RIVISTA INTERNAZIONALE
ANNO I/ N. 1 - 2 marzo 2005 - EDUCAZIONE DEGLI ADULTI, LO STATO DELL'ARTE
 

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Le "buone pratiche" in Educazione degli Adulti.
a cura di B. Schettini e F.Toriello
Da qualche tempo il concetto di lifelong learning sembra essere diventato la chiave d'accesso alla soluzione di molteplici problematiche
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Eurobarometro dell'Agenda di Lisbona: gli Europei vedono più investimenti in conoscenza ed innovazione come chiave per una maggiore crescita.
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Biblioteca pubblica e Università della Terza età: un modello di cooperazione per il lifelong learning.
Biblioteche, educazione ed educazione permanente

di Brunelli M.

Nella fase storica in cui viviamo, definita Knowledge Age dal Consiglio di Lisbona del 2000, l 'istruzione e la formazione sono riconosciuti come il mezzo indispensabile per promuovere la coesione sociale, la cittadinanza attiva, la realizzazione professionale e personale, l'adattabilità e l'occupabilità. Per raggiungere questi obiettivi economici e sociali, sono indispensabili key competencies , come indicano le varie indagini internazionali e documenti elaborati in sede OCSE e UE, ma soprattutto è necessario presupposto e fondamento di quelle un sistema di lifelong learning che faciliti e moltiplichi le opportunità di apprendimento lungo tutto il corso della vita. Che da questo sistema non potessero essere escluse le biblioteche, e in particolare le biblioteche pubbliche , lo si evince dallo stesso concetto di educazione permanente elaborato fin dagli anni '70 da Unesco e Consiglio d'Europa in cui, pur nelle sue molteplici definizioni , si indicava fondamentalmente un processo continuo ed allargato fino a comprendere tutti i luoghi in cui l'individuo si forma: la famiglia, gli spazi culturali-ricreativi, la società in genere . Di conseguenza, nel 1994 i l Manifesto IFLA/Unesco sulle biblioteche pubbliche riconosceva che:

La biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l'apprendimento permanente, l'indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell'individuo e dei gruppi sociali.

Da allora fino ad oggi tanto la letteratura professionale quanto la documentazione di fonte istituzionale, particolarmente comunitaria, hanno confermato il legame tra biblioteche e educazione permanente: dalla Dichiarazione di Amburgo del 1997 , al Memorandum sull'istruzione e la formazione permanente del 2000 o la successiva Comunicazione della Commissione Europea del 2001, ancora il Report on the Role of Libraries in the Modern World adottato dal Parlamento Europeo nel 1998, solo per citare alcuni documenti.

Se la funzione educativa tradizionale del bibliotecario è quella connessa al reference o "assistenza alla ricerca bibliografica", è pur vero che - d a evento educativo "informale", episodico e casuale - l'educazione degli utenti va oggi trasformandosi. L'innovazione tecnologica e le nuove esigenze della società dell'informazione presentano nuove problematiche che superano la library instruction (educazione all'uso della biblioteca) e arrivano alla bibliographic instruction o information literacy (educazione all'uso consapevole dell'informazione), all'istruzione all'uso dei nuovi strumenti tecnologici, al confronto con utenze vecchie e nuove (gli adult learners o i disabled patrons ), alla distance education degli utenti remoti fino a un vero e proprio e-learning della biblioteca e dei servizi d'informazione.

In un paese come l'Italia, in cui la costruzione di un sistema di Lifelong Learning è lungo e più lento rispetto ad altre realtà ( Censis, 2002: 83 e ss.; Censis, 2003: 89-96) , proprio le biblioteche, con le nuove problematiche educative che portano con sé, possono rappresentare una risorsa di vitale importanza, grazie alle gratuità del servizio, alla presenza capillare sul territorio, infine alla capacità di attraversare, adattandosi, tutte le trasformazioni della società umana. Oggi in particolare, la riflessione e il ripensamento dei propri servizi - sopra accennato - porta le biblioteche a dare nuovo impulso a ruoli tradizionalmente svolti o individuarne di nuovi:

 

•  ruolo nell'educativo, laddove la biblioteca interagisce con il sistema educativo formale (dalla scuola materna e dell'obbligo, fino alle stesse strutture universitarie) per rispondere alle esigenze formative di bambini e ragazzi, dando nello stesso tempo impulso alla modernizzazione di metodi e strumenti dell'educare (cfr. IFLA-Unesco, 2004);

•  ruolo nell'educazione del cittadino, laddove la biblioteca funga da via di accesso a tutte quelle informazioni necessarie oggi all'esercizio dei diritti di cittadinanza, dalla cosiddetta informazione di comunità all'informazione pubblica;

•  ruolo nell'informazione ma soprattutto nell'educazione alla ricerca, selezione ed uso consapevole dell'informazione ( information literacy ), competenza indispensabile nella Società dell'informazione;

•  ruolo nella formazione continua, laddove si forniscano mezzi per le nuove alfabetizzazioni linguistica ed informatica oltre all'accesso a quelle risorse necessarie ad un sistema produttivo locale ai fini dell'aggiornamento professionale e della crescita di competitività economica, premessa per combattere disoccupazione ed esclusione sociale.

