RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 2 / N.5 - 30 giugno 2006 - EDA E (IM)MOBILITA'
 

INDICE

 

 

 

 

ESPERIENZE INTERNAZIONALI

L’Educazione degli adulti in Germania: sviluppi e tendenze recenti

Zeuner Christine

 

L’educazione degli adulti in Germania vanta una lunga e ricca tradizione che nel tempo ha fronteggiato cambiamenti dovuti a sviluppi politici e sociali così come a bisogni educativi delle persone. Nell’ultima decade, comunque, ha subito cambiamenti considerevoli dovuti in parte agli sviluppi che hanno interessato la Germania ed il mondo intero. Tra i più influenti la globalizzazione e la modernizzazione.
Proveremo a dimostrare che l’educazione degli adulti tedesca ha fronteggiato dei cambiamenti che sembrano portarla verso il declino e per farlo l’articolo comincerà col delineare il contesto storico e teorico così come quello politico e strutturale, nel quale l’educazione degli adulti è inquadrata. Il contesto è cruciale per comprendere quanto andrò ad esporre nell’articolo dal momento che i cambiamenti che si sono verificati negli ultimi 15 anni hanno profondamente modificato tale contesto e rimodellato la concezione dell’educazione degli adulti sul piano teoretico così come nella pratica. In un secondo momento verranno illustrate alcune aree relativamente alle quali il cambiamento apportato sul quadro strutturale e le pratiche operative dell’educazione degli adulti è ovvio: sono le politiche legislative sull’educazione degli adulti, il loro collocamento organizzativo ed istituzionale e il livello di partecipazione. In un terzo momento l’articolo discuterà brevemente nel merito di come la teoria si approcci all’educazione degli adulti , principalmente partendo dal modello essenzialmente plasmato sulla scuola e traslato da un approccio più radicale tra gli inizi e i primi anni ’80, al pensiero postmoderno in cui si dà maggiore enfasi al costruttivismo.

 

1. Lo sviluppo storico dell’educazione degli adulti in Germania

 

Tradizionalmente si pensa che l’educazione degli adulti abbia le proprie radici nell’illuminazione e in un approccio critico verso l’analisi della società. In merito all’illuminazione, l’educazione degli adulti si riferisce spesso al filosofo del 700 Immanuel Kant (1724 – 1804) ed al suo saggio pubblicato nel 1784 dal titolo “Una risposta alla domanda: che cosa è l’illuminazione?”. Il primo paragrafo recita quanto segue:
“L’illuminazione è l’emersione di un uomo dalla sua auto-procurata immaturità. L’immaturità è l’inabilità ad usare le proprie capacità di discernimento senza la guida di un altro individuo. Questa immaturità è auto-procurata se la sua causa non è la mancanza di discernimento, ma la mancanza di risoluzione e coraggio di usarlo senza la guida di un altro. Il motto dell’illuminazione è quindi: Sapere aude! Abbiate il coraggio di usare il vostro proprio discernimento!”
In questo approccio risuona la responsabilità dell’individuo sul proprio futuro intellettuale. Kant intendeva rendere evidente che le persone sono responsabili del proprio sviluppo intellettuale attraverso l’apprendimento, l’accumulo di conoscenze e – a lungo andare – saggezza. Nel modo in cui l’educazione degli adulti tedesca tradizionalmente interpreta Kant, ciò non riguarda soltanto il processo di apprendimento individuale. Nel pensiero di Kant è insito un forte elemento di coinvolgimento democratico e di partecipazione quando il concetto di responsabilità venga esteso dallo sviluppo personale a quello di una società.
In questo senso, l’educazione degli adulti ha sempre rappresentato un movimento di emancipazione ed illuminazione. Si può intravedere nella battaglia della borghesia contro il feudalesimo e del proletariato contro la borghesia nella prima metà del 19° secolo. Oppure nella battaglia politica per la democratizzazione, per il diritto alla partecipazione politica e il miglioramento economico.
Nel corso della sua storia si individuano tre momenti che hanno maggiormente influenzato lo sviluppo dell’educazione degli adulti in Germania:

  1. La spinta borghese per l’educazione degli adulti: partecipazione politica, empowerment ed adattamento alla società esistente nel 19° secolo.

