RIVISTA INTERNAZIONALE
ANNO I/ N. 1 - 2 marzo 2005 - EDUCAZIONE DEGLI ADULTI, LO STATO DELL'ARTE
 

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Le "buone pratiche" in Educazione degli Adulti.
a cura di B. Schettini e F.Toriello
Da qualche tempo il concetto di lifelong learning sembra essere diventato la chiave d'accesso alla soluzione di molteplici problematiche
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Eurobarometro dell'Agenda di Lisbona: gli Europei vedono più investimenti in conoscenza ed innovazione come chiave per una maggiore crescita.
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Comunicato di Maastricht sulle priorità future della rafforzata cooperazione europea per l'istruzione e la formazione professionale

Maastricht , 14 dicembre 2004

Il 14 dicembre, a Maastricht, i Ministri responsabili dell'Istruzione e Formazione Professionale dei 32 Paesi Europei , le Parti Sociali Europee e la Commissione Europea convengono nel potenziare la loro cooperazione con la finalità di:

•  modernizzare i sistemi di istruzione e formazione professionale affinché l'Europa diventi la potenza economica più competitiva

•  offrire a tutti gli Europei, giovani, lavoratori anziani, disoccupati o persone svantaggiate le qualifiche e le competenze di cui necessitano per raggiungere la piena occupazione in una società basata su conoscenze emergenti, che contribuiscano ad offrire maggiori e migliori possibilità lavorative.

 

Contesto politico e progressi

 

Il Consiglio ha approvato il 12 novembre 2002 una Risoluzione sulla promozione del rafforzamento della Cooperazione Europea in materia di istruzione e formazione professionale. Questo impegno è stato poi sottoscritto dai Ministri dell'Istruzione e Formazione professionale degli Stati Membri dell'UE, dei Paesi EFTA/SEE e i Paesi candidati (i Paesi partecipanti), la Commissione e le parti sociali europee all'incontro di Copenhagen il 29-30 Novembre 2002 come strategia per migliorare la performance, la qualità e l'attrattiva del sistema di istruzione e formazione professionale (Dichiarazione di Copenhagen).

 

La relazione intermedia comune del Consiglio e della Commissione "Istruzione e Formazione 2010" nel Consiglio Europea della primavera 2004 riassume i primi risultati concreti del processo di Copenhagen e riconosce il suo ruolo nell'incoraggiare le riforme, sostenere il lifelong learning e sviluppare relazioni di fiducia reciproca tra gli attori-chiave e tra i Paesi.

 

La relazione intermedia raccomanda l'elaborazione di riferimenti e principi Europei comuni e la loro attuazione a livello nazionale, tenendo in considerazione le situazioni dei singoli Paesi e rispettando le competenze degli Stati Membri. A partire da novembre 2002, il Consiglio ha raggiunto accordi politici riguardo una serie di risultati concreti che scaturiscono dalla rafforzata cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale e di lifelong learning, in particolare in relazione allo sviluppo del capitale umano per la coesione sociale e la competitività , l'orientamento lungo tutto l'arco della vita , i principi riguardanti l'identificazione e la convalida dell'apprendimento non formale e informale e la qualità nel sistema di istruzione e formazione professionale ; ha adottato altresì una posizione comune sulla creazione di un unico quadro di riferimento per l'Europass riguardo la trasparenza delle qualifiche e delle competenze.

 

Nel febbraio 2002, le parti sociali europee hanno dato avvio ad un processo di cooperazione adottando un quadro di azioni per lo sviluppo di competenze e qualifiche nell'arco di tutta la vita . Attraverso le relazioni annuali, i datori di lavoro e i sindacati danno un contributo concreto alla strategia di Lisbona.

 

In due anni il processo di Copenhagen ha innalzato il profilo del sistema di istruzione e formazione professionale a livello europeo e nell'ambito della strategia di Lisbona. Gli Stati Membri e le parti interessate hanno raggiunto una consapevolezza comune delle sfide, trovando un accordo sulle strategie di indirizzo e elaborando mezzi per implementare queste strategie.

