Call 46 – Rivista LLL – Illetteratismo, analfabetismo di ritorno e dispersione implicita
Pubblicata la Call n. 46 di LLL Lifelong, Lifewide Learning – Rivista Internazionale di Edaforum
Tema della Call: Illetteratismo, analfabetismo di ritorno e dispersione implicita: impatti educativi, sociali e strategie di intervento per tutto il corso della vita.
Scadenza sottomissione: 15 marzo 2025
Pubblicazione: 30 maggio 2025
Regole editoriali della Rivista: https://www.edaforum.it/ojs/index.php/LLL/information/authors

L’analfabetismo funzionale, l’analfabetismo di ritorno e la dispersione implicita
rappresentano fenomeni critici che attraversano l’intero arco della vita, influenzando
profondamente la capacità degli individui di partecipare attivamente alla società e al
mondo del lavoro. Studi recenti evidenziano come questi problemi non solo abbiano
implicazioni culturali ed educative, ma costituiscano anche un ostacolo allo sviluppo
economico e alla coesione sociale (OECD, 2019; UNESCO, 2022).
Nonostante l’educazione sia riconosciuta come un diritto fondamentale (United
Nations, 2015), una parte significativa della popolazione rimane esclusa dalle opportunità
di apprendimento e sviluppo. Secondo le rilevazioni OCSE-PIAAC (Programme for the
International Assessment of Adult Competencies), quasi un terzo degli adulti italiani è
illetterato funzionale, ovvero fatica a comprendere e utilizzare informazioni scritte nella
vita quotidiana, limitando la propria autonomia e capacità decisionale (OECD, 2023).
L’analfabetismo funzionale e la dispersione implicita si manifestano in modi diversi
lungo le fasi della vita:
1. Giovani con competenze inadeguate. Un numero crescente di adolescenti termina il
percorso scolastico senza aver acquisito pienamente le competenze linguistiche e
numeriche necessarie per affrontare le sfide della società contemporanea. Secondo i dati
PISA (OECD, 2023), il 23% degli studenti quindicenni in Italia non raggiunge il livello
minimo di competenza in lettura, un dato che li espone a un rischio significativo di
esclusione sociale e lavorativa. Il 40% dei giovani tra i 16 e i 24 anni non legge nemmeno
un libro all’anno (ISTAT, 2023), una tendenza che si aggrava ulteriormente tra gli adulti. La
riduzione delle pratiche di lettura è correlata al deterioramento delle competenze
alfabetiche, contribuendo alla progressiva perdita della capacità di comprendere testi
complessi e analizzare criticamente le informazioni. A ciò si aggiunge il problema della
dispersione implicita, ossia la quota di studenti che, pur completando il ciclo scolastico,
non acquisiscono competenze adeguate per la vita e il lavoro. Nel 2024, il tasso di
dispersione implicita si attesta al 6,6% in Italia, evidenziando una lieve diminuzione
rispetto agli anni precedenti, ma ancora insufficiente per colmare il gap educativo con altri
paesi europei.
2. Adulti e analfabetismo di ritorno. Le competenze acquisite durante la scuola
tendono a deteriorarsi se non vengono esercitate regolarmente. Secondo il rapporto OCSE
2024, il 35% degli adulti italiani tra i 16 e i 65 anni presenta competenze di lettura limitate,
rientrando nella categoria degli analfabeti funzionali. Questi individui, pur sapendo
leggere e scrivere, incontrano difficoltà nella comprensione e nell’uso di informazioni
scritte, con ripercussioni sulla loro capacità di accedere ai servizi, gestire situazioni
burocratiche e affrontare il mondo del lavoro.
A livello europeo, quote significative di adulti non possiedono competenze alfabetiche e
numeriche di base, limitando le loro opportunità lavorative e di partecipazione sociale
(UNESCO, 2023). Il 35% degli adulti italiani, inoltre, ottiene punteggi pari o inferiori al
Livello 1 nelle competenze matematiche, segnalando difficoltà nella risoluzione di
problemi pratici e nella gestione delle finanze personali (OCSE, 2024).
