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Il counseling di orientamento
La società della complessità e della conoscenza enfatizza sempre più la dimensione dell’incertezza e della flessibilità che spingono spesso l’individuo a vivere come un “naufrago” nelle acque instabili del quotidiano. In tal senso assume una rilevanza imprescindibile l’azione di orientamento che può aiutare i giovani come gli adulti a ripensare, progettare e realizzare il proprio progetto personale, sociale e professionale. Le possibilità di successo nella vita e quindi nella scuola e nel lavoro, dipendono in buona misura, dalla capacità di fare scelte e dalla loro qualità. Un fattore determinante per l’assunzione di decisioni valide ed efficaci è la capacità di orientarsi nell’attuale società complessa senza rinunciare alla propria soggettività che è poi la capacità di analisi e di lettura della realtà interna ed esterna. Diventa indispensabile, in tale prospettiva, l’acquisizione di strumenti e strategie per muoversi in modo flessibile e dinamico, strumenti e strategie che una consulenza orientativa può fornire favorendo una lettura di sé e della realtà di riferimento, attraverso un complesso lavoro auto-esplorativo. L’elaborazione e la realizzazione di un progetto di vita personale, formativo e professionale non potrà non tener conto del mondo di desideri, motivazioni, risorse e potenzialità del singolo che necessitano di essere esplorate, analizzate e confrontate con il proprio sistema di riferimento per evidenziarne vincoli e opportunità.
Il momento della scelta, per esempio, rappresenta, il più delle volte, anche un momento critico, di crisi per l’identità stessa del soggetto in quanto rimette in discussione quell’equilibrio socio-psicologico raggiunto nella definizione del proprio rapporto con la realtà sociale o quanto meno ne richiede una ridefinizione per la presenza di nuove variabili.
Effettuare una scelta significativa per il proprio futuro formativo e/o professionale è di per sé disorientante e necessita di sostegno e di una maggiore consapevolezza riguardo proprio lo stesso processo di scelta.
Il counseling d’orientamento, in tal senso, si offre quale strumento di sostegno e di facilitazione della scelta per la realizzazione di progetti di vita concreti e attuabili, garantendo un intervento centrato sulla persona. Si tratta di fornire un sostegno adeguato per l’elaborazione di un progetto di vita formativo e\o lavorativo di qualità perché rispettoso del mondo interno ed esterno del soggetto lontano da un’ottica assistenzialista che focalizza l’attenzione sull’auto-responsabilizzazione alla scelta. Il counseling d’orientamento si configura dunque come intervento pedagogico e psicologico insieme che pone al centro del processo orientativo il soggetto visto come protagonista attivo capace di auto-dirigersi e auto-orientarsi in quanto portatore di potenzialità e capacità. Un soggetto che ha però bisogno di scoprire e riscoprire quelle potenzialità\capacità rimaste offuscate nelle situazioni di incertezza e di precarietà, e di conseguenza, capace di trovare soluzioni corrispondenti alle proprie aspettative e ai propri bisogni.
La finalità specifica del counseling di orientamento, infatti, è quella di orientare il soggetto che richiede tale intervento verso l’attuazione di scelte significative per la realizzazione del proprio progetto di vita formativo e\o lavorativo con la metodologia e gli strumenti tipici di un’azione di counseling, ponendo al centro la relazione tra operatore (counselor) e utente (cliente) con un approccio non direttivo centrato sul cliente.
L’utilizzo stesso del termine cliente, introdotto intenzionalmente da Rogers, sottolinea l’originalità della relazione che si instaura e focalizza la libertà e la non-dipendenza del soggetto che richiede questo tipo di intervento. Vi è un totale investimento di fiducia nelle capacità del cliente che è “aiutato ad aiutarsi” in un clima favorevole di comunicazione empatica e profonda attuata e facilitata dal counselor. Riconoscere le potenzialità del cliente significa porsi l’obiettivo di tirarle fuori e di avviare un processo di autoemancipazione. In tale prospettiva il metodo utilizzato sarà non direttivo e centrato sulla persona lì dove la non direttività non sia da intendersi nel senso di ‘laissez faire’, ma nel senso di una immersione “totale” nella soggettività del cliente, di una comprensione dell’altro, della costruzione di un rapporto empatico e nella concreta promozione del dialogo e dell’ascolto attivo. Ascolto attivo che si realizzerà attraverso le tecniche rogersiane della riformulazione, delucidazione e riflesso del sentimento.
L’Università che orienta
L’orientamento è, dunque, un’emergenza educativa sempre più attuale alla luce della necessità di acquisire strumenti e strategie idonei a fronteggiare e a vivere al meglio la complessità e la flessibilità della società contemporanea. Di conseguenza anche l’Università investe sempre più in “orientamento”.
Particolarmente significativa è stata, in tal senso, la Legge n. 341/90 “Riforma degli ordinamenti didattici universitari” che prescrive di agevolare le attività di orientamento e la mobilità degli studenti. Le Università hanno introdotto la figura del Delegato alle attività di orientamento che supportato da una Commissione ha il compito di progettare e coordinare le attività orientative. Si è inoltre istituita la funzione del tutorato con il compito di orientare ed assistere gli studenti lungo tutto il corso degli studi, cercando di renderli partecipi del loro processo formativo, facilitando la rimozione degli ostacoli che non rendono proficua la frequenza dei corsi.
