disegnatrice , modellista, interprete tendenze moda. "Lingerie" si inserisce nell'ambito della qualificazione professionale, orientamento e riorientamento al lavoro, alternanza scuola-lavoro. Infatti, l'esperienza mostra come sia possibile offrire "buone possibilità di lavoro anche presso il proprio domicilio": le testimonianze dei destinatari del progetto (donne adulte) sono l'esempio più realistico della positività delle finalità del Progetto. Inoltre, le conoscenze e la professionalità acquisite segnalano come sia importante dare risposta ad un segnale proveniente dai cambiamenti tecnico-organizzativi del mondo del lavoro: "la grande impresa sta per essere sostituita da strutture più piccole e autonome dotate di responsabilità operative fortemente collegate da flussi informativi e da scambi economici più intesi". In questo quadro l'esperienza realizzata testimonia il bisogno di soddisfare questo nuovo bisogno che richiede un "diverso modello professionale con competenze e capacità nuove (definire e risolvere problemi; saper cooperare; conoscere i codici dell'organizzazione e dei sistemi informativi; saper modellare i processi e assorbire i cambiamenti; essere in grado di mantenere le risorse in cui si opera; sapere accumulare e aggiornare le conoscenze)" in cui sono state formate le donne destinatarie del progetto.
Il progetto Sirio ha avuto come destinatari adulti inseriti nel mondo del lavoro (prevalentemente nell'industria metalmeccanica) che "aggiornando il proprio bagaglio tecnico-prpfessionale vogliono migliorare il proprio inserimento nel mondo del lavoro". La particolarità di questo progetto consiste nella possibilità di mettere a disposizione dei corsisti nel sito web dell'Istituto una intera sezione dedicata al corso serale da cui è possibile attingere oltre a notizie di carattere organizzativo anche le lezioni svolte.
Il progetto Comunicare oggi ha inteso formare nei destinatari (del Penitenziario di Larino) dell'azione formativa la "capacità di rielaborare codici e messaggi in forma autonoma, di redigere testi scritti, articoli giornale". La sua significatività è rintracciabile nell'obiettivo finale raggiunto: la stesura di un giornale finale, organo di informazione del Centro Territoriale, in un numero unico.
Le Università delle tre età.
Un ulteriore contributo sulle "buone pratiche" di EdA giunge dalle Università delle tre età e in particolare da quella istituita nella penisola sorrentina . In quest'ultima, è interessante segnalare la finalità dei corsi che vengono realizzati: "migliorare la qualità della vita e in particolare la capacità di valutare fatti e persone e prendere decisioni giuste, avere un buon rapporto con gli altri, sentirsi parte attiva nella società, attraverso la conoscenza, la conquista di abilità, la pratica sociale, l'attività creativa, l'acquisizione di competenze operative, la conservazione di arti e mestieri". Anche la popolazione bersaglio è di grande interesse: individui che si trovano nella condizione di riorganizzare se stessi e le loro giornate, dal pensionamento in poi. Gli obiettivi di fondo di tutta l'esperienza di formazione tendono a: Dare dignità alle attività manuali, esaltandone il ruolo formativo ed espressivo e incoraggiando mostre dei lavori eseguiti ed offrendo premi; Far conoscere le forme d'arte più nobili in forma diretta (visite a musei e luoghi d'arte all'interno di escursioni turistiche), attraverso confronti e valutazioni; Alternare musica classica e musica popolare, cercando di avvicinare gradualmente alle forme meno usuali e facendo coglierne la bellezza con l'ascolto e la riflessione; Proporre film d'autore che affrontano problematiche sociali su cui riversare la rifles-sione partecipata; Trattare le aree disciplinari non in forma sistematica ma secondo gli interessi e il grado di partecipazione emotiva. Ai corsi sono stati aggiunti gli incontri con esperti e per argomenti di attualità; Alternare alle lezioni i cosiddetti "salotti" ove, con il coordinamento dell'esperto, fosse possibile realizzare una dinamica di gruppo su argomenti più vari. Il maggior successo di partecipazione si è riscontrato nel salotto "degli inquieti" nel quale uno psi-cologo dirige la discussione e più spesso il "racconto" dei partecipanti, stimolati a parlare .