La biblioteca offre dunque molteplici opportunità di apprendimento libero ed autonomo oltre che di crescita culturale, anche in relazione alle nuove esigenze conoscitive della persona e che toccano settori nuovi quali la multimedialità, il web, la multiculturalità, etc.

La biblioteca pubblica e la rete educativa territoriale.

Ma per assumere un ruolo più incisivo la biblioteca ha bisogno di intessere un rapporto più stretto con il territorio, sia con le altre istituzioni culturali che, soprattutto, con le altre "agenzie educative" in esso già presenti ed operanti. Ormai la parola d'ordine dell'innovazione nel sistema dell'istruzione e della formazione è integrazione :

L'istruzione e la formazione senza soluzioni di continuità lungo tutto l'arco e nei diversi ambiti della vita devono essere abbinate ad una stretta collaborazione tra i diversi livelli e settori dei sistemi d'istruzione e formazione, compresi gli ambiti non formali. Collaborare in maniera efficace significa in questo senso impegnarsi ulteriormente per creare dei reali collegamenti tra le diverse parti dei sistemi esistenti. Con la creazione di una rete di opportunità di formazione permanente incentrate sulle esigenze della persona, si crea l'immagine di una osmosi progressiva tra le diverse strutture dell'offerta che, benché coesistano, sono oggi relativamente isolate le une dalle altre (CE, 2000: 11).

Dopo il Memorandum , la Consultazione che ne è seguita ha riconosciuto l'importanza, in un sistema educativo e formativo integrato, dei "centri polifunzionali d'apprendimento permanente" quali "le scuole, le istituzioni d'istruzione degli adulti, le istituzioni d'istruzione superiore, le istituzioni di ricerca e le altre istituzioni pubbliche quali le biblioteche", attraverso cui avvicinare i discenti alle opportunità di apprendimento
(CE, 2001: 24-25; ancora, sul ruolo delle biblioteche nelle proposte di azione a livello comunitario e nazionale indicate dagli stati membri cfr. Cedefop, 2002: 42-43 ).

Considerata tra gli attori del lifelong learning , la biblioteca pubblica mira a sviluppare un rapporto dinamico con il territorio, ampliando una rete di contatti e collaborazioni mirate con tutti i possibili interlocutori. Ancora, se si considera che l'utenza potenziale servita da una biblioteca di pubblica lettura è costituita dall'intera popolazione del territorio di riferimento - e dunque prevalentemente da adulti - ecco che sembra delinearsi una delle potenzialità future della biblioteca proprio nella direzione dell'educazione degli adulti.

 

In questo ambito si segnala, in Italia, il forte ruolo giocato sia dai Centri Territoriali Permanenti per l'Istruzione e la Formazione nell'Età Adulta, sia dell'associazionismo e delle organizzazioni di volontariato e promozione sociale, tra cui in particolare le università popolari e della terza età

 

Tuttavia i l primo rapporto nazionale dell'ISFOL sull' Offerta di formazione permanente in Italia fotografa un sistema di formazione/educazione permanente che facilita "l'acquisizione di nuovi saperi mediante opportunità formative differenziate, in cui tempi, luoghi e modalità di apprendimento non sono più totalmente codificati" ( Isfol 2003, I: 6 e ss. ). In questo panorama variegato rientrano, al pari degli altri soggetti che dispensano opportunità educative e formative formali, non formali ed informali, anche le biblioteche pubbliche (nello specifico, le biblioteche comunali).

Dai dati che emergono dalla ricerca, in particolare colpiscono alcune analogie che sembrano accomunare le università della terza età e le biblioteche. Entrambe infatti percepiscono le proprie attività prevalentemente come culturali piuttosto che educative (dato più netto per le biblioteche); collaborano poco con le altre agenzie educative riguardo alla realizzazione di attività educativo/formative; insomma pur avendo una lunga tradizione e una radicata presenza sul territorio non si sentono affatto protagonisti del sistema di lifelong learning . Tuttavia si tratta di strutture completamente differenti sia per le attività offerte (prevalentemente attività educative di tipo corsuale le Università, contrariamente alle biblioteche che privilegiano attività culturali come mostre e altri eventi) sia per la diversa utenza servita (età superiore ai 50 anni, tasso di scolarità leggermente superiore alla media, presenza di non occupati e di stranieri per le Università; cittadini italiani dai 16 ai 50 anni, con titoli di studio medio-alti, occupati, per le biblioteche; Isfol 2003, II: 70-83, 91-104 ).

 Gli studi di caso di Tolentino e Macerata

Sulla base di queste considerazioni , si è individuata proprio nell'Università della Terza Età uno dei potenziali interlocutori della biblioteca pubblica con cui stringere una collaborazione, primo nodo di una "rete educativa territoriale" in grado di abbattere le barriere tra educazione non formale e informale. Le prime sedi dove si è deciso di avviare queste attività sono risultate l'Unitre di Tolentino (MC) e l'Università della Terza Età di Macerata .

