RIVISTA INTERNAZIONALE
ANNO I/ N. 1 - 2 marzo 2005 - EDUCAZIONE DEGLI ADULTI, LO STATO DELL'ARTE
 

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Le "buone pratiche" in Educazione degli Adulti.
a cura di B. Schettini e F.Toriello
Da qualche tempo il concetto di lifelong learning sembra essere diventato la chiave d'accesso alla soluzione di molteplici problematiche
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Eurobarometro dell'Agenda di Lisbona: gli Europei vedono più investimenti in conoscenza ed innovazione come chiave per una maggiore crescita.
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Paolo Orefice, La formazione di specie Per la liberazione del potenziale di conoscenza del sentire e del pensare, Guerini e Associati, Milano, 2003

recensione di F. Batini

Un libro di Paolo Orefice è sempre un libro da tenere d'occhio: anche in questo caso, con il suo La formazione di specie , non smentisce quanto ci attendevamo.

Il libro riflette sull'esperienza di uomini e donne che condividono una dimensione planetaria dell'esistenza e che interrogano dunque sulla necessità di rispettare le innumerevoli differenze e diversità che la vita presenta al di là e contro il rischio di una omologazione culturale, specialmente in un ambito, come quello della formazione, nel quale l'impatto con le differenze (culturali, di genere, di religione, politiche etc.) si fa evidente. Orefice suggerisce di ripartire da una comunanza, quella di specie.

 

La via proposta per la valorizzazione della differenza e per la risoluzione degli ostacoli (o, meglio, per la trasformazione degli ostacoli in opportunità) è quella dell'attivazione del potenziale di conoscenza che i soggetti hanno, che la nostra "specie" eredita dai tre miliardi e mezzo di anni che sono occorsi per evolverci sino a questo punto.

La globalizzazione che rende difficili e complessi tutti i flussi offre però l'opportunità per la costruzione, per la prima volta, di un'umanesimo integrale, un umanesimo planetario che, al di là delle ideologie totalizzanti (già bocciate dal loro decorso storico), ma anche per evitare l'emersione di nuove, impone la piena valorizzazione delle possibilità conoscitive di ciascuno e di tutti gli esseri umani, in particolare di quanti, individui gruppi e popolazioni, fino ad oggi ne sono stati maggiormente impediti.

Secondo Orefice le acquisizioni interdisciplinari della ricerca scientifica più avanzata, dalla storia della vita alle neuroscienze ed alle scienze umane, concordano nel riconoscere che i processi di conoscenza nascono nei domini del "sentire" e, nella nostra specie ai livelli più sofisticati, si completano con il dominio del "pensare": l'uno e l'altro sono i due rovesci della medaglia della conoscibilità umana.

Le storie individuali e collettive ed i saperi che esse producono nelle società e nelle culture fanno un uso diverso di tale composito potenziale per costruire i significati interpretativi e trasformativi della realtà: quando privilegiano la dimensione conoscitiva del sentire o quella del pensare sminuendo o addirittura tarpando e atrofizzando l'altra, si riduce lo spessore della conoscibilità e si compromette la qualità dei saperi elaborati e, con essa, la stessa qualità della vita e degli ambienti antropizzati.

Occorre evitare il rischio di formare menti divise e alienate, come quelle in grado di gestire razionalità tanto geometriche quanto aride, ma analfabete nella gestione dei sensi, delle emozioni, dei sentimenti? O come quelle alimentate da saperi "caldi", ma carenti di elaborazioni concettuali articolate ed autonome?

Per partecipare allo sviluppo dell'umanesimo di specie, i percorsi della formazione sono chiamati a lavorare in maniera integrata su ambedue i versanti conoscitivi del sentire e del pensare per liberare le potenzialità di conoscenza e di comunicazione degli uomini e delle donne, a qualunque società e cultura appartengano: nell'istruzione planetaria come nell'educazione sociale inclusiva, nella formazione culturale sensibile come in quella professionale del lavoro intellettuale complesso, nella formazione all'autoconoscenza per la maturazione di intellettualità partecipative.

Ancora una volta dunque Paolo Orefice si consegna un libro che sarà indubbiamente capace di creare dibattito e di consolidare nuove modalità e terminologie nel mondo educativo e formativo glocale.

 

Paolo Orefice , ordinario di Pedagogia Sociale e Teoria della Formazione, è prorettore dell'Università di Firenze e direttore del dottorato e del master sulla Qualità della Formazione.

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
Rivista registrata presso il Tribunale di Firenze n. 5414 del 01 marzo 2005
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