Un'ulteriore esperienza nell'ambito delle Unitre giunge all'Incontro dalla Puglia, dalla Università delle tre età di Foggia che fa rilevare come la significatività delle esperienze di formazione possono essere significative solo se si pongono a fondamento del processo formativo "la qualità e la quantità dell'interazione fra tutte le persone coinvolte nel processo". Inoltre, nelle esperienze di formazione delle Unitre occorre puntare sulla "flessibilità intellettiva e sulla tolleranza, non solo sul versante di una formazione di base capace di sostenere percorsi professionali differenziati fra i discenti per età, cultura, livello sociale, ma soprattutto su quello della rottura degli stereotipi culturali che ostacolano comunicazione e convivenza civile".
Si tratta di esperienze da non sottovalutare: qui l'individuo, anche a motivo dell'evidente impegno di volontariato di cui è "fatta" tutta l'organizzazione delle Unitre, presenta un realistico protagonismo degli studenti a diversi livelli. Infatti, "molti studenti si occupano delle segreterie di solidarietà sul territorio; quella che riunisce le persone che hanno subito grossi interventi chirurgici; quella che raggruppa gli associati che desiderano realizzare in modo concreto la salvaguardia del patrimonio ambientale, monumentale ed artistico; quella per un servizio di volontariato ai bambini degenti in ospedale per intrattenerli; quella che favorisce gli incontri per nuove conoscenze di amicizia; quella che coordina il gruppo teatrale e dei cori che opera in istituti, case di riposo,ospedali e centri sociali; quella del lettorato che porta appoggio morale e psicologico agli ammalati di Alzeimer, ai degenti negli ospedali e case di cura; quella dei monitori dei musei per u servizio culturale e di accompagnamento che avvicina i musei ai cittadini; quella dei monitori ospedalieri: un sodalizio che collabora con il personale degli istituti di cura per umanizzare i rapporti con il paziente; quella che riunisce gli iscritti Unitre che desiderano adottare affettivamente un nipotino.." .
Alla presentazione delle "buone pratiche", oltre agli enti/istituti/istituzioni già segnalati, hanno contribuito, come si è detto, anche: l' Associazione di volontariato Asfodelo e il Gruppo "Adultità" .
La prima ha presentato un'esperienza di "intervento sul campo", nel Mali. Tale esperienza ha mostrato come sia possibile compiere progetti di formazione che non vengano avvertiti dalle popolazioni come intereventi esterni e, quindi, dotati di scarso ancoraggio nel tessuto delle relazioni degli individui cui ci si rivolge. Una corretta educazione permanente si lega ai bisogni, ai luoghi e tende ad un autosviluppo che sia realmente principio ed inizio di cambiamento per una migliore qualità della vita degli individui cui si rivolge l'opera di realizzazione del progetto.
La seconda riflette in concreto, con dati e riferimenti contingenti, su L'orientamento pre-universitario verso le lauree tecnico-scientifiche e verso l'attività di ricerca . La convinzione è che "ogni previsione di sviluppo campano è legata alla sua capacità di accrescere la catena delle proprie produzioni/commercializzazioni di prodotti (beni e servizi). In questo quadro la carenza di figure professionali in azienda e nella ricerca fanno presagire una maggiore carenza nei posti lavoro chiave: quelli della gestione e dell'innovazione in azienda". Ora, riconoscendo un dato negativo, la carenza di laureati scientifici, l'EdA dovrebbe costituirsi come "promotore dell'evidenziazione della carenza e della divulgazione degli sbocchi scientifici".