 

 

Le sfide per raggiungere gli obiettivi di Lisbona

Il processo di Copenhagen continuerà a stabilire le priorità politiche per raggiungere gli obiettivi di Lisbona in materia di istruzione e formazione professionale nell'ambito del programma di lavoro "Istruzione e Formazione 2010" . Il rafforzamento del sistema di istruzione e formazione professionale, a livello europeo e nazionale, attraverso misure volontarie e una collaborazione dal basso verso l'alto, dovrebbe essere una componente essenziale per la realizzazione effettiva di un mercato del lavoro europeo e un'economia più competitiva, affianco al sistema legislativo volto al riconoscimento delle qualifiche professionali e alla strategia europea per l'occupazione. Tuttavia, si dovrebbe dare una maggiore enfasi ad azioni che realizzino gli obiettivi concordati a livello nazionale tenendo in considerazione riferimenti e principi comuni all'Unione Europea. Rivedendo il focus del processo di Copenhagen per gli anni 2005-2006, una maggiore considerazione è stata data alla sfida sottolineata dallo studio commissionato dalla Commissione europea per verificare i progressi del sistema di istruzione e formazione professionale e dalla relazione Kok 2003 e 2004 . Queste sfide comprendono cambiamenti che si riflettono in maniera adeguata nel mercato del lavoro che abbiamo un impatto sul tipo di sviluppi nel settore dell'istruzione e formazione professionale.

 

La relazione intermedia comune identifica alcune leve e priorità basate su riforme e investimenti in settori chiave per rendere il sistema di istruzione e formazione un punto di riferimento di qualità mondiale entro il 2010 e il lifelong learning una realtà concreta. Ciò comporta l'esigenza di mobilitare in maniera effettiva gli investimenti necessari e di focalizzarsi sullo sviluppo delle competenze chiave dei cittadini lungo tutto l'arco della vita, ad esempio imparare ad imparare, innovare e sviluppare lo spirito di imprenditorialità.

 

Le riforme e gli investimenti necessari devono focalizzarsi principalmente su:

•  L'immagine e l'attrattiva dei percorsi di orientamento per i datori di lavoro e i singoli individui, al fine di aumentare la partecipazione al sistema di istruzione e formazione professionale.

•  Il raggiungimento di alti livelli di qualità e innovazione nell'istruzione e formazione professionale affinché tutti possano beneficiarne e per rendere il sistema educativo europeo competitivo a livello globale.

•  Il collegamento del sistema di istruzione e formazione professionale con le richieste del mercato del lavoro dell'economia della conoscenza per una forza lavoro altamente qualificata e competente e soprattutto, a causa del forte impatto del cambiamento demografico, l'aggiornamento e lo sviluppo di nuove competenze dei lavoratori più anziani.

•  L'esigenza dei lavoratori poco qualificati (circa 80 milioni di persone di età compresa tra 25 e 64 anni nell'UE) e dei gruppi svantaggiati di raggiungere la coesione sociale e aumentare la partecipazione al mercato del lavoro.

 

L'istruzione e formazione professionale è sempre più presente a tutti i livelli educativi e, dunque, è necessario promuovere la complementarietà e legami tra l'istruzione e formazione professionale e l'educazione in generale, ed in particolare l'istruzione superiore, attraverso strategie innovative e strumenti a livello nazionale ed europeo. Ciò dovrebbe comprendere una progettazione del sistema educativo in grado di spingere un maggior numero di studenti ad ottenere qualifiche sempre più alte. Questo contribuirà ad una maggiore innovazione e competitività del sistema.

 

Il livello nazionale: potenziare il contributo del sistema di istruzione e formazione professionale, delle istituzioni, delle imprese, delle parti sociali per raggiungere gli obiettivi di Lisbona:

 

La priorità dovrebbe essere data a:

 

i) l'utilizzo di strumenti, riferimenti e principi comuni per supportare la riforma e lo sviluppo del sistema di istruzione e formazione professionale e delle sue prassi, per esempio per quanto riguarda la trasparenza (Europass), l'orientamento lungo tutto l'arco di tutta la vita, la garanzia della qualità e l'identificazione e convalida dell'apprendimento non formale e informale. Ciò dovrebbe includere il rafforzamento di legami reciproci tra questi strumenti e una maggiore sensibilizzazione delle parti interessate a livello nazionale, regionale e locale negli Stati Membri per migliorare la visibilità e la comprensione reciproca;