L’analfabetismo di ritorno è un fenomeno accentuato dalla crescente complessità delle
competenze richieste nel mondo digitale. Molti adulti, non aggiornando le proprie
competenze, si trovano esclusi dalle opportunità lavorative più qualificate e dalle
possibilità offerte dalla digitalizzazione.
3. Anziani e barriere cognitive e tecnologiche. L’invecchiamento della popolazione,
combinato con bassi livelli di alfabetizzazione e competenze digitali, crea barriere
significative per gli anziani. In paesi come Francia e Spagna, il 30-40% degli over 65
presenta difficoltà di alfabetizzazione e numeracy, con impatti negativi sulla gestione della
propria salute, sull’autonomia economica e sulla capacità di partecipare alla vita sociale e
civica.
In Italia, il digital divide amplifica ulteriormente queste difficoltà: molti anziani non
hanno accesso alle risorse online, faticano a utilizzare strumenti tecnologici e, di
conseguenza, rimangono esclusi dai servizi essenziali, come la gestione della sanità
elettronica e le piattaforme di comunicazione con le amministrazioni pubbliche. La
digitalizzazione dei servizi pubblici e privati ha accentuato queste disuguaglianze,
escludendo di fatto milioni di persone dalle opportunità offerte dalla tecnologia.
L’impatto dell’analfabetismo funzionale, dell’analfabetismo di ritorno e della
dispersione implicita non si limita alla sfera individuale, ma investe profondamente il
tessuto sociale, economico e democratico dell’Europa. Un basso livello di alfabetizzazione
è associato a un maggiore rischio di povertà, esclusione sociale, minore accesso ai servizi
sanitari e scarsa partecipazione politica (OECD, 2021; UNESCO, 2023).
I soggetti con competenze di lettura e numeracy limitate hanno più probabilità di vivere
situazioni di disagio economico, incontrano maggiori difficoltà nell’accesso a
un’occupazione stabile e tendono a partecipare meno alla vita politica e sociale.
L’analfabetismo di ritorno mina inoltre la qualità della democrazia, in quanto riduce la
capacità dei cittadini di comprendere le informazioni politiche, valutare criticamente le
fonti e prendere decisioni consapevoli.
Affrontare questi fenomeni richiede un approccio integrato che combini politiche
educative efficaci, programmi di apprendimento permanente e strategie di inclusione
digitale, garantendo che nessuno rimanga escluso dal diritto fondamentale all’istruzione e
alla partecipazione attiva alla società.
La rivista LLL – Focus on Lifelong Lifewide Learning invita la comunità scientifica a
proporre contributi interdisciplinari su questi temi:
- Cause e dinamiche del fenomeno
- Fattori educativi, economici e sociali che influenzano l’acquisizione, il mantenimento
o la perdita delle competenze di base. - Analisi comparative sulla diffusione del fenomeno nei diversi paesi europei.
- Disuguaglianze generazionali e differenze di genere nell’alfabetizzazione
- Impatti individuali e sociali
- Conseguenze dell’analfabetismo funzionale sull’occupabilità e sulla vita lavorativa.
- Relazione tra alfabetizzazione, benessere psicologico e accesso ai servizi sanitari.
- Effetti dell’analfabetismo di ritorno sulla partecipazione politica e sociale.
- Strategie di intervento e buone pratiche
- Politiche educative per il recupero e lo sviluppo delle competenze di base.
- Programmi di alfabetizzazione per adulti e anziani.
- Revisione dei curricula scolastici per prevenire la dispersione implicita.
- Potenzialità e limiti delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nel contrasto
all’analfabetismo di ritorno.
- Sfide future e prospettive di ricerca
- Strategie europee per ridurre il divario alfabetico tra diverse fasce d’età.
- Scenari futuri e innovazioni per l’apprendimento permanente.
Lingue degli elaborati: inglese, italiano, spagnolo.
Gli autori dovranno attenersi alle regole editoriali della Rivista, disponibili
all’indirizzo https://www.edaforum.it/ojs/index.php/LLL/information/authors
Lifelong Lifewide Learning utilizza APA style (American Psychological Association),
seventh edition.
Pubblicazione: 30 maggio 2025.