"Gli stimoli e le riflessioni emerse - ha affermato V. Gallina , a conclusione della sezione dell'Incontro dedicata alle "buone pratiche" - segnalano una esigenza e un compito. Occorre, prima di tutto, in ogni esperienza di EdA, tendere sempre e comunque ad 'aspirare all'eccellenza' affinché, ascrivendo alle esperienze/progetti/iniziative ciò che diversi documenti della Commissione delle Comunità europea esigono dalle strategie di formazione e di istruzione, le "buone pratiche" siano in grado di utilizzare dispositivi volti a massimizzare la qualità dell'esperienza di apprendimento stessa e dei processi strategici/attuativi e dei servizi correlati all'apprendimento. La qualità non è soltanto un obbligo, ma anche un fattore di motivazione delle persone, dei datori di lavoro e di altri attori".
In questo senso, ogni "buona pratica", lungi dal tendere a costituirsi e realizzarsi come la migliore pratica di EdA possibile , dovrebbe avere una tensione di fondo che la renda capace di presentarsi ad operatori, studiosi e destinatari dell'offerta di Eda come possibilità tra le possibilità (di concretizzazione di lifelong learning ) di elevato spessore formativo. In effetti, essa dovrebbe essere retta da caratteri di successo formativo e di controllabilità dello stesso elemento di positività per il quale si autopresenta o viene indicata come tale. Ma. questo "discorso" può essere fatto solo a contatto con le esperienze, le iniziative, gli attori, gli operatori, i destinatari delle offerte formative di EdA: è in questo ultimo elemento di contatto/coinvolgimento/lavoro-in-comune che risiede l'importanza di "dare tempo" alle "buone pratiche", per fare in modo che la rappresentazione e socializzazione di esse, in qualunque luogo, occasione e circostanza, diventi l' ora delle buone pratiche .
Politica ed Educazione degli adulti
Parlare di EdA significa, quasi per una "naturale" precomprensione di base, fare riferimento al momento storico in cui essa si situa, progetta e gestisce la sua offerta formativa. Tre sono gli elementi di contesto secondo Massimo Negarville.
Il primo riguarda la crisi della politica che investe tutti i settori della società e che molto spesso viene "ridotta al principio della maggioranza". È una crisi che, sicuramente, ha a che fare anche con l'educazione, con il ruolo e la funzione che quest'ultima potrà assumere nei confronti della stessa azione di formazione politica delle nuove generazioni. Il secondo è riferibile ad un'altra crisi non meno inquietante: quella della cittadinanza. La terza, infine, è legata all'evidente trasformazione epocale del lavoro.
Questi elementi di crisi creano situazioni di "frantumazione e di incertezza che non sono solo dimensioni degli esclusi. La crisi sociale del lavoro è una crisi che coinvolge tutti, non solo l'universo dell'esclusione".
Ora, il problema, secondo il punto di vista dell'EdA, può, tra gli altri riguardare i CTP. L'offerta di formazione dei CTP si misura con questi temi? "Molto poco - afferma Negarville - spesso si trasforma, senza particolari responsabilità di singoli o di altri soggetti, in un tentativo generoso e nobile di adeguamento dei soggetti all'esistente". Eppure, l'Eda, nella sua identità più vera e profonda tende al "cambiamento sociale delle persone", si caratterizza come "motore del cambiamento". Cosa fare, allora, per evitare l'adeguamento all'esistente?
L'interrogativo più generale si declina in un problema riferibile all'azione formativa dei CTP: come introdurre in questi Centri "un sapere critico facendo in modo da utilizzare l'EdA come luogo di acquisizione di cittadinanza".
L'acquisizione della cittadinanza è capacità di decisione (politica). L'EdA ha la possibilità di dare voce a tale esigenza di fondo degli adulti dell'era della globalizzazione e della cittadinanza planetaria. Realizzare "luoghi" di apprendimento della cittadinanza significa "ricostruire un tessuto di sapere sociale e politico" che è altra cosa dai diversi e possibili corsi di storia, di sociologia, di teatro, di informatica presenti nei CTP".
Un dato, secondo Negarville, deve farci riflettere: "Se si esce dai numeri degli stranieri che frequentano i CTP per le scuole elementari e medie, per i quali la lingua diventa fattore elevatissimo di cittadinanza", si scopre che gli italiani partecipano a diversi "corsi" di EdA, ma, questi ultimi, o meglio, la relazione creatasi tra l'offerta e l'apprendimento dell'adulto in formazione non costituisce, come per gli stranieri, momento di acquisizione di cittadinanza.