 

ii) il miglioramento, dove ritenuto opportuno, degli effetti di incentivazione della formazione prodotti dai regimi fiscali e previdenziali come raccomandato dal Consiglio Europeo di Lisbona ;

 

iii) l'uso del Fondo Sociale Europeo e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per supportare lo sviluppo del sistema di istruzione e formazione professionale. Fatto salvo un accordo sui futuri fondi strutturali europei, e in accordo con gli orientamenti politici di tali fondi nel periodo 2007 - 2013, questi dovrebbero supportare il ruolo chiave dell'istruzione e della formazione nel promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale, così come gli obiettivi del programma "Istruzione e Formazione 2010" , in particolare le esigenze delle piccole e medie imprese e la sfida per rinnovare e aggiornare le competenze di una popolazione in via di invecchiamento.

 

iv) il maggiore sviluppo del sistema di istruzione e formazione professionale al fine di andare incontro alle esigenze delle persone e dei gruppi che rischiano di essere esclusi dal contesto sociale e dal mercato del lavoro, in particolare chi ha abbandonato presto la scuola, chi ha qualifiche di basso livello, gli immigrati, le persone disabili e i disoccupati. In questa ottica, ci si dovrebbe basare su una combinazione di investimenti mirati, la valutazione dell'apprendimento iniziale, l'offerta di possibilità di percorsi personalizzati di istruzione e formazione.

 

v) l'elaborazione e l'attuazione di approcci di apprendimento aperto, che rendono i soggetti in grado di definire percorsi individuali, supportati da un appropriato orientamento e counselling. Ciò potrebbe essere completato attraverso la creazione di quadri flessibili e aperti per il sistema di istruzione e formazione professionale, al fine di ridurre le barriere tra quest'ultimo e l'educazione generale e favorire il passaggio tra formazione iniziale e continua e l'istruzione superiore. Inoltre, si dovrebbero prendere iniziative per integrare la mobilità nella formazione iniziale e continua.

 

vi) un'accresciuta pertinenza e qualità del sistema di istruzione e formazione professionale attraverso il coinvolgimento sistematico di tutte le parti interessate negli sviluppi a livello nazionale, regionale e locale, in particolare per quanto riguarda la garanzia di qualità. A tal fine, le istituzioni preposte dovrebbero essere attivate e incoraggiate a partecipare a partnership pertinenti. E' particolarmente importante dare maggiore enfasi ad una rapida identificazione delle competenze richieste e alla pianificazione dell'offerta educativa; i partner principali, comprese le parti sociali, giocheranno un ruolo sempre maggiore in questo settore.

 

vii) un maggiore sviluppo di contesti che favoriscano l'apprendimento negli istituti di formazione e nell'ambiente lavorativo. Ciò comporta l'attuazione e il miglioramento di approcci pedagogici che sostengono l'apprendimento autogestito e ricorrono al potenziale offerto dalle TIC e dall'e-learning, migliorando, quindi, la qualità della formazione.

 

viii) lo sviluppo continuo delle competenze dei docenti e dei formatori del sistema di istruzione e formazione professionale, che rifletta i loro specifici bisogni di apprendimento e l'evoluzione del loro ruolo come conseguenza dello sviluppo dell'istruzione e formazione professionale.

 

Il livello europeo: sviluppo della trasparenza, della qualità, di relazioni di fiducia reciproca per facilitare un reale mercato del lavoro europeo :

 

La priorità dovrebbe essere data a:

 

•  Il consolidamento delle priorità del processo di Copenhagen e la facilitazione dell'attuazione di risultati concreti.