  2. Il movimento dei lavoratori: la lotta per la partecipazione politica contro i gruppi conservatori (liberali, Cristiani) e la lotta per una nuova società socialista (Partito Comunista, Partito Socialista). L’educazione degli adulti può quindi essere considerata secondo un approccio liberale che mira alla partecipazione, all’empowerment e all’adattamento alla società del 19° secolo o piuttosto sotto la luce di una sorta di educazione politica per il cambiamento sociale e politico

  3. L’educazione degli adulti Liberale negli anni ’20: gli “intellettuali organici” liberali e i leader sindacali concepirono l’educazione degli adulti come un mezzo per il cambiamento ed il miglioramento dall’interno della democrazia esistente.

All’interno di questi movimenti hanno preso forma differenti strutture di educazione formale e non formale. Uno dei più importanti movimenti sul lato conservatore è stato l’”Associazione per Facilitare l’Educazione Popolare”, fondata nel 1871 e dismessa dal regime Nazista nel 1933. Il movimento per l’educazione dei lavoratori, i partiti, i sindacati e i lavoratori indipendenti hanno nel tempo fondato numerose istituzioni formali e strutture per l’apprendimento che vanno da centri di aggregazione informale alle associazioni, a lezioni di formatori itineranti fino ad istituzioni come le scuole dei sindacati e le accademie indipendenti. La più famosa è L’”Accademia del Lavoro” di Francoforte, fondata in collaborazione con l’Università di Francoforte nel 1920 e tuttora esistente.

L’istituzione attraverso la quale l’educazione degli adulti tedesca è meglio conosciuta è forse la “Volkshochschule” o “Liceo del popolo”, le cui strutture sono oggi conosciute come “Centri comunitari di educazione degli adulti”.  I primi sono stati fondati come scuole aperte all’inizio del 19° secolo sulla scia delle folkhighschools danesi create da Nikolas Severing Grundtvig, un ministro Luterano danese del 18° secolo. Durante la Repubblica di Weimar queste si sono diffuse in tutte le maggiori città del paese.
Il regime nazista abolì radicalmente la tradizione radicale (e politica) dell’educazione degli adulti in Germania. Rappresentando una minaccia per le loro politiche costrinsero i suoi rappresentanti più autorevoli a dimettersi. Alcuni di loro sopravvissero in clandestinità, altri furono costretti ad emigrare come rifugiati in America e Gran Bretagna e molti, principalmente leader sindacali e di partito, furono incarcerati o imprigionati in campi di lavoro e concentramento. Molti non sopravvissero.
Dopo la seconda guerra mondiale, furono riaperte in Germania le Volkshochschulen da parte degli Alleati. Nella loro idea l’istituzione rappresentava l’idea di democrazia ed educazione per i cittadini ancora più di ogni altra istituzione e soddisfacevano quindi il concetto di “ri-educazione” promosso dagli alleati. La storia delle Volkshochschule in Germania ovest è una storia di successo: mentre il loro numero ammontava a circa 200 durante la guerra, nel 1955 il loro numero crebbe fino a 1000. Erano, e sono ancora, la più importante istituzione per l’educazione degli adulti in Germania.
I sindacati e i partiti politici contribuirono anch’essi alla riapertura delle scuole, dei centri formativi e delle accademie dei lavoratori dopo la seconda guerra mondiale, per cui oggi la Germania può vantare un panorama molto diversificato e vitale di offerte educative per gli adulti.
La storia dell’educazione degli adulti si è sviluppata differentemente in Germania est. Anche se si notano delle similitudini nelle istituzioni e nella forma dell’istruzione formale e non formale, l’educazione degli adulti da una parte era educazione politica, dall’altra un secondo livello di formazione professionale.

 

2. Sviluppi recenti dell’educazione degli adulti in Germania

 

E’ importante notare come in Germania l’educazione degli adulti sia inquadrata in un sistema politico ed educativo e come questo fissi gli standard normativi e finanziari così come i vincoli organizzativi. A causa della struttura federale del governo, le responsabilità sono divise tra Stato e Lander. Comunque le leggi e le decisioni che riguardano l’educazione nel suo complesso e quindi anche l’educazione degli adulti spettano principalmente ai Lander.
L’obiettivo generale dell’educazione degli adulti oggi in Germania è promuovere il futuro individuale dal punto di vista intellettuale, personale, e vocazionale. A supporto di tale proposito lo Stato federale e i Lander hanno sviluppato un contesto organizzativo sotto un punto di vista politico e legale all’interno del quale l’educazione degli adulti dovrebbe prosperare, dall’educazione politica, culturale e liberale per gli adulti, fino alla formazione professionale continua.
I recenti sviluppi dell’educazione degli adulti sono influenzati dai cambiamenti nel quadro politico, legale e finanziario che si traducono in cambiamenti organizzativi nella struttura dell’educazione degli adulti.