Occorre, allora, fare in modo che l'Eda dei CTP si caratterizzi "come strumento di emancipazione. L'Eda è utile nella misura in cui emancipa: questo lo prova la presenza massiccia degli stranieri ai "corsi" dei CTP". Gli italiani, preferiscono frequentare i "corsi cosiddetti di alfabetizzazione funzionale. Questo vuol dire che gli adulti italiani che frequentano i CTP cercano un adeguamento tecnico-professionale (circa l'80% dei 200.000 adulti dei CTP scelgono corsi di informatica, lingua inglese e sono adulti dotati di diploma e di laurea).
Allora, per ricondurre la riflessione all'ipotesi di partenza, bisogna chiedersi: "è possibile introdurre elementi fondamentali di esperienza di cittadinanza in questi stessi corsi? È possibile curvare questi corsi verso un'educazione alla cittadinanza, alla criticità? La risposta è positiva, per Negarville, se c'è un'offerta culturale preparata ad hoc " che esprima l'enorme potenziale dell'EdA consistente nella "capacità di emancipazione".
"Se gli adulti (dei corsi di informatica, di inglese..) avessero in parallelo corsi alla cittadinanza in cui essere protagonisti" la stessa funzione dell'EdA nei CTP assumerebbe una direzione diversa da quella attuale. Pertanto, occorre fare in modo da costruire una "specificità di EdA organizzata dal pubblico" che coincida con una vera e propria educazione alla cittadinanza permettendo, così, ai CTP di "distinguersi da altri centri di servizio privati" nei quali il corso per computer, di inglese., non per forza deve essere pensato per un apprendimento critico ed emancipante. A questo proposito, Schettini, riprendendo il pensiero di Ettore Gelpi così come quello di Edgar Morin, sostiene che il rapporto fra educazione, cittadinanza e vita democratica passa necessariamente attraverso una cultura generale o umanistica e mondiale, che sappia restituire spessore e significato al tipo di umanità che vogliamo essere per il tempo futuro.
I CTP - continua Negarville - "costituiscono un segmento di EdA in cui è possibile ricostruire un modo nuovo di fare EdA, ma tale trasformazione può avvenire "a condizione che sia concretamente possibile:
individuare popolazioni obiettivo. L'analisi sociale dei soggetti va fatta in maniera mirata". Specialmente nei piccoli centri è possibile 'chiedere a loro di che cosa hanno bisogno' e la richiesta, da parte dei CTP, dovrebbe essere diretta a particolari popolazioni scelte con accuratezza e capacità di analisi;
realizzare un' "articolazione territoriale dell'EdA: locale, provinciale" che permetta di raggiungere gli individui e i loro bisogni;
"organizzare modalità diverse di insegnamento" che si discostino dalla lezione tradizionale, frontale per provare a fare ricerca, a problematizzare esperienze e tematiche, a rendere gli adulti stessi protagonisti del loro apprendimento. In questo senso, lo stesso educatore degli adulti non deve essere un trasmettitore di conoscenze, bensì "portatore di un metodo di approccio, di relazione con gli adulti" capace di far costruire ad ogni individuo il suo progetto di vita. Se l'educatore degli adulti, come suggerisce il relatore, deve essere colui che "fa emergere le domande di senso nelle e dalle persone", allora, suggerisce Schettini, "all'assenza di un'etica mondiale, all'anoressia valoriale, all'enfasi tecnologica, alla bulimia degli ingordi di ricchezza tanto materiale quanto effimera e/o mondana - offesa per le povertà del mondo - all'antagonismo esaltato quale virtù economica e politica, deve fare necessariamente eco una proposta formativa che sappia contrapporre la soggettività euristica ed ermeneutica al soggettivismo funzionale ai centri di potere economico.