Con la riforma degli ordinamenti sancita dal d.m. 509/99 si è ulteriormente accentuata la dimensione orientativa e la legge Biagi decreto legislativo n.276 del 10 settembre 2003, ha investito le università del compito di intermediazione tra sistema del lavoro e sistema dell’alta formazione prevedendo in tal modo l’attuazione di un orientamento in uscita.
Il sistema universitario è stato dunque investito di un’importante funzione orientativa: aiutare gli studenti nella scelta del percorso formativo e “accompagnarli” successivamente nel corso degli studi.
L’Università, infatti, oltre a trasmettere sapere specialistico, cerca di garantire il più possibile lo sviluppo delle capacità necessarie per un'attiva partecipazione agli studi universitari ponendo particolare attenzione al processo globale di maturazione dello studente. Per questo motivo, le attività didattiche diventano parte integrante di un più ampio processo di formazione che mira a potenziare nei giovani capacità per conoscere se stessi e l'ambiente in cui vivono o lavorano, per comunicare con modalità nuove, per partecipare attivamente in situazioni complesse e per produrre innovazione.
Ciò a cui si punta è una maggiore identificazione culturale degli studenti con l'ambiente accademico, un impegno critico, ma non esclusivamente strumentale e un senso minore di estraneità nei confronti di un'esperienza che è particolarmente significativa nella vita di un individuo.
Per far si che gli studenti abbiano ben chiaro il significato degli studi universitari in una dimensione più profonda di maturazione e di formazione della persona è necessaria una valida azione di orientamento in entrata, in itinere e in uscita.
L’esperienza presso lo sportello informativo della Facoltà di Lettere e Filosofia di Foggia
L’esperienza di tirocinio condotta da giugno e ottobre del 2005, presso lo sportello informativo della Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia ha consentito di rilevare alcuni bisogni ed esigenze degli utenti. In particolare, grazie alla somministrazione di un questionario, si sono potute approfondire le dinamiche che caratterizzano la prima fase di richiesta di informazioni per orientare la propria scelta universitaria.
Lo sportello, ancora attivo, rientra tra le azioni di orientamento della Facoltà e si esplica in un servizio prevalentemente informativo sulle principali notizie inerenti i vari corsi di laurea, le relative figure professionali in uscita e gli sbocchi occupazionali.
L’attività di tirocinio si è concretizzata in colloqui vis a vis con gli utenti e nella distribuzione di materiale-informativo cartaceo relativo alla Facoltà e specificamente al corso di laurea d’interesse dell’utente. A conclusione si chiedeva di compilare una scheda rilevazione dati dove sinteticamente veniva indicato per quale corso di studi vi fosse maggiore interesse e un recapito telefonico per consentire di contattare gli utenti qualora fosse stato necessario. Le schede rilevazione dati permettevano di monitorare il servizio offerto a livello di affluenza di utenti e di prevedere quali fossero i corsi che interessavano maggiormente.
Nonostante tale sportello informativo non avesse alcuna pretesa di proporre azioni di sostegno orientativo individualizzato, gli utenti nella maggior parte dei casi, chiedevano pareri sulla congruenza della scelta rispetto al titolo di studi conseguito, oppure pareri circa la difficoltà di studio per il corso di laurea scelto, o ancora la reale richiesta da parte del mercato del lavoro del tipo di figure professionali in uscita.
Tali richieste rientravano in una dimensione strettamente personale, richieste che facevano presagire il desiderio a volte esplicitato a volte no, di maggiore coinvolgimento da parte dell’operatore nella storia personale e di maggiore sostegno nella fase di scelta vissuta in quel momento.
Si riportano qui di seguito alcuni dei grafici rappresentanti le risposte rilevate dal questionario somministrato:

Conclusioni
L’esperienza diretta presso lo sportello informativo all’università ha evidenziato la necessità di attuare in ambito formativo delle valide azioni di orientamento per rendere lo studente consapevole delle sue scelte sentendosi protagonista del proprio percorso di studi.
Il counseling d’orientamento diviene un’opportunità per lo studente di vivere nella sua globalità l’esperienza della scelta e della decisione. Non più solo come studente che chiede informazioni e che da solo è lasciato ai suoi dubbi e ai suoi timori; non più solo come studente che viene bombardato di informazioni e di materiale divulgativo, ma come una persona che nella sua interezza e nella sua peculiarità affronta la difficoltà della scelta e dell’incertezza considerando i vari elementi in gioco.
Il counseling d’orientamento diviene, ancora, occasione per esprimere senza timore, in un ambiente protetto, le proprie paure e le proprie ansie, per metterle in gioco, per esplicitarle per poi superarle attuando la strategia più idonea per l’attuazione di una decisione. Una decisione che non riguarda più solo la scelta di un percorso di studi ma si configura quale momento costruttivo di crescita personale nel percorrere la strada dell’autonomia e della maturità.
L’orientamento universitario diviene molto più di slogan, di campagne pubblicitarie, di manifesti e di locandine, di guide dello studente e di materiale informativo, ma accanto a queste utili azioni di comunicazione affianca interventi concreti di sostegno allo studente sia all’inizio della sua carriera universitaria, sia in itinere che a conclusione, fornendogli delle vere e proprie abilità orientative da spendere nella realizzazione del suo progetto di vita.
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