    • Contesto politico, legale e finanziario dell’educazione degli adulti

 

Al giorno d’oggi non esistono leggi federali sull’educazione degli adulti, a differenza di quanto avveniva nella Costituzione della Repubblica di Weimar dove all’articolo 145 si leggeva: “l’educazione popolare deve essere supportata dal governo e dalle province”.

In Germania, in quanto repubblica federale, i Lander sono responsabili delle leggi che riguardano educazione e sviluppo culturale e molto semplicemente la maggior parte delle regioni occidentali hanno incluso esplicitamente l’educazione degli adulti nelle loro costituzioni al momento della fondazione sul finire degli anni 40.
Per esempio, la costituzione del Nord Reno – Westfalia stabilisce che: “L’educazione degli adulti deve essere promossa. Oltre allo Stato, i municipi e le associazioni, oltre che gli altri organismi come chiese e associazioni di volontariato debbono essere riconosciuti come sponsor” (Art. 17)
Schleswig-Holstein: “La promozione della cultura e dell’educazione degli adulti, in particolare per quanto riguarda la gestione dei servizi librari e dei centri comunitari è responsabilità del Land, dei municipi e delle associazioni comunitarie” (Art.9)
Dopo la riunificazione del 1990 la maggior partner degli stati della ex Repubblica Democratica Tedesca adattarono le leggi sull’educazione degli adulti ai loro bisogni. Alcune versioni attualizzate della legge (es. Brandeburgo e Sassonia Anhalt) includono esplicitamente la promozione della formazione continua.
Brandeburgo: “L’educazione continua deve essere promossa dal Land, dai municipi e dalle associazioni comunitarie. Deve essere garantito il diritto, da parte di sponsor indipendenti, di stabilire istituzioni per l’educazione continua. Ogni persona hai il diritto di accesso all’educazione continua” (Art.33)
Sassonia – Anhalt: “Oltre allo Stato e ai municipi, agli organismi indipendenti deve essere garantito il diritto di finanziare formazione professionale ed educazione degli adulti. Il Land deve assicurare che ogni persona possa apprendere una professione. Anche l’educazione degli adulti deve essere promossa dal Land” (Art.30)

Si nota uno scostamento tra l’approccio generale che vede l’inclusione di concetti politici e culturali da quello che si concentra soprattutto su misure che favoriscono l’occupabilità.

Leggi ed accordi che riguardano l’educazione degli adulti e la formazione continua non sono istituiti solo dai Lander ma anche attraverso diverse leggi federali. Ci sono anche accordi collettivi tra i sindacati e le organizzazioni dei lavoratori in merito alla formazione continua.

Leggi importanti di livello federale sono le seguenti:

  • Volume III del Codice Sociale (Sozialgesetzbuch 3) (1969; 2004) che regola le misure di promozione del lavoro. Misure dirette alla creazione di impiego e alla riduzione dei tempi di disoccupazione.
  • La Legge sulla Rappresentanza degli Impiegati (1952; 1990) col quale il governo finanzia la formazione continua dei rappresentanti sindacali per quanto riguarda le loro funzioni nei consigli del lavoro.
  • La Legge sulla Formazione Professionale (1970) che regola formazione ed aggiornamento professionali.
  • La Legge sull’Educazione Superiore (1970, 2003) (Regola principalmente l’Università e le Scuole Superiori) che obbliga le istituzioni di educazione superiore ad offrire formazione continua al proprio staff e a promuovere l’educazione continua accademica.
  • La Legge sulla Corrispondenza Federale (1974) governa i diritti e i doveri di utenti ed organizzatori di formazione a distanza e fornisce i criteri di riconoscimento da parte dello stato dei corsi di formazione a distanza.
  • La Legge sul Servizio Civile regola la formazione degli operatori in servizio civile e degli impiegati pubblici.

Altre leggi federali come il Codice di Sicurezza Sociale, La Legge Federale di Pubblica Assistenza, La legge sul Welfare per i Giovani, e alcune Leggi sulle tasse regolano altri aspetti dell’educazione degli adulti e della formazione continua.