 

Entrambe le Università sono fortemente radicate nel territorio con un'attività ultradecennale ed un bacino di utenza costituito da circa 350 iscritti ciascuna. La presenza di una biblioteca comunale recentemente ristrutturata e in grado di ospitare alcuni corsi per Tolentino, la disponibilità di diverse biblioteche pubbliche (comunale, pubblica statale) per Macerata, hanno costituito le premesse ideali per elaborare un pacchetto formativo incentrato su un laboratorio di Educazione all'uso della biblioteca specificamente pensato per gli iscritti delle Università coinvolte.

 

L'obiettivo di tale Laboratorio è quello di trasmettere ai corsisti - prevedibilmente adulti di età compresa tra i 45/65 anni e oltre, prevedibilmente non-utenti di biblioteca - le competenze necessarie ad un uso autonomo e consapevole della biblioteca pubblica e delle sue risorse. Il Laboratorio viene proposto come modulo integrativo di un Corso culturale ben preciso (ad es. un corso monografico su un autore o su un argomento) e/o come una sorta di "modulo di approfondimento" ai vari corsi già erogati dall'Università della Terza Età. Condotto al termine di ciascun trimestre, il laboratorio offrirà così la possibilità ai corsisti di consolidare le conoscenze già apprese in altri corsi o di approfondirle ampliando la ricerca su un tema specifico autonomamente scelto. Per acquisire le competenze concettuali ( concepts ) e le abilità ( skills ) necessarie a comprendere il funzionamento della biblioteca, il Laboratorio viene ambientato al suo interno in modo da alternare la lezione semi-tradizionale "in ambiente classe" all'esercitazione e applicazione pratica dell'utilizzo dei servizi, degli strumenti (cataloghi, cartaceo ed elettronico) e delle risorse (da quelle cartacee tradizionali alle elettroniche e multimediali) della biblioteca.

 

Un modello operativo di educazione permanente basato sulla stretta collaborazione tra due distinte agenzie dell'educazione non formale può realizzare un circuito educativo in grado di sviluppare le potenzialità di entrambe, ad esempio attraverso l'integrazione delle informazioni risultanti dall'analisi incrociata delle caratteristiche dei rispettivi "utenti". Ma la collaborazione con una struttura flessibile ed eclettica quale la biblioteca può estendersi anche alla progettazione. Dalla valutazione delle esigenze formative e informative dei rispettivi "pubblici" possono infatti scaturire indicazioni per strutturare future azioni educativo/formative coordinate, sostenute dalla disponibilità di risorse (patrimonio bibliografico incrementato ad hoc , ambiente informatico per la navigazione e la ricerca on line ) ma anche caratterizzate da modalità di apprendimento (apprendimento collaborativo e contestualizzato) e dall'acquisizione di abilità cognitive (ricerca delle fonti, soluzione di problemi, acquisizione ed elaborazione dei dati) altrimenti difficili da realizzare al di fuori della collaborazione.

Una collaborazione in cui il bibliotecario agisca, finalmente, come agente educativo a pieno titolo e facilitatore di un apprendimento permanente che veda gli adulti investiti in prima persona della responsabilità della propria formazione e di una nuova attitudine all'uso consapevole di media vecchi e nuovi, condizioni necessarie per combattere la nuova illiteracy e la conseguente esclusione sociale che minacciano tanto le nuove quanto le vecchie generazioni.

 


 

 

Bibliografia

  • CE (2000), Memorandum sull'istruzione e la formazione permanente, Bruxelles
  • CE (2001), Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente , Bruxelles
  • Cedefop (2002), Consultation Process on the European Commission's Memorandum of Lifelong Learning. Analysis of National Reports , Luxembourg
  • Censis (2002), XXXVI Rapporto sulla situazione sociale del paese 2002, Milano, Franco Angeli
  • Censis (2003), XXXVII Rapporto sulla situazione sociale del paese 2003, Milano, Franco Angeli
  • IFLA-Unesco (1994), Public Library manifesto (in trad. it.: http://www.aib.it/aib/commiss/cnbp/unesco.htm
  • IFLA-Unesco (2002), Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA-Unesco per lo sviuppo , a cura del gruppo di lavoro presieduto da Ph. Gill, ed. it. a cura della Commissione nazionale Biblioteche Pubbliche dell'AIB, Roma, AIB
  • IFLA-Unesco (2004), Linee guida IFLA/Unesco per le biblioteche scolastiche , ed. it. a cura della Commissione nazionale biblioteche scolastiche dell'AIB, Roma, AIB
  • Isfol (2003), L'Offerta di formazione permanente in Italia. Primo rapporto nazionale. Vol. I: Risultati dell'indagine; Vol. II: Approfondimenti settoriali, Roma Minsenti, P. (2004), Information literacy al Salone di Torino , "AIB Notizie", 16 (2004), 8: 15-16.
  • Unesco/Confintea (1997), Dichiarazione finale della quinta conferenza internazionale sull'educazione degli adulti , Amburgo 14-18 luglio

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
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