•  Lo sviluppo di un quadro europeo di qualifiche aperto e flessibile, fondato sulla trasparenza e la fiducia reciproca, che costituisca un sistema di riferimento comune che riguardi sia il sistema di istruzione e formazione professionale sia l'istruzione in generale (secondaria e superiore), basato soprattutto sulle competenze e i risultati dell'apprendimento. Ciò migliorerà altresì la permeabilità dei sistemi di istruzione e formazione, permettendo la convalida delle competenze acquisite in contesti informali e faciliterà il funzionamento fluido ed effettivo del mercato del lavoro sia europeo che nazionale e settoriale. Questo quadro di appoggerà su una scala di livelli di riferimento comune. Dovrebbe essere sostenuto da strumenti approvati a livello europeo, in particolare meccanismi di controllo della qualità che possano creare la necessaria fiducia reciproca, facilitando lo sviluppo di riferimenti per le competenze su base volontaria. Questo permetterebbe ai settori professionali di affrontare le nuove sfide dell'istruzione e della formazione professionale derivanti dall'internazionalizzazione del commercio e della tecnologia.

 

•  Lo sviluppo e l'attuazione di un Sistema europeo di Trasferimento Crediti accademici nell'istruzione e formazione professionale (ECVET) al fine di permettere alle persone inserite in percorsi di apprendimento di mettere a profitto quanto raggiunto nel passaggio da un sistema nazionale di istruzione e formazione professionale ad un altro. L'ECVET si baserà su competenze e apprendimenti degli individui, tenendo in considerazione della loro definizione a livello nazionale o settoriale. Sarà considerata l'esperienza acquisita mettendo a punto un sistema di crediti (ECTS) nel campo dell'istruzione superiore così come il quadro dell'Europass. L'applicazione concreta comporterà sopratutto lo sviluppo di accordi di partenariato su base volontaria tra i soggetti erogatori di formazione nello spazio europeo. Il sistema sarà aperto e flessibile per permettere un'attuazione progressiva a livello nazionale, dando inizialmente la priorità al sistema di apprendimento formale.

 

•  L'esame degli specifici bisogni di apprendimento e dell'evoluzione del ruolo dei docenti e formatori e della possibilità di rendere la loro professione più attraente, incluso l'aggiornamento continuo delle loro competenze professionali. Docenti e formatori dovranno essere incoraggiati nel loro ruolo essenziale di innovatori e facilitatori in ambito educativo. Dovrebbe essere previsto un quadro coerente per incoraggiare lo sviluppo della qualità nell'insegnamento e nella formazione professionale.

 

•  Il miglioramento della portata, precisione e affidabilità delle statistiche in materia di istruzione e formazione professionale al fine di rendere la valutazione dei progressi compiuti, rendendo il sistema efficiente, efficace ed attrattivo. Indicatori e informazioni adeguate sono la chiave per comprendere, da un lato, cosa sta succedendo nel sistema di istruzione e formazione professionale e, dall'altro, quali interventi supplementari e quali decisioni sono richiesti da tutte le parti interessate.

 

Attuazione e follow-up:

 

i) Tutti gli attori che intervengono nel campo dell'istruzione e formazione professionale (soggetti erogatori, datori di lavoro, sindacati di lavoratori, settori professionali, camere di commercio, industria e mestieri, servizi per l'impiego, organismi regionali, etc. ) sono invitati ad assumersi la propria responsabilità e a realizzare a tutti i livelli i risultati ottenuti nel quadro del processo di Copenhagen sulla cooperazione rafforzata in materia di istruzione e formazione professionale. Per assicurare questi risultati, dovranno essere realizzate delle reti nazionali in cui saranno rappresentate tutte le parti interessate, soprattutto i Ministeri, le parti sociali e le autorità regionali.

ii) In maniera conforme a quanto indicato nella relazione intermedia comune "Istruzione e Formazione 2010" , i processi europei riguardanti l'insegnamento e la formazione professionale dovranno essere razionalizzati. Ciò comporta che siano integrati al programma di lavoro "Istruzione e Formazione 2010" da una parte le priorità delle presenti conclusioni, dall'altra i risultati dei gruppi del processo di Copenhagen, così come le relative metodologie.

iii) Il comitato di consultazione della formazione professionale sarà sistematicamente chiamato in causa nella messa in opera e follow-up.

iv) Dovrebbero essere preparate e esaminate delle proposte per un "Quadro europeo di qualifiche" e un "Sistema europeo di traferimento dei crediti" per il sistema di istruzione e formazione professionale.

v) Si dovrebbero sviluppare, a livello nazionale ed europeo, una più stretta collaborazione e un approccio coerente tra istruzione e formazione professionale e:

