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L’indagine ALL (Adult Literacy and Life Skills) svoltasi in sei paesi (Italia, Canada, Norvegia, Bermuda, USA e Svizzera) per quanto concerne l’Italia ha riguardato un campione nazionale e cinque campioni locali (relativi alle regioni Campania, Lombardia, Piemonte, Toscana e Provincia Autonoma di Trento).
ALL è dunque una ricerca comparativa internazionale promossa e sviluppata dall'OCSE, da Statistics Canada e dal National Center for Education Statistcs (NCES - Usa) in collaborazione con l'Ufficio regionale per l'America latina e i Caraibi (OREALC) e l'istituto di Statistica dell'UNESCO (UIS).
Il volume presenta i risultati dell'indagine internazionale e quelli della indagine italiana ed illustra i dati, le metodologie e gli strumenti utilizzati nella rilevazione.
Si tratta quindi, nello stesso tempo, di uno strumento di lavoro per la ricerca e per la progettazione di interventi relativi allo sviluppo di politiche culturali e sociali.
Il volume è articolato in quattro sezioni: la prima illustra il quadro teorico impiegato e gli strumenti che sono stati utilizzati per costruire la ricerca, la seconda sezione presenta i risultati specifici italiani comparandoli ai risultati degli altri paesi partecipanti, nella terza sezione vengono illustrate le competenze possedute, così come risultano dalla ricerca, dalla popolazione italiana tra 16 e 65 anni (nella parte terza esiste una seconda sezione riservata alle specifiche regionali dei cinque campioni locali italiani), la quarta illustra quali strategie di campionamento ed analizza l’interazione esistente tra livelli di competenza e caratteristiche sociodemografiche.
Gli obiettivi che la ricerca si proponeva e le politiche che il volume intende favorire sono:
Oggi al vecchio non saper leggere e scrivere si è sostituito un nuovo concetto di analfabetismo, nuovo concetto che si centra sulla capacità di utilizzo di queste competenze di base: la literacy (o “alfabetismo funzionale”), ovvero come le competenze alfabetiche di base vengono utilizzate nel mondo e nelle esperienze reali.
Si possono così riassumere le attuali tipologie di valutazione dell’analfabetismo:
L’indagine ALL ha definito il letteratismo come un insieme complesso di competenze ed abilità richieste nei diversi contesti nei quali la vita adulta si realizza, ovvero:
Attraverso lo svolgimento di prove relative ai tre ambiti rubricati e spiegati qui sopra si delineano profili che possono collocarsi in cinque livelli: dal livello uno, indicante competenze/abilità estremamente fragili e modeste sino al livello cinque che indica una piena padronanza degli alfabeti necessari ad interagire positivamente nella società della conoscenza.
I risultati sul quadro nazionale non sono confortanti: ben il 46,1% della popolazione tra 16 e 65 anni si trova al livello 1 nella scala di prose literacy, il 35,1 ad un livello 2 e solo il restante 18,8% si colloca al terzo livello o ai livelli superiori, piuttosto simili risultano le distribuzioni relative alla numeracy, mentre in condizioni ancora peggiori si situano le abilità di problem solving con una percentuale che per pochi decimali non raggiunge il 70%... che non si discosta dal primo livello.
La situazione appare in tutta la sua drammaticità ancor più perché l’indagine comparativa internazionale mostra come queste competenze costituiscano un vantaggio notevole in ordine alle possibili collocazioni occupazionali (occupabilità) e siano predittive dell’inserimento sociale (stabilità economica ed esercizio dei diritti di cittadinanza).
I dati e le piste di riflessione che muovono da questo volume sono, per certo, moltissime e di indubbio valore e cogenza politica, la riforma dei nostri sistemi di istruzione e formazione, l’apertura ad un vero e proprio sistema di educazione degli adulti e di formazione permanente sono senza dubbio sollecitati da questa ricerca, ma, potremmo aggiungere, assieme agli urgenti ed essenziali provvedimenti di carattere quantitativo si leva anche un grido relativo alla qualità di questi sistemi e di queste, si spera prossime, iniziative.