Leggi importanti a livello dei Lander sono le seguenti:

  • Le leggi riguardanti il finanziamento dell’educazione degli adulti e della formazione continua (a partire dal 1953);
  • Le leggi regolanti la formazione finanziata dei lavoratori (5 giorni per anno; tasso di frequenza: meno del 3% vi fa ricorso) (dal 1972). (Eccezioni: Baden-Württemberg, Bavieria, Brandeburgo, Mecklenburgo-Pomerania Occidentale, Sassonia e Turingia)

L’educazione degli adulti e la formazione continua sembrano essere fortemente regolate in alcuni loro aspetti e certamente è così. Comunque solo in pochi casi le leggi prevedono forme di finanziamento per l’accesso individuale all’educazione degli adulti. In altri casi, come per esempio quello della riforma del Codice Sociale del 2004, questa garanzia è stata diminuita fino a quasi annullarla.
Dal momento che la maggior parte dei Lander garantisce la promozione dell’educazione degli adulti già nella costituzione, questi hanno provveduto ad emanare leggi in merito. La prima risale al 1953, quando il Nord-Reno Westfalia emanò una legge per la promozione dell’educazione degli adulti nei centri comunitari. Negli anni ’70, poi, si è assistito ad una espansione generale dell’educazione (compresa quella diretta agli adulti) nelle legislazioni della maggior parte delle regioni, con l’eccezione di Amburgo e dello Schleswig-Holstein. Tuttavia, queste leggi regolano le modalità di finanziamento delle istituzioni per l’educazione degli adulti, e non promuovono il diritto individuale alla partecipazione.
Il problema attuale consiste nel fatto che il finanziamento dell’educazione degli adulti è strettamente legato al bilancio di ogni stato che può subire forti cambiamenti negli anni. Questo si può osservare nella seguente tabella che mostra chiaramente il decremento nel finanziamento pubblico dal 1997 al 2000 così come avvenuto nei finanziamenti dell’Agenzia Federale del Lavoro. Tradizionalmente l’Agenzia supportava I corsi per prevenire la disoccupazione o per favorire il reinserimento di lavoratori disoccupati. A causa di restrizioni finanziarie e decisioni politiche questa tipologia di finanziamento è stata considerevolmente ridotta negli anni recenti. Il primo risultato di un tale cambio di politiche è consistito in un minor numero di persone “educate”. Un altro effetto laterale è stato un decremento nel numero di contributi privati all’educazione degli adulti.

Tabella 1: Spesa per l’Educazione degli Adulti


Fonte di finanziamento

in Miliardi di Euro

 

1992

1997

2000

Fondi UE (FSE, programmi)

0,0501

0,0501

0,0501

Federazione (Laender, comuni)

2,222

2,534

2,289

Dei quali

 

 

 

            Federazione2

0,440

0,796

0,438

            Laender2

0,788

1,009

0,796

            Comuni2

0,992

1,024

1,056

Ufficio Federale per il Lavoro

14,2003

10,1003,4

6,8005

Economia Privata

18,700

18,000

(18,000)6

Privati (cittadini)

5,0106

7,2107

7,2106

Sponsors

0,0501

0,0501

0,0501

Totale

42,5

40,8

36,7

Sources: (1) Stimato; (2) BMBF (2002, p. 340, 342); (3) BMBF (1999, p. 294); (4) La forte crescita del 1992 è attribuibile alle attività educative nei nuovi Lander ed era già considerevolmente ridotta nel 1997; (5) BMBF (2003, p. 292); (6) Stimato; (7) BMBF (2003, p. 292).       

 Organizzazioni, Istituzioni ed erogatori di Educazione per Adulti

 

La struttura istituzionale e organizzativa dell’Educazione degli Adulti in Germania è estremamente articolata tanto che non si conosce il numero totale delle strutture coinvolte. Le Organizzazioni, istituzioni ed enti erogatori di educazione per adulti possono essere differenziati inizialmente tra le istituzioni fondate dai Lander, quelle create da organizzazioni con interessi particolari come sindacati, associazioni di lavoratori, chiese, fondazioni, partiti politici, associazioni del terzo settore e ONG, e una terza categoria di istituzioni riconducibili ai dipartimenti di sviluppo del personale di compagnie private e organizzazioni quali ospedali, agenzie governative, banche e compagnie assicurative. Un’ultima categoria può essere individuata tra le istituzioni educative private come le scuole di lingua e le agenzie formative con interessi commerciali.

