INDICE
I continui e radicali mutamenti che hanno caratterizzato la nostra società negli ultimi decenni, riconducibili principalmente alle dinamiche scaturire dalla recente rivoluzione informatica e telematica, hanno determinato un profondo cambiamento all’interno del mondo del lavoro e della sua organizzazione.
La mutevolezza del contesto lavorativo e sociale, la richiesta di acquisire sempre nuove competenze, la necessità di ridefinire più volte nel corso della vita la propria identità professionale, l’incertezza dei percorsi che fondano l’autonomia e la riuscita lavorativa e l’opportunità di riuscire a convivere in ambienti mutevoli e competitivi, sono tutti fenomeni che ogni cittadino della nostra epoca si trova necessariamente ad affrontare.
All’interno di questo contesto appare evidente che un’attività come l’orientamento possa divenire un fattore strategico delle politiche sociali e del lavoro, capace di mediare le esigenze della progettualità personale e professionale dei soggetti con la flessibilità dei mercati del lavoro in continua evoluzione.
Nonostante ciò l’orientamento sembra, ad oggi, uno dei pochi settori dove non si è avuto un impatto proporzionale tra i profondi mutamenti che hanno caratterizzato la nostra società e la pratica quotidiana di tale attività.
Nel nostro paese la maggior parte degli interventi orientativi vengono svolti solamente “al termine dei singoli cicli scolastici, offrendo agli studenti un servizio informativo su proposte occupazionali e formative oppure somministrando test attitudinali e predittivi” (Domenici, 2002).
Ma azioni orientative di questo genere risultano, all’interno di una società complessa come la nostra, di scarso significato se non integrate con altre caratterizzate da una forte valenza formativa.
Al contrario sarebbe necessario fornire agli individui gli strumenti e supporti perché siano in grado di auto-orientarsi, cioè di scegliere i percorsi formativi e professionali più idonei a valorizzare la propria personalità e dominare cognitivamente ed emotivamente l’elemento novità e complessità attraverso l’attivazione di processi decisionali autonomi e consapevoli.
Stiamo parlando di pratiche volte allo sviluppo e al potenziamento delle cosiddette competenze orientative, “un insieme di caratteristiche, abilità, atteggiamenti e motivazioni personali che sono necessarie al soggetto per gestire con consapevolezza ed efficacia la propria esperienza formativa e lavorativa, superando positivamente i momenti di snodo” (Pombeni, 2003).
In tal senso potrebbe risultare utile promuovere attività, all’interno e all’esterno dei curricoli scolastici, di formazione orientativa, cioè “interventi di carattere formativo finalizzati a promuovere l’auto-orientamento e a supportare la definizione di percorsi personali di formazione e lavoro e il sostegno all’inserimento occupazionale. Il processo orientativo è rappresentato dall’erogazione di moduli brevi destinati a gruppi di utenti con omogenei fabbisogni informativi-formativi, su particolari aree tematiche connesse al processo orientativo” (D.M. 166/01).
In questa sede intendo presentare, seppur in maniera sintetica e non esaustiva, un intervento formativo volto alla creazione e al potenziamento delle competenze orientative dell’individuo nell’ambito della ricerca di un lavoro dipendente e per la creazione di un lavoro autonomo.
L’obiettivo finale di tale attività sarà quello di creare un’esperienza d’apprendimento che possa permettere ai corsisti di acquisire le conoscenze, le capacità e le abilità necessarie per entrare attivamente a far parte di un mondo del lavoro, il cui accesso negli ultimi anni si è rivelato sempre più difficile per i soggetti che non sono in grado di mettere pienamente in gioco le competenze che hanno a disposizione. L’attenzione è quindi rivolta al soggetto, al suo bisogno di autorealizzazione e di costruzione di un progetto di vita, che gli consenta di assumere un ruolo attivo all’interno del contesto sociale in cui vive.