- l'istruzione superiore, compresi gli sviluppi del processo di Bologna

- le politiche per l'economia, l'occupazione, lo sviluppo sostenibile e l'inclusione sociale a livello europeo (per esempio in relazione ai Piani di Azione Nazionali)

- gli strumenti e i fondi per la pre-adesione

- la ricerca, la prassi e la politica, attraverso il collegamento in rete e lo scambio di innovazioni e buoni esempi di politiche e prassi .

vi) L'informazione sui progressi compiuti e le azioni future da condurre in materia di istruzione e formazione professionale faranno parte del rapporto integrato biennale sul programma "Istruzione e Formazione 2010" , tenendo conto dell'attuazione di strategie nazionali per il lifelong learning. Questo stesso rapporto dovrebbe comprendere le priorità nazionali sopra menzionate e costituire una base per stimolare gli scambi di esperienze in una prospettiva transnazionale, non solo tra i paesi partecipanti ma anche tra le parti sociali e tutti gli attori interessati.

vii) Dovrebbero essere tessuti legami più stretti con le parti sociali a livello europeo, nazionale, regionale e settoriale, considerando i compiti prioritari che esse hanno definito nel proprio quadro di azione per lo sviluppo delle competenze e delle qualifiche nell'arco di tutta la vita.

viii) Sarà fatto un utilizzo effettivo ed ottimale del programma Leonardo da Vinci e del futuro programma (2007-2013) sulla « Formazione permanente » per sostenere sperimentazioni e realizzazioni di azioni innovative per far progredire la riforma dell'istruzione e formazione professionale.

ix) Il CEDEFOP e la Fondazione europea per l'educazione continueranno a contribuire alla realizzazione del processo di Copenhagen e utilizzeranno le proprie reti (per esempio ReferNet, gli Osservatori Nazionali) e i media elettronici per apportare la propria assistenza sotto forma di rapporti di verifica dei progressi realizzati, di scambi di esperienze, in particolar modo grazie:

- alla disseminazione di buone politiche e buone pratiche nel lifelong learning

- alla cartografia delle attività di settore

- al ricorso a visite di studio Leonardo da Vinci, per favorire l'apprendimento mutuale e il confronto tra pari.

x) Sarà organizzata una prossima riunione ministeriale tra due anni per valutare l'attuazione e per effettuare una rivisitazione delle priorità e delle strategie in materia di istruzione e formazione professionale nell'ambito del programma di lavoro "Istruzione e Formazione 2010" .

 

  1. I 25 Paesi dell'Unione Europea più i 4 Paesi candidati e i 3 Paesi EFTA/SEE (gli stessi Paesi che erano a Copenhagen più la Croazia )
  2. Adottato il 19 Dicembre 2002. GU C 13, 18.1.2003, p. 2.
  3. Relazione intermedia Comune del Consiglio e della Commissione del 2004 sull'attuazione della strategia di Lisbona: "Istruzione & Formazione 2010: l'urgenza delle riforme per il successo della strategia di Lisbona ".
  4. 14354/03 EDUC 167 SOC 438, novembre 2003
  5. 9286/04 EDUC 109 SOC 179, maggio 2004
  6. 9600/04 EDUC 118 SOC 253, maggio 2004
  7. 9599/04 EDUC 117 SOC 252, maggio 2004
  8. ETUC, UNICE, UEAPME, CEEP, 28 febbraio 2002
  9. Raggiungere gli obiettivi di Lisbona: il contributo dell'istruzione e formazione professionale, ottobre 2004 ix 'Jobs, Jobs, Jobs', Report della Employment Taskforce, novembre 2003
  10. "Affrontare la sfida: la strategia di Lisbona per lo sviluppo e l'occupazione", Report del Kok High Level Group sulla strategia di Lisbona, novembre, 2004
  11. Conclusioni della Presidenza - punto 23
  12. In corrispondenza alla priorità di terzo livello della relazione intermedia comune "Creare un Europa dell'istruzione e formazione".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
Rivista registrata presso il Tribunale di Firenze n. 5414 del 01 marzo 2005
Redazione: c/o Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università degli Studi
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