Tabella 2: Struttura istituzionale dell’Educazione degli Adulti in Germania


Governo
(Federale / Stato)

Gruppi con interessi particolari

Aziende

pubblico

Interessi sparticolari

privato

 

Istituzioni di:

 

•     Centri comunitari di Educazione degli Adulti

•     partiti politici
•     Fondazioni

•   Dipartimenti risorse umane delle aziende private

•     Folkhighschools
     

•     Chiese
•     Associazioni di lavoratori      

 

 

•     Sindacati

 

•     Agenzie formative

•     Gruppi di interesse speciale
•     Associazioni

•   Compagnie e fondazioni di Educazione degli adulti e formazione continua

Fonte: Faulstich/Zeuner 22005

La maggior parte delle organizzazioni e le loro istituzioni di educazione degli adulti ha sperimentato cambiamenti significativi negli ultimi 15 anni. Per la maggior parte a causa di tagli ai finanziamenti le istituzioni sono state riorganizzate, spesso ridimensionando i loro servizi, e alcune di esse sono state chiuse. Comunque, non sempre questo è dovuto soltanto a ridimensionamenti finanziari, ma spesso è anche cambiato l’atteggiamento delle organizzazioni nei confronti dell’educazione, come nel caso di sindacati e chiese.
I sindacati hanno teso a tagliare i corsi indicando una responsabilità dell’individuo nei confronti della propria educazione. Piuttosto si sono concentrati in corsi più vicini alla loro mission come quelli inerenti la contrattazione collettiva, le leggi del lavoro e così via. Anche le compagnie private hanno ridotto i propri corsi, a volte sostituendoli con la formazione on the job o con la formazione individuale mirata per i propri impiegati – molto spesso senza stabilire un contesto allineato con i contratti collettivi.
Come detto sopra, i Centri Comunitari di Educazione degli Adulti, sorti a partire dal 1920, sono ancora le istituzioni più importanti ad offrire educazione popolare agli adulti. Sono ancora gestiti dai Lander ma in misura progressivamente decrescente. Essi ebbero un proprio approccio politico durante gli anni ’20, modificato negli anni ’50 verso la promozione dell’educazione popolare per gli adulti. Dagli anni 60 in poi hanno organizzato un numero crescente di anno in anno di corsi di formazione per adulti.
Oggi la concezione politica è molto diminuita, i Centri Comunitari di Educazione degli Adulti sono strutture comunitarie che offrono corsi di salute pubblica, di lingua, lezioni ricreative ed educazione continua in differenti campi. Sotto questa luce rappresentano istituzioni per la classe media, essendo stata abbandonata già dagli anni ’60 la concezione maggiormente legata ad un servizio per i lavoratori.
Ma dal momento che erano finanziati pubblicamente, molte persone con un basso reddito potevano permettersi di pagare le esigue rette di iscrizione e le istituzioni potevano offrire corsi senza la preoccupazione di coprire le relative spese. I casi più comuni erano corsi di alfabetizzazione e corsi che offrivano la possibilità di conseguire il diploma di livello medio e superiore agli adulti. Comunque i cambiamenti nelle modalità di finanziamento che hanno interessato i Centri Comunitari di Educazione degli Adulti in alcuni stati hanno severamente ridotto il numero di corsi totalmente finanziati e questo è andato ad ripercuotersi principalmente sui partecipanti a basso reddito.

 

Partecipazione all’Educazione degli Adulti

La partecipazione ai corsi di educazione degli adulti è stata costantemente monitorata negli ultimi 25 anni attraverso la realizzazione di indagini ogni tre anni da parte del Ministro dell’Educazione. Il monitoraggio ci restituisce un quadro sui tassi di partecipazione in riferimento alle principali caratteristiche sociali e demografiche come il genere, l’età, l’occupazione e i livelli di educazione formale.
Una analisi di dettaglio mostra un decremento dei tassi di partecipazione negli ultimi 8 anni. Secondo la ricerca del 1997 il 48% della popolazione tedesca nella fascia di età tra i 18 e i 65 anni aveva partecipato ad un’attività di educazione degli adulti nell’ultimo anno. Includendo tra le attività di EdA l’educazione in campo generale, politico, popolare, culturale e professionale. Ai fini della ricerca Educazione degli Adulti organizzata significa prendere regolarmente parte a lezioni dalla durata che spazia tra il singolo incontro serale a corsi di due anni.
La seguente tabella mostra lo sviluppo tra il 1991 e il 2003, con comparazione tra l’est e l’ovest.