Chi insegna e opera da tempo nel mondo dell'EdA, infatti, sa bene che siamo cascati in pieno nell'omologazione massmediologica e che, peggio ancora, abbiamo portato avanti, complici di chi poteva solo guadagnarci, l'agnostico gioco della morte delle ideologie mentre oggi, il filosofo Massimo Cacciari non solo sostiene che le ideologie non sono affatto morte, ma che anzi non lo sono mai state (sic!). La storia recente, inoltre, ci insegna che abbiamo rincorso chi della globalizzazione, del mercato liberal-economicista ha fatto il suo avamposto di frontiera per arricchimenti leciti e meno leciti, certamente da economia di sfruttamento e non di produzione, parlando gli stessi linguaggi e ostentando le medesime "pratiche", mentre andava sicuramente esaltata la più globale "comunità di destino", quella che è orientata alla "Terra-Patria" di Edgar Morin , che si alimenta di un'etica mondiale e di una coscienza terrestre, per dirla ancora una volta con Ettore Gelpi " e che fa dell'istruzione e dell'educazione un continuo processo verso la coscientizzazione, come sosteneva Paulo Freire .
Conclusioni
L'Incontro è stata l'occasione per rendersi conto, sul campo, dei diversi "progetti-esperienze-pratiche" di EdA che vanno attentamente valutate e maggiormente studiate per ricavarne elementi significativi sia per l'ambito teorico che pratico dell'EdA. Al di là delle esperienze presentate, Pier Luigi Lopresti, dirigente della Regione Campania, ha concluso sostenendo che il filo rosso che ha attraversato i lavori dell'Incontro è costituito dall'attenzione e dalla passione verso l'uomo: soggetto vivo, concreto, politico, culturale, formativo, ludico.
Questo dimostra come occorra sostenere fortemente un modello di EdA che tenda a sottrarsi, secondo Bruno Schettini, dalla soggezione al mondo degli interessi economicistici e da un mercato del lavoro sempre più mirato verso un'economia di sfruttamento, in favore della liberazione dell'uomo da ogni forma di schiavitù (personale, sociale, culturale, economica, politica.), per un'economia di produzione reale e non virtuale, per un mercato del lavoro a ricchezza diffusa. "Un'autentica passione per l'uomo esige la capacità di recuperare l'utopia nel quotidiano, lo sforzo di non farsi omologare e fagocitare da neocolonialismi che assumono oggi nomi, facce e mezzi di controllo nuovi, diversi, più sofisticati e subdoli rispetto ad un passato recente, da proposte tanto allettanti quanto menzognere e dove il diritto alla cittadinanza sia davvero per tutti e non solo per chi sta dalla parte del lato ricco della forbice . Da questo punto di vista occorre recuperare continuamente la dimensione storica e politica che fa dell'EdA una teoria e una pratica del tutto particolare rispetto alle altre pratiche; a motivo dell'ingresso di soggetti nuovi, promotori di EdA, essa rischia di perdere la sua coscienza di percorso di ricostruzione critica e continua dei saperi, del lavoro, dei modelli di vita, dei paradigmi esistenziali, delle aspirazioni ed aspettative. Il suo snaturamento procede di pari passo con l'idea che l'EdA non sia altro che formazione rivolta al recupero scolastico di soggetti drop out e un nuovo business - fin tanto che dureranno i finanziamenti - per le tante agenzie che si propongono sul mercato della formazione, senza alcuna tradizione di EdA".
Proprio a questo proposito, Schettini ha concluso sostenendo la necessità di rivedersi a breve per rilanciare il tema emergente e prioritario della formazione politica del cittadino . Tema che vede molti operatori già impegnati sul fronte di una formazione che costruisce proposte di percorsi alternativi di educazione alla vita democratica, alla cittadinanza attiva, alla legalità, all'accoglienza e alla formazione degli immigrati per un inserimento efficace ed effettivo, alla salute intesa come difesa della qualità della vita e, dunque, del sistema ambiente.
