Pedagogista professionista o “pratico” dell’educazione? Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei

Autori

  • Bruno Schettini

DOI:

https://doi.org/10.19241/lll.v16i6.281

Abstract

Ai giorni nostri, nell’ambito dei processi educa-tivi e dell’esercizio professionale, si rende sempre più avvertita l’esigenza di riferirsi a modelli e teorie, metodologie e metodi che ri-spondano a pratiche condivise dalle comunità scientifiche e professionali. Tecniche e metodi differenti possono implicare un modo diverso di impostare la relazione educativa e, quando miscelati senza un’adeguata considerazione di questo aspetto, possono diventare bricolage pedagogici confusivi, se non addirittura nocivi per la crescita dell’individuo. Per questo moti-vo, alla base di ogni educazione-formazione ci deve essere sempre una teoria dell’educazio-ne e, alla base di ogni teoria dell’educazione, ci deve essere sempre una teoria dell’appren-dimento e dell’uomo. In tutti i casi, le pratiche educative devono necessariamente accompa-gnarsi ad una salda teoria ed è proprio il pa-droneggia mento di quest’ultima che distingue un educatore professionista da un “pratico” dell’educazione.

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Pubblicato

28-02-2010

Come citare

Schettini, B. (2010). Pedagogista professionista o “pratico” dell’educazione? Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei. Lifelong Lifewide Learning, 6(16), 19–23. https://doi.org/10.19241/lll.v16i6.281

Fascicolo

Sezione

Contributi teorici