Tabella 3: Partecipazione all’educazione degli adulti in Germania Ovest ed Est tra il 1991 e il 2003 (percentuale di popolazione adulta nell’età tra 16 e 65 anni)
 

 

1991

1994

1997

2000

2003

Tot. Germania

37

42

48

43

41

Germania ovest

36

43

48

43

42

Germania est

38

37

49

43

38

 

La tabella mostra un declino considerevole nella partecipazione tra gli anni 1997 e 2003. Nel 2003 il 41% della popolazione aveva partecipato in una qualche forma all’educazione per gli adulti. Anche se il valore dell’educazione è ancora considerato molto alto (l’89% degli adulti concorda sul fatto che l’educazione degli adulti e la formazione continua sia importante per la crescita personale e professionale) i tassi di partecipazione mostrano l’opposto. Un tale declino non può essere spiegato fino in fondo, ma ci sono alcuni fattori che sicuramente incidono:

  • Il finanziamento dell’aggiornamento professionale da parte dell’Agenzia Federale per il Lavoro (Social Code III) è stato considerevolmente ridotto. La popolazione elegibile ai fini di tali misure è stata rivalutata. Oggi solo i disoccupati con alte possibilità di reinserimento sono presi in considerazione.
  • Dal momento che il finanziamento su base federale e statale è stato ridotto, le istituzioni di EdA sono state costrette ad alzare le rette di partecipazione.
  • L’alto tasso di disoccupazione e il limitato aumento dei salari negli ultimi 10 anni per coloro che hanno ancora lavoro è probabilmente risultato nella riluttanza o inabilità a permettersi di investire in educazione e formazione.
  • Il guadagno personale attraverso l’educazione degli adulti non è esplicito.

Queste tendenze sono accompagnate da altri aspetti rilevati dal monitoraggio sull’educazione degli adulti che mostrano chiare evidenze di esclusione di fasce di popolazione in base a criteri socio-demografici.

  • In base all’età: i più giovani (fino a 45 anni) partecipano maggiormente dei più anziani.
  • In base al genere: gli uomini partecipano più delle donne (42%/40%). Comunque è necessario analizzare attentamente questo dato, in quanto molto variabile negli anni. Le donne con impiego full-time partecipano all’educazione degli adulti più della controparte maschile (30%/26%) mentre le impiegate part-time partecipano meno. Le donne, in media, partecipano più spesso degli uomini all’educazione degli adulti in campo generale (27%/42%). Le donne disoccupate sono meno disposte a partecipare degli uomini disoccupati (6%/12%).
  • In base al livello di educazione: Genericamente parlando, più il livello di istruzione è alto, più le persone sono disposte a partecipare ad iniziative di educazione degli adulti. Solo il 17% delle persone senza alcun titolo di studio partecipa; paragonato al 30% di coloro in possesso di diploma di scuola media e al 42% con diploma di scuola superiore; il 52% è in possesso di un titolo di studio universitario.
  • In base al livello di occupazione: lavoratori non qualificati o di bassa qualifica (22%) sono meno disposti a partecipare rispetto ai lavoratori qualificati (38%), impiegati (34%), dirigenti (61%) e impiegati pubblici (70%).
  • In base allo status di occupato/disoccupato: il 49% di tutti gli occupati partecipa all’EdA; il 27% sono disoccupati. Con riferimento all’aggiornamento professionale il 43% è occupato, il 6% disoccupato.
  • In base all’etnia: gli immigrati e le persone appartenenti a minoranze etniche partecipano in misura minore: 29% di fronte al 43% della popolazione autoctona.

Altri fattori come il settore produttivo così come aspetti geografici e regionali giocano un ruolo importante.
Un interessante sviluppo degli ultimi anni è l’incremento delle attività di apprendimento informale nei posti di lavoro. Il 61% della popolazione è coinvolta in qualche tipologia di apprendimento informale. Dal momento che tale dato è stato preso in considerazione dal monitoraggio solo dal 2003 non è possibile alcuna comparazione. L’apprendimento informale racchiude aree come la lettura di articoli rilevanti, la partecipazione a fiere e convegni, il training on the job e così via. La questione è se tali attività di apprendimento informale stiano soppiantando la formazione continua formale e se in grado da sole di spiegare il suo decremento illustrato sopra.
I dati sono in qualche misura differenti per quanto concerne le attività di apprendimento informale riferite all’educazione degli adulti. In questo caso, il 35% degli adulti dichiara di apprendere per sé stesso. Solo il 9% di essi crede nell’autoapprendimento mentre il 26% partecipa anche ad attività formali. Come nell’EdA organizzata, c’è una considerevole differenza in base a fattori socio-demografici che coincidono con quanto rilevato in merito all’apprendimento formale:

