Politiche della formazione: l’innovazione dei sistemi formativi e valutativi

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Daniela Robasto

Abstract

La formazione continua finanziata da alcuni anni sta introducendo all’interno dei propri avvisi di gara, in forma più o meno esplicita, la richiesta di valutazione degli apprendimenti e di certificazione delle competenze in esito ai percorsi formativi. Le richieste si inseriscono all’interno di un percorso normativo ben delineato che si prefigge di rendere gli esiti dell’apprendimento da un lato leggibili all’interno di cornici di riferimento standard, dall’altro qualificabili all’interno del mercato del lavoro.


L’introduzione di determinate istanze all’interno dei bandi non scioglie tuttavia diverse questioni in merito a nuove politiche di formazione: in primis quali siano le necessarie innovazioni dei processi formativi e valutativi promosse dai Fondi (livello macro), in secondo luogo quali siano le competenze metodologiche e docimologiche richieste agli attuatori (livello meso), infine quali siano le condizioni affinché imprese e lavoratori diventino parte attiva dei processi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze (livello micro).


Il presente contributo prende in esame i tre livelli, fornendo alcune riflessioni relative ai nodi critici nei quali Fondi, Attuatori e Imprese potrebbero imbattersi nel frangente in cui si prefiggano di introdurre, a fianco di azioni formative, servizi di messa in trasparenza delle competenze raggiunte.

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Sezione
Call 38 - I fondamenti dell’azione educativa: epistemologie professionali tra pa
Biografia autore

Daniela Robasto, Università degli Studi di Torino

Prof.ssa Pedagogia Sperimentale