Cfr. C. Quintano, L'educazione degli adulti (un sottoconto Satellite dell'Istruzione) nella provincia di Napoli nel 2001 (in collaborazione con R. Castellano, S. Longobardi), Liguori, Napoli 2003. Il lavoro si innesta sulla ricerca della prof.ssa Rosalia Castellano dal titolo "Il conto satellite del settore istruzione", Unità operativa dell'Istituto di Statistica e Matematica dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope"; Sottoprogetto "Strumenti teorici e metodologici per la costruzione di un sistema integrato di conti nazionali", Coordinatore prof. Renato Guarini, dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", nell'ambito del Progetto Strategico di Ricerca CNR "Misure e parametri per la politica economica e sociale", coordinatore prof. Paolo Garonna, Direttore Generale dell'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).
"Sec: insieme di conti in cui vi sono i conti satelliti la cui funzione è quella di descrivere i comparti particolari (cultura, turismo.) in cui nello schema europeo non hanno un loro spazio".
N.el presente Report si è scelto di dare conto del materiale di "buone pratiche" che è pervenuto da tutta Italia per la realizzazione dell'Incontro e fornito ai partecipanti sotto forma di Raccolta di abstract delle singole esperienze, ma fanno parte di questo Report anche quelle "buone pratiche" che non sono state presentate in assemblea e diffuse attraverso la forma scritta di Raccolta.
Una prima sperimentazione del Progetto è stata attuata nei corsi proposti dal CTP di Udine per l'anno scolastico 2003-2004 che prevedevano l'integrazione del percorso di licenza media e di formazione pre-professionalizzante. Il CTP ha avuto come partenr Enti di formazione professionale (sedi territoriali ENAIP e IRES) e i referenti locali del sistema dell'istruzione professionale (IPSCART "Stringer" di Udine).
Il Progetto, contrassegnato dal codice accordo n. 2002/02-ITA01-S2G01-00032-1, è stato autorizzato, con comunicazione ricevuta il 3 agosto 2002, dall'Agenzia Nazionale ex BDP, oggi INDIRE, in comune accordo con le Agenzie Nazionali rappresentative dei Paesi e delle Istituzioni che hanno partecipato al progetto: I.T.C. "G. Amendola" (SA); Inspectoratul Scolar Judenteam Craiova (Romania); Centro de Formaçao de Professores Arrabida Setubal (Portogallo); Centro Público Municipal de Educación de Adultos "Los Picones", Jamilena (Spagna); Greta du Sud-Ouest Champenois se zanne (Francia); Associación Cultural "Hablamos", Linares (Spagna); Teachers' Association of the 2 nd Elementary School of Paleo Faliro (Greece).
- Cfr. C. Quintano, L'educazione degli adulti (un sottoconto Satellite dell'Istruzione) nella provincia di Napoli nel 2001 (in collaborazione con R. Castellano, S. Longobardi), Liguori, Napoli 2003. Il lavoro si innesta sulla ricerca della prof.ssa Rosalia Castellano dal titolo "Il conto satellite del settore istruzione", Unità operativa dell'Istituto di Statistica e Matematica dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope"; Sottoprogetto "Strumenti teorici e metodologici per la costruzione di un sistema integrato di conti nazionali", Coordinatore prof. Renato Guarini, dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", nell'ambito del Progetto Strategico di Ricerca CNR "Misure e parametri per la politica economica e sociale", coordinatore prof. Paolo Garonna, Direttore Generale dell'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).
- "Sec: insieme di conti in cui vi sono i conti satelliti la cui funzione è quella di descrivere i comparti particolari (cultura, turismo.) in cui nello schema europeo non hanno un loro spazio".
- N.el presente Report si è scelto di dare conto del materiale di "buone pratiche" che è pervenuto da tutta Italia per la realizzazione dell'Incontro e fornito ai partecipanti sotto forma di Raccolta di abstract delle singole esperienze, ma fanno parte di questo Report anche quelle "buone pratiche" che non sono state presentate in assemblea e diffuse attraverso la forma scritta di Raccolta.
- Una prima sperimentazione del Progetto è stata attuata nei corsi proposti dal CTP di Udine per l'anno scolastico 2003-2004 che prevedevano l'integrazione del percorso di licenza media e di formazione pre-professionalizzante. Il CTP ha avuto come partenr Enti di formazione professionale (sedi territoriali ENAIP e IRES) e i referenti locali del sistema dell'istruzione professionale (IPSCART "Stringer" di Udine).