  • Gli impiegati pubblici apprendono in maniera autonoma più spesso dei lavoratori privati (58% contro 26%)
  • Laureati – non qualificati/semiqualificati (53%-23%)
  • Diplomati – basso livello scolarità (50% - 25%)
  • Tedeschi – Immigrati/minoranze etniche (36% - 25%)
  • Giovani (19-34) – più anziani (50-64) (39%-28%)
  • Occupati – disoccupati (37%-30%)
  • Uomini – Donne (38%-32%)

Quindi, la questione dell’esclusione e inclusione nell’EdA in Germania è diventata cruciale. I cambiamenti nel quadro normativo, nelle modalità di finanziamento e nell’atteggiamento nei confronti di educazione ed educazione degli adulti giocano un importante ruolo nel loro complesso. Questi cambiamenti si specchiano in differenti approcci teoretici e accademici nei confronti dell’educazione degli adulti degli ultimi dieci anni.

 

3. Approcci teoretici

 

Probabilmente non è una caso che a partire dalla metà degli anni ’80, quando il primo di una serie di libri sulla modernizzazione della società del sociologo tedesco Ulrich Beck fu pubblicato, si inizi a parlare dell’impatto della modernizzazione sull’educazione e dell’individualizzazione come reazione necessaria di fronte alla modernizzazione. Il pensiero politico moderno, combinato con l’ideologia neoliberista ha promosso l’idea della responsabilità individuale nei confronti dello sviluppo personale. Si può vedere anche dai riflessi nella sanità pubblica, welfare ed educazione.
In educazione, l’idea della responsabilità individuale sullo sviluppo intellettuale di ciascun individuo è stata promossa dai cosiddetti costruttivisti. Tale approccio teoretico fu originariamente sviluppato in biologia con l’intento di spiegare il comportamento e l’apprendimento degli animali. Fu quindi ripresa e sviluppata da filosofi, linguisti ed esperti di educazione. L’idea principale, cruciale per l’educazione, è la nozione di individuo come entità autoreferenziale non in grado di comunicare con altri. Quindi l’intero concetto di apprendimento doveva essere rivalutato.
Nell’educazione degli adulti tale rivalutazione è stata moderata ma i due argomenti principali sono i seguenti: innanzitutto, dal momento che l’apprendimento è essenzialmente responsabilità dell’individuo, i docenti, i facilitatori, gli educatori non possono realmente influenzare il processo. In secondo luogo, dal momento che le persone vivono la loro propria realtà, soggetti e contenuti non hanno una grande importanza. La tolleranza di opinione è promossa senza alcun distinguo critico.
Questo approccio costruttivista è stato discusso profondamente in Germania e molti attori del sistema dell’educazione degli adulti l’hanno promosso per diverse ragioni. La più importante sembra essere la possibilità di trasferire la responsabilità del processo educativo, incluso l’insuccesso, sull’allievo. La possibilità per i facilitatori di scaricare ogni responsabilità con la naturale rimozione di ogni possibile tensione con gli ambienti educativi.
Questo sviluppo era e rimane un presupposto per forme più radicali e anche liberali di approccio all’educazione degli adulti dal momento che questi sono etichettati come tendenti alla normalizzazione, politicamente radicali, tendenti ad influenzare e così via. Alcuni argomenti contro il costruttivismo possono essere i seguenti:

  • Da un punto di vista sociale il costruttivismo promuove l’esclusione dall’educazione. La nozione di responsabilità individuale e dell’apprendimento diretto a sé stessi dà supporto a chi si trova all’interno del sistema dell’educazione con successo, coloro che hanno bisogno di supporto vengono sempre più esclusi.
  • Dal punto di vista educativo promuove il pensiero acritico dal momento che l’approccio normativo che si riferisce al supporto alla democrazia, implicito nell’educazione è minato dal cosiddetto “approccio tollerante”

4. L’educazione degli adulti in Germania: il declino?

 

