“E quindi uscimmo a riveder le stelle”: restiamo a casa e leggiamo Dante.

Autori

  • Giovanni Savarese Università degli Studi di Salerno
  • Amalia Marciano Università degli Studi di Salerno

DOI:

https://doi.org/10.19241/lll.v16i37.546

Abstract

La pandemia di Sars-Cov2 ci ha forzato a sperimentare una modalità di didattica nuova, totalmente a distanza, che ha mostrato alcuni forti limiti, ma anche buone potenzialità. Ha permesso alla scuola di non fermarsi, ma non è riuscita, almeno in questa prima forma, a tenere dentro tutti. Tra il 20% e il 25% degli studenti infatti non ha preso parte regolarmente alle attività (Fonte MIUR). È necessario che, all’alba della sua ripartenza, la scuola ritrovi una nuova mission educativa. Una possibile strada è il recupero e l’implementazione, soprattutto per i più piccoli, della lettura, non solo come strumento di istruzione ma come generatore di emozioni che favorisce l’acquisizione di abilità e strumenti utili per la costruzione della identità e il rafforzamento dell’autostima. Privilegiando il senso letterale di grandi classici, tra cui la Divina Commedia, la lettura ad alta voce è strumento di empowerment cognitivo ed emotivo, e successivamente stimolo formativo, oggetto di riflessione, occasione di approfondimento. Così, lo spazio scolastico si trasforma in spazio di progettazione e crescita personale. Attraverso questo piacere condiviso, si creano i presupposti per la nascita di lettori appassionati, motivati e competenti che con l’ausilio del testo dantesco, eccellente stimolatore della curiosità dei ragazzi, favorisce un processo educativo finalizzato a sviluppare nello studente, la capacità di posizionarsi all’interno del proprio percorso di crescita e di formazione.

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Pubblicato

29-12-2020

Come citare

Savarese, G., & Marciano, A. (2020). “E quindi uscimmo a riveder le stelle”: restiamo a casa e leggiamo Dante. Lifelong Lifewide Learning, 16(37), 73–83. https://doi.org/10.19241/lll.v16i37.546

Fascicolo

Sezione

Call 37 - Lettura e lettura ad alta voce