Perchè associarsi

Nella targa che, durante il Festival dei Saperi del gennaio 2009, consegnammo ad alcuni operatori dell’EdA, per  sottolineare  e riconoscere la rilevanza delle loro esperienze,  avevamo scelto  di far incidere un verso di Emily Dikinson

Per fare un prato occorrono un trifoglio, un’ape e il sogno…il sogno può bastare se le api sono poche”

La scelta non era stata facile. 

Si discusse un bel po’, nel comitato organizzatore,  tra citazioni di Kant , Brecht, don Milani,  Gramsci,   finché una collaboratrice, con la leggerezza che solo certe giovani donne sanno avere e che certo appartiene poco a noi, appesantiti dai rottami delle utopie generose ed un po’ patetiche dell’altro secolo,  non mise fine al dibattito proponendoci  questa frase.

Così come tutti i giovani devono fare, ad un certo punto si era arrogata, il diritto (questo davvero non negoziabile!) di perdere la propria innocenza, scagliando la sua prima pietra e riportandoci così ad una ricerca di senso di cui  rischiavamo di perdere le coordinate.

La citazione di Emily Dikinson mise d’accordo tutti per la sua forza evocativa.

Perché riassumeva con grande efficacia ma, appunto, con leggerezza calviniana,  speranze, lavoro,  aspirazioni   di coloro che operano  nell’ ambito dell’educazione degli adulti.

Per lo sviluppo dell’EdA   sarebbe necessaria una buona legge quadro nazionale, sarebbero necessarie risorse certe, formazione continua degli operatori, capacità di lettura dei bisogni, programmazione, governance locale, strutture, politiche della domanda ma, soprattutto,  è necessario un sogno.

Nella situazione odierna, in cui tutti questi strumenti  mancano, o esistono in modo effimero, ma manca soprattutto un’attenzione politica  ed un apprezzamento sociale per tutto ciò che è studio, educazione, formazione spesso  dobbiamo farci bastare il sogno.

E dobbiamo avere la pazienza,  la tenacia  la costanza di portarlo avanti (talvolta verrebbe da dire “nonostante tutto”),  questo sogno.

Di continuare insomma a fare la nostra battaglia politico-culturale in cui , al di là di derive tecnocratiche ed economiciste ed anche al di là di generiche e semplicistiche aspettative emancipatorie, si  sottolinei  il carattere  e l’importanza dell’EdA come tensione progettuale, come attribuzione ai cittadini ed alle cittadine della possibilità di scegliere, come opportunità fondamentale di  dare sì risposte a problematiche presenti,  ma anche  di costruire  un progetto più  ampio in favore dell’uomo e della sua  libertà, contro tutte le forme  di alienazione e  di sfruttamento.

EdaForum vuole essere, con i suoi piccoli strumenti, il luogo  per  coltivare questo sogno, con la volontà caparbia dei suoi soci, con la lunga lena di chi è consapevole che è inutile dire che non siamo soddisfatti dello stato di cose esistenti se non c’è l’impegno a cambiarlo cominciando dagli uomini, dal loro modo di vivere, di produrre, di consumare, in una parola dalle loro teste.

Per questo siamo a chiedervi un gesto semplice di impegno concreto: aderire e rinnovare l’adesione  ad EdaForum, regalarci, regalarsi  e sostenere quel sogno (ma in fondo un sogno non è  un’idea strategica, se pure in potenza? ) senza il quale non fioriscono prati.