RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 2 / N.6 - 30 ottobre 2006 - Orientamento ed educazione degli adulti
 

INDICE

 

 

 

 

RECENSIONI

GALLINA V. (a cura di, 2006), Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni, Armando, Roma

di Federico Batini

L’indagine ALL (Adult Literacy and Life Skills) svoltasi in sei paesi (Italia, Canada, Norvegia, Bermuda, USA e Svizzera) per quanto concerne l’Italia ha riguardato un campione nazionale e cinque campioni locali (relativi alle regioni Campania, Lombardia, Piemonte, Toscana e Provincia Autonoma di Trento).
ALL è dunque una ricerca comparativa internazionale promossa e sviluppata dall'OCSE, da Statistics Canada e dal National Center for Education Statistcs (NCES - Usa) in collaborazione con l'Ufficio regionale per l'America latina e i Caraibi (OREALC) e l'istituto di Statistica dell'UNESCO (UIS).
Il volume presenta i risultati dell'indagine internazionale e quelli della indagine italiana ed illustra i dati, le metodologie e gli strumenti utilizzati nella rilevazione.
Si tratta quindi, nello stesso tempo, di uno strumento di lavoro per la ricerca e per la progettazione di interventi relativi allo sviluppo di politiche culturali e sociali.
Il volume è articolato in quattro sezioni: la prima illustra il quadro teorico impiegato e gli strumenti che sono stati utilizzati per costruire la ricerca, la seconda sezione presenta i risultati specifici italiani comparandoli ai risultati degli altri paesi partecipanti, nella terza sezione vengono illustrate le competenze possedute, così come risultano dalla ricerca, dalla popolazione italiana tra 16 e 65 anni (nella parte terza esiste una seconda sezione riservata alle specifiche regionali dei cinque campioni locali italiani), la quarta illustra quali strategie di campionamento ed analizza l’interazione esistente tra livelli di competenza e caratteristiche sociodemografiche.
Gli obiettivi che la ricerca si proponeva e le politiche che il volume intende favorire sono:

  • Produrre una rappresentazione delle competenze possedute dalla popolazione italiana e dunque contenere il deficit di abilità/competenze che rallentano l’innovazione e la crescita economica.
  • Misurare la distribuzione di quelle competenze fondamentali che garantiscono l'accesso al mercato del lavoro e l'esercizio dei diritti di cittadinanza
  • Individuare i settori di popolazione che si collocano in condizioni di grave difficoltà per la modestia del patrimonio delle abilità posseduto e dunque contrastare i processi di esclusione e di ineguale distribuzione di risorse ed opportunità.
  • Sensibilizzare i decisori politici a livello nazionale e internazionale affinché adottino misure capaci di contrastare l'esclusione e contenere la disuguaglianza nei redditi e nelle opportunità, sostenendo i cittadini accrescendone le abilità e le competenze necessarie nell'epoca della competitività globale.
  • Sostenere percorsi di istruzione e formazione rivolti alla popolazione adulta progettati e definiti secondo specifici bisogni espressi ed inespressi, supportare i cittadini adulti nella scelta di attività di apprendimento autonomo e di arricchimento culturale.

 

Oggi al vecchio non saper leggere e scrivere si è sostituito un nuovo concetto di analfabetismo, nuovo concetto che si centra sulla capacità di utilizzo di queste competenze di base: la literacy (o “alfabetismo funzionale”), ovvero come le competenze alfabetiche di base vengono utilizzate nel mondo e nelle esperienze reali.
Si possono così riassumere le attuali tipologie di valutazione dell’analfabetismo:

  • alfabeti (individui a rischio alfabetico);
  • analfabeti/analfabetismo - di fatto - (coloro che non posseggono nessun titolo di studio e non sanno né leggere né scrivere);
  • illetterati/illetteratismo (condizione di un individuo che pur possedendo un minimo repertorio di lettura e scrittura, non è in grado di utilizzare il del linguaggio scritto per ricevere o per formulare messaggi);
  • analfabeti di ritorno (coloro che sono esposti a rischio alfabetico verticale che comporta il regresso al titolo di studio inferiore quando esso non sia stato esercitato convenientemente per cinque anni);
  • semianalfabeti (possessori della sola licenza elementare che nella nostra società significa non avere la pur minima possibilità di inclusione sociale, culturale).
  • Analfabeti funzionali (coloro che non sanno utilizzare le abilità di base per poter esprimere il loro diritto di cittadinanza.

L’indagine ALL ha definito il letteratismo come un insieme complesso di competenze ed abilità richieste nei diversi contesti nei quali la vita adulta si realizza, ovvero:

  • Prose e document literacy competenza alfabetica funzionale relativa alla comprensione di testi in prosa e formati quali grafici e tabelle; capacità di utilizzare tempi stampati e scritti necessari per interagire con efficacia nei contesti sociali di riferimento, capacità di raggiungere i propri obiettivi, migliorare le proprie conoscenze ed accrescere le proprie potenzialità
  • Numeracy competenza matematica funzionale; capacità di utilizzare in modo efficace strumenti matematici nei diversi contesti in cui se ne richiede l’applicazione (rappresentazioni dirette, simboli, formule, che modelizzano relazioni tra grandezze e variabili).
  • Problem solving capacità di analisi e soluzioni di problemi; il problem solving rileva l’attività ragionativa in azione, il pensiero orientato al raggiungimento di uno scopo in una situazione in cui non esiste una procedura di soluzione precostituita.

 

Attraverso lo svolgimento di prove relative ai tre ambiti rubricati e spiegati qui sopra si delineano profili che possono collocarsi in cinque livelli: dal livello uno, indicante competenze/abilità estremamente fragili e modeste sino al livello cinque che indica una piena padronanza degli alfabeti necessari ad interagire positivamente nella società della conoscenza.
I risultati sul quadro nazionale non sono confortanti: ben il 46,1% della popolazione tra 16 e 65 anni si trova al livello 1 nella scala di prose literacy, il 35,1 ad un livello 2 e solo il restante 18,8% si colloca al terzo livello o ai livelli superiori, piuttosto simili risultano le distribuzioni relative alla numeracy, mentre in condizioni ancora peggiori si situano le abilità di problem solving con una percentuale che per pochi decimali non raggiunge il 70%... che non si discosta dal primo livello.
La situazione appare in tutta la sua drammaticità ancor più perché l’indagine comparativa internazionale mostra come queste competenze costituiscano un vantaggio notevole in ordine alle possibili collocazioni occupazionali (occupabilità) e siano predittive dell’inserimento sociale (stabilità economica ed esercizio dei diritti di cittadinanza).
I dati e le piste di riflessione che muovono da questo volume sono, per certo, moltissime e di indubbio valore e cogenza politica, la riforma dei nostri sistemi di istruzione e formazione, l’apertura ad un vero e proprio sistema di educazione degli adulti e di formazione permanente sono senza dubbio sollecitati da questa ricerca, ma, potremmo aggiungere, assieme agli urgenti ed essenziali provvedimenti di carattere quantitativo si leva anche un grido relativo alla qualità di questi sistemi e di queste, si spera prossime, iniziative.
 

 

 

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