Il corso sarà rivolto a 20 giovani inoccupati, selezionati sulla base di standard predefiniti (inoccupati, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, in possesso di un diploma di maturità e conoscenze informatiche di base). La selezione dei partecipanti sarà effettuata sulla base delle informazioni ricavate dalla somministrazione di un questionario informativo, una prova di informatica, un test attitudinale e un colloquio conoscitivo. I 20 soggetti che avranno ottenuto i punteggi più elevati saranno ammessi al corso.
L’intervento formativo, della durata complessiva di 115 ore, sarà strutturato in 15 moduli didattici, così articolati (CNOS-FAP, 2003):
MODULO |
Ore |
MODULO |
Ore |
1) ACCOGLIENZA E TEAMBULDING |
2 |
9) QUALITA’ DELL’IMPRENDITORE |
4 |
2) ELEMENTI DI SCENARIO |
5 |
10) L’IDEAZIONE DELL’IMPRESA E IL |
4 |
3) PROMOZIONE DELLE CAPACITA’ PERSONALI |
20 |
11) IL PROGETTO D’IMPRESA |
8 |
4) SICUREZZA SUL LAVORO |
12 |
12) ORGANIZZAZIONE AZIENDALE E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE |
6 |
5) L’ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO |
8 |
13) ASPETTI GIURIDICI INERENTI IL MERCATO DEL LAVORO E |
7 |
6) I VARI TIPI DI CONTRATTO |
8 |
14) QUANTIFICAZIONE E REPERIMENTO DI RISORSE FINANZIARIE |
6 |
7) MODI E TEMPI DELLA RICERCA DI LAVORO |
5 |
15) PROJECT WORK |
15 |
8) L’IMPRENDITORIALITA’ |
5 |
Totale |
115 |
Il corso sarà suddiviso, seppur non cronologicamente, in 4 fasi:
- la prima, si svilupperà all’interno dei moduli 1, 2, 3 ,4 e 13 e avrà l’obiettivo di presentare il corso, creare un teambulding e fornire alcune competenze trasversali per il lavoro (46 ore);
- la seconda, che si svilupperà nei moduli 5, 6 e 7, riguarderà l’accompagnamento al lavoro dipendente (21 ore);
- la terza, corrispondente ai moduli 8, 9, 10, 11, 12 , 14, riguarderà l’accompagnamento al lavoro autonomo (33 ore);
- la quarta, che si svilupperà all’interno del modulo 15, sarà quella del project work e avrà l’obiettivo di sperimentare empiricamente le competenze acquisite durante il corso (15 ore).
I diversi obiettivi posti nei 15 moduli verranno perseguiti, nell’ambito delle varie attività proposte, utilizzando un numero molto eterogeneo di metodi e tecniche di intervento, estremamente vari e diversificati fra loro, ma accomunati dal fatto di porsi come metodi attivi, cioè che favoriscono la partecipazione e la comunicazione dei membri del gruppo, in opposizione a certi altri metodi spesso definiti tradizionali, che mirano ad insegnare ad individui semplicemente ricettivi o passavi.
Tali metodi avranno la pretesa di promuovere e risvegliare l’interesse nelle persone che, attraverso scambi, discussioni, comunicazioni e relazioni interpersonali, si sentiranno motivate e chiamate in causa, fornendo un impegno indispensabile per la realizzazione degli obiettivi perseguiti dal corso.
Tutte le attività previste saranno svolte in gruppo; il lavoro individuale sarà esclusivamente finalizzato all’autovalutazione, cioè alla ricostruzione, valutazione e valorizzazione di competenze e risorse personali e professionali, alla elaborazione di scelte, alla costruzione di strategie per l’inserimento lavorativo.
Attraverso l’utilizzo di metodologie didattiche attive e basandosi essenzialmente su un modello di apprendimento andragogico, si cercherà di trasmettere ai corsisti le competenze necessarie per la creazione di un lavoro autonomo e la ricerca di un lavoro dipendente, ponendo l’attenzione oltre che su contenuti giuridici ed economici necessari per la realizzazione di un proprio progetto professionale, anche e soprattutto sulla promozione delle capacità personali dell’individuo.