- Il Progetto, contrassegnato dal codice accordo n. 2002/02-ITA01-S2G01-00032-1, è stato autorizzato, con comunicazione ricevuta il 3 agosto 2002, dall'Agenzia Nazionale ex BDP, oggi INDIRE, in comune accordo con le Agenzie Nazionali rappresentative dei Paesi e delle Istituzioni che hanno partecipato al progetto: I.T.C. "G. Amendola" (SA); Inspectoratul Scolar Judenteam Craiova (Romania); Centro de Formaçao de Professores Arrabida Setubal (Portogallo); Centro Público Municipal de Educación de Adultos "Los Picones", Jamilena (Spagna); Greta du Sud-Ouest Champenois se zanne (Francia); Associación Cultural "Hablamos", Linares (Spagna); Teachers' Association of the 2 nd Elementary School of Paleo Faliro (Greece).
- Il CTP-Scuola Media "Ferrarsi" di Modena è il titolare del progetto in rete con tutti gli altri CTP della provincia di Modena e con il CTP di S. Secondo Parmense.
- Il CTP Polo scolastico "Caduti della Direttissima" di Castiglione di Pepoli (Bologna) è titolare del Progetto in rete con altri CTP della Regione.
- Il CTP presso l'ITG "Rondani" di Parma (CTP composito, costituito da una rete di sei Istituti superiori con corsi serali, coordinato dall'ITG "Rondani"), ha realizzato il Progetto in partenariato con l'Ente Scuola Edile di Parma, la Regione e lo stesso I.R.R.R.E.
- Per rendersi conto dell'intera iniziativa e dei materiali prodotti quali, Linee generali di progettazione CTP-Istruzione Superiore; Bozza per la stesura dei singoli progetti; Bozza dei protocolli di intesa territoriali; Accordo di rete; Bozza di patto formativo; Bozza di libretto personale; Schemi per la descrizione delle Unità Formative Modulari, si veda: www.retectp.it digitando la parola "polis" nella sezione Parole chiave.
- Il progetto Polis, ideato e realizzato dal CTP di Casale Monferrato annesso all'IC "Negri", dal 1999 è un percorso triennale per il conseguimento dell'esame di stato per gli adulti ed è fortemente integrato con la formazione professionale, con gli Istituti di Casale Monferrato, con le Aziende. È monitorato dall'I.R.R.E. Piemonte. È stato giudicato "Progetto Pilota d'eccellenza" dal MIUR ed è stato presentato al JOBORIENTA di Verona nel 2003 tra le iniziative di rilevanza nazionale nel settore EDA. Attualmente, è stato attivato da 18 CTP del Piemonte.
- Per la realizzazione del Progetto, il partenariato era costituito da: Scuola Media Statale "F. Meloni", CTP 17, Media Domus onlus (Associazione promozione del territorio), Consorzio Turistico Sardegna del Sud Ovest.
- L'esperienza è stata presentata dal CTP "Solimena" di Barra (NA). Si inscrive nella tematica del Gruppo di lavoro: Eda, territorio e sviluppo". Referente è la prof.ssa Irene Pagano.
- L'esperienza è stata realizzata dallo Stesso CTP "Solimena". Si inscrive nella tematica del Gruppo di lavoro: Eda e cittadinanza". Referente: è il prof. Vincenzo Giammarino.
- Il Progetto scaturisce dal corso EDA-CTP 025 s."G. Diano" (Pozzuoli) per le detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli (NA).
- Le schede e i testi sono stati forniti dal gruppo di Soggettività Femminili della Biblioteca "V. Emanuele III" di Napoli.
- Il Progetto è stato realizzato dal CTP di San Salvatore Telesino (BN).
- Il Progetto è stato realizzato dal CTP di Telese Terme (BN).
