Scadenza: 10 Ottobre 2019

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Sono passati quasi venti anni dal Memorandum di Lisbona, una tappa decisiva per l’orientamento della politica e dell’azione dell’Unione Europea verso un approccio sistemico all'apprendimento permanente quale volano per una crescita sostenibile e inclusiva. Uno degli obiettivi del Memorandum era sviluppare spazi e metodi efficaci d’insegnamento e di apprendimento funzionali ad un’offerta ininterrotta di istruzione e di formazione lungo l’intero arco della vita e nei diversi contesti. Un nodo nevralgico era individuato nelle “competenze degli operatori del settore dell’apprendimento formale e non formale, sia che si tratti di professionisti retribuiti, di volontari o di persone per le quali l’istruzione rappresenta un’attività secondaria (ad esempio, personale qualificato ed esperto sul luogo di lavoro o animatori di quartiere)” (SEC(2000) 1832: p. 15). Il documento sottolineava l’urgenza di sviluppare e innovare la formazione ed il sistema delle qualifiche per gli specialisti dell’istruzione, dell’educazione e della formazione che operano anche nei settori non formali nel campo della formazione degli adulti o della formazione continua.  Nel 2015 il CEDEFOP ha pubblicato le linee guida per il “professional development of trainers in vocational education and training” evidenziando l’importante ruolo dei formatori che operano direttamente nei contesti lavorativi.

In Italia, i processi di professionalizzazione hanno avuto sicuramente una forte spinta con le ultime normative: dalla L. 4 del 2013 alla L. 2015 del 2017. Le università, prima attraverso la classe di laurea 18, poi con la classe di laurea 19 per il primo ciclo triennale, e con le classi LM50, LM57 e LM85 per le lauree magistrali, hanno offerto e offrono percorsi di alta formazione con profili in uscita, differenziati all’interno della stessa famiglia professionale. Dall’anno accademico 2018/2019 anche il Corso intensivo di formazione per la qualifica di “Educatore professionale socio-pedagogico”, ai sensi della L. 205/17 e della successiva Nota CUN del 03/07/2018, offre un’importante momento di riqualificazione per il personale che svolge attività educativa nei servizi pubblici e privati.

Molteplici sono le attività professionalizzanti offerte dalle associazioni professionali in un’ottica del rispetto di standard qualitativi e di qualificazione, come previsto dal comma 3 dell’art. 2 della L.4/13, sia per gli educatori che per i formatori. 

Anche a livello internazionale, si moltiplicano le offerte di formazione per formatori o responsabili della formazione. Si tratta tuttavia di corsi a carattere trasversale, su metodi e tecniche innovative, o di formazione iniziale e continua per alcune figure specifiche.

Il numero 34 della Rivista accoglie, dunque, contributi che presentino ricerche ed esperienze su:

  • Le caratteristiche dell’offerta rispetto alla domanda formativa di educatori e formatori
  • Impatto della formazione sul miglioramento organizzativo e dei servizi educativi nell’ambito deli contesti formali, non formali ed informali
  • Il problema delle qualifiche professionali
  • Le competenze dei promotori del processo di costruzione delle reti, quali professionalità per un sistema integrato
  • L’impatto reale e potenziale della nuova normativa