Tra quelli presenti nel corso, difatti il modulo 3 (“Promozione delle capacità personali”) assume una particolare valenza. Questo è quello che più degli altri avrà l’obiettivo di fornire una serie di competenze trasversali fondamentali per ogni attività lavorativa; ho ritenuto fondamentale nella progettazione del corso inserire un modulo che si occupi di tali aspetti, perché considero fondamentali la valorizzazione e lo sviluppo delle capacità personali sia per un benessere oggettivo dell’individuo, che in tal modo diviene in grado di vivere più positivamente il rapporto con gli altri e con il mondo che lo circonda, sia per il successo professionale del soggetto.
Il modulo finale sarà dedicato alla creazione, da parte dei corsisti, di un project work. I soggetti saranno divisi in quattro gruppi; ogni gruppo si occuperà di creare un piano operativo per la ricerca di un lavoro dipendente o per la creazione di un lavoro autonomo. La partecipazione ad uno dei gruppi di lavoro deriverà esclusivamente dalla scelta responsabile e consapevole, a seconda delle proprie aspettative future, da parte di ogni singolo corsista. Tale attività avrà l’obiettivo di utilizzare empiricamente i contenuti appresi durante l’esperienza formativa e sarà strumento di auto-valutazione finale dell’attività formativa.
La scelta di tale metodologia valutativa deriva dal fatto che, essendo l’obiettivo ultimo del corso quello di aumentare le capacità progettuali dell’individuo, non avrebbe avuto senso verificare i risultati ottenuti se non attraverso la presa di coscienza da parte del soggetto di quello che sono effettivamente le sue risorse.
Il corso si avvarrà di un sistema di valutazione (formativa e sommativa) che dovrà essere, per impostazione, elemento attivo del processo formativo, in grado di individuare eventuali lacune nel processo di apprendimento e attivare le opportune azioni di recupero. Oltre a “misurare” contribuirà allo sviluppo nell’allievo della capacità di orientarsi con consapevolezza.
Per i corsisti sarà prevista anche un’azione di monitoraggio in uscita, con l’obiettivo di verificare se le competenze maturate durante l’azione formativa abbiano avuto reali ripercussioni sull’inserimento dei soggetti nel mondo del lavoro. A distanza prima di un mese, poi di sei e infine di un anno dalla fine del corso, si realizzeranno incontri con l’intero gruppo per verificare le azioni intraprese ed eventualmente, nel caso se ne rilevasse la necessità, per attivarne eventuali di supporto per la realizzazione del progetto professionale.
Agire attraverso interventi come quello proposto vuol dire prima di tutto comprendere la centralità e la strategicità delle cosiddette “competenze orientative”, ponendo in primo piano la valenza formativa del processo di orientamento, creando un'azione complessa, un processo di conoscenza del sé e del mondo del lavoro, che punti l'accento su caratteristiche quali la flessibilità, la creatività, il mantenimento di variabili quali l'identità e la stima di sé stesso, indipendentemente dai continui cambiamenti professionali.
Individuare e studiare le variabili e le dimensioni che aiutano e sostengono le persone a fare una scelta più consapevole, soddisfatta e convinta sul proprio futuro professionale, significa prima di tutto che “c'è qualche cosa che l'orientamento può fare non soltanto per indicare le strade, ma anche per rafforzare la capacità di guardare al modo in cui le strade stesse vengono scelte, e alle ragioni di questi percorsi” (Quaglino, 2002).
Bibliografia
- CNOS/FAP, Guida per l’accompagnamento al lavoro autonomo, Roma 2003.
- CNOS/FAP, Guida per l’accompagnamento al lavoro dipendente, Roma 2003.
- Domenici G., Manuale dell’orientamento e della didattica modulare, Laterza, Roma-Bari
2002.
-Pombeni M.L., La definizione delle diverse tipologie di azioni orientative, in Professionalità n°78, La Scuola, Brescia 2003.
- Quaglino G., Coping, emozioni e autostima: una proposta di strumento per l'orientamento, in ISFOL, Orientamento: modelli, strumenti ed esperienze a confronto, Franco Angeli, Milano 2002