- Il Progetto è stato realizzato dall'Istituto comprensivo "L. Montini"-CTP di Campobasso e ha avuto come sede la Casa di Reclusione di Campobasso: I destinatari sono stati i detenuti maschi della stessa struttura.
- Realizzato dallo stesso CTP sempre nella Casa Circondariale di Campobasso.
- Il Corso è stato realizzato dal CTP di Campobasso presso la sede della stessa struttura.
- Il Progetto è stato realizzato dalla S.M.S. "O. Bernacchia"-CTP di Termoli.
- Si tenga presente che le minoranze linguistiche riconosciute dalla Provincia di Campobasso sono: Campomarino, Montecilfone, Portocannone, Ururi per la minoranza linguistica arbereshe; Acquaviva Collerocci, Montemitro e San Felice per quella croata.
- Il Progetto è stato realizzato dalla S.M.S "L. Lombardi"-CTP di Bari e le azioni di sistema (valutazione e monitoraggio) sono state sono state affidate all'A.N.P.E. (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani).
- Il Progetto è stato realizzato dalla S.M.S "L. Lombardi"-CTP di Bari e le azioni di sistema (valutazione e monitoraggio) sono state affidate, come per il progetto precedente, all'A.N.P.E. (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani).
- Il Progetto è stato realizzato dalla S.M.S. "Quasimodo-Melo da Bari"-CTP di Bari.
- Il Progetto è stato realizzato d'intesa tra il Comune di bari,l L'U.S.R. e i CTP del Comune di Bari.
- Il Progetto è stato realizzato dalla S.M.S. "G. Salvemini"-CTP di Andria (Bari) che ha avuto come partner l'I.P.S.I.A "Archimede"-Sede associata di Andria.
- È stato realizzato dall'ITIS "G. Marconi" di Bari.
- Si tratta di un progetto integrato: CTPEES, Provincia di Campobasso, Amministrazione penitenziaria, Cooperativa Euromedia comunincation S.c.a.r.l)
- Nelle sedi operative sono ormai presenti costantemente quasi ovunque le seguenti aree di-sciplinari: Lingue straniere e letteratura; Storia, Geografia, Antropologia; Scientifica e Medicina; Sociologia, Psicologia, Filosofia, Religione; Economia e Diritto; Area dei Media; Laboratori di Arte e Mestieri; Laboratorio di Sociologia Locale. Nelle singole sedi, all'interno di queste aree, sono presenti corsi e laboratori specifici (es. Yoga a Sant'Agnello, laboratorio teatrale e di chitarra a Piano, danza di gruppo e pasticceria a Massa, ginnastica dolce a Sorrento, Matematica e Filosofia a Vico Equense).
- Questa lettura evocativa della realtà delle Unitre è stata fornita dalla Relazione della Presidente Nazionale Irma Maria Re per il Forum e l'assemblea Mondiale di Madrid sull'invecchiamento dal tema: Progetto di vita: le Università della terza Età per crescere e invecchiare bene , inviata all'organizzazione dell'incontro.
- Per conto del Gruppo "Adultità" ha parlato Alessandro Cugini dell'Unione Industriali di Napoli.
- Cfr. A proposito della Campana, Gallina V., Vertecchi B. (a cura di), Prevenzione e diagnosi dell'illetteratismo. Un progetto di ricerca della Regione Campania , FrancoAngeli, Milano 2004.
- Morin E. (1993), Terra-Patria , RaffaelloCortina, Milano 1994.
- In particolare, Gelpi E. (2001), Lavoro futuro , Guerini, Milano 2002.
- Fra gli altri, Freire P., L'educazione come pratica della libertà , A. Mondatori, Milano 1973
- A questo proposito, fra gli altri, cfr. Fromm E. (1992), Io difendo l'uomo , Bompiani, Milano 2004.
- Alla data del presente Report, è in via di organizzazione il III Seminario Regionale sul tema " La formazione politica del cittadino fra esclusione e inclusione. Esperienze di formazione a confronto " (Capua, Seminario vescovile, 29 aprile 2005). Il Seminario cade nel terzo anniversario della morte di Ettore Gelpi.