Gli sviluppi dell’educazione degli adulti in Germania possono essere giudicati su differenti livelli. Innanzitutto secondo la chiave dell’influenza degli sviluppi politici e economici internazionali, che a turno influenzano l’educazione degli adulti a cascata fino al livello regionale. Quindi sotto l’aspetto delle politiche educative a livello nazionale e regionale. In terzo luogo secondo gli sviluppi dell’intero sistema educativo in Germania e nella sua declinazione relativa all’educazione degli adulti. Quindi sul livello degli importanti cambiamenti intervenuti nella pratica dell’EdA degli ultimi 5 anni.
Gli sviluppi politici a larga scala come il neoliberalismo e la globalizzazione hanno senza dubbio influenzato le politiche educative degli ultimi 10 anni in Germania. Questo ha portato ad una mercantilizzazione non soltanto dell’educazione degli adulti ma dell’intero settore dell’educazione superiore in Germania, così come il sistema della formazione professionale.
Un argomento importante è la responsabilità individuale sulla propria educazione che si specchia nella riduzione del finanziamento pubblico federale all’educazione degli adulti. Altro argomento la necessità da parte del sistema educativo di preparare tanto i bambini quanto gli adulti per l’occupabilità. La nozione tedesca di “Bildung” come mezzo che conduce al miglioramento personale e a quello della società nel suo complesso è stato ridotto ad un concetto strumentale. Si può notare anche nel cambiamento semantico: a partire dagli anni ’70 la parola “formazione continua” è comunemente utilizzata al posto di educazione degli adulti. Questo sottolinea il fatto che la formazione continua mira in primo luogo al miglioramento professionale. L’idea di educazione degli adulti come educazione per la democrazia è divenuta meno importante. Considerando il cambiamento semantico dell’educazione degli adulti nei secoli, il cambiamento di intenti diventa ancora più profondo: “educazione dei lavoratori” e “educazione popolare” nel 19° e primo 20° secolo; “educazione degli adulti” negli anni ’20 e dopo la seconda guerra mondiale fino agli anni ’70. Quindi è cambiata in “formazione continua”.
La nozione di strumentalizzazione dell’educazione degli adulti si è sviluppato a partire dal 1990, quando l’Unione Europea rimise in discussione il concetto di lifelong learning, ponendo l’attenzione principalmente sull’idea di educazione ricorrente. Ma, mentre l’Unione Europea cambiava la propria attitudine verso il lifelong learning nel 2001, enfatizzando di nuovo il concetto di educazione per la democrazia, la politica educativa in Germania non è cambiata.
Questo si riscontra nei cambiamenti voluti nel sistema della scuola primaria e secondaria così come nell’educazione superiore. Quando i risultati del PISA (Program of International Students Assessment) rilevò considerevoli punti di debolezza nel sistema scolastico tedesco, soprattutto la segregazione e la consapevole discriminazione in base allo status sociale, non si cambiò il sistema ma i contenuti. La segregazione si ripercuote anche nell’educazione degli adulti ed è riscontrabile nei dati sui livelli di partecipazione.
A livello delle politiche educative c’è una differenza rimarchevole tra intenzioni rese pubbliche e la realtà politica. Un ostacolo all’educazione degli adulti è la diminuzione di finanziamenti, sia a livello federale e statale che a livello degli investitori privati, compagnie, sindacati, chiese. Molte organizzazioni hanno ridotto il proprio budget per l’educazione con la conseguenza di chiusure, abbandono di corsi, riduzione dell’offerta. Questo contraddice la nozione di “educazione delle persone come più grande risorsa per una nazione”.
Sul piano della pratica, a causa della diminuzione di fondi, sono stati ridotti o totalmente abbandonati alcuni campi dell’educazione degli adulti come i corsi per conseguire titoli di studio per adulti, l’alfabetizzazione, l’educazione politica. I rimanenti corsi, per esempio all’interno dei Centri Comunitari, mirano a target della classe media, che può permettersi di investire in educazione. In questo modo la segregazione attraverso l’educazione viene perpetuata. Un altro esempio di discriminazione è la riduzione di fondi per la formazione di disoccupati.
Come detto prima, solo coloro le cui chanches di reintegrazione nel mercato del lavoro sembrano positive sono elegibili per ottenere supporto economico. Una conseguenza di questo è la chiusura delle piccole agenzie formative private. E questo non è avvenuto incidentalmente, è un effetto ricercato.
L’educazione degli adulti sembra essere in declino in Germania, a causa delle mire politiche e delle decisioni prese che promuovono un approccio neoliberale e individualistico e che riducono le possibilità di una società inclusiva attraverso l’educazione.
Gli aspetti che auspicabilmente potrebbero cambiare questo quadro sono le politiche dell’Unione Europea che influenzano i livelli nazionali da una parte e dall’altra il cambiamento di attitudine di alcuni studiosi con un ritorno sul piano del pensiero critico che possa stimolare ed influenzare il dibattito.



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