Concezioni della povertà e formazione.
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Abstract
Liberare la “povertà” dallo stigma della colpa e della vergogna è uno snodo imprescindibile per qualificare la riflessione e l’agire formativi. Anche perché si è consapevoli che, purtroppo, proprio i processi formativi sono stati - e ancora avviene che siano - le “cinghie di trasmissione” di tali stigmi e della propagazione contagiosa di queste concezioni. Queste ultime diventano anche pratiche che, più o meno apertamente, diffondono e giustificano l’avidità e la falsa credenza che le “merci” possano soddisfare i desideri umani. Il compito formativo, che ne deriva, è quello di riconoscere la dignità della povertà e di intenderla come condicio sine qua non di umanizzazione, poiché la povertà rischia continuamente di essere confusa con il triste degrado della miseria. Questa degenerazione comprende anche l’ingannevole miraggio dell’arricchimento, che toglie spazio e tempo alla ricerca di stili di vita che non necessitino di sfruttare né le altre umanità